Ogni 5 anni questo borgo ospita la più bella festa in costume d'Italia: tra i suoi vicoli affrescati la storia sfila
Tra costumi ricamati, nastri di seta e antiche tradizioni occitane, un piccolo paese alpino si trasforma in un grande palcoscenico medievale, dove centinaia di figuranti riportano in vita una leggenda millenaria.
Nel cuore della Valle Varaita, in provincia di Cuneo, Sampeyre è uno di quei luoghi che sembrano vivere in due dimensioni: quella quieta del borgo alpino e quella travolgente della Baìo, la grande festa occitana che ogni cinque anni trasforma il paese. A circa mille metri di quota, ai piedi del Monviso, vicoli, piazze e borgate diventano il teatro di un racconto corale fatto di costumi scintillanti, tamburi e gesti rituali. La comunità si prepara per mesi, recuperando abiti tradizionali decorati da nastri di seta colorata, rinfrescando canti e coreografie tramandati di generazione in generazione. Il risultato è una delle manifestazionipiùaffascinantidelle Alpi occidentali, capace di unire memoria storica, identità occitana e spirito carnevalesco. Visitare Sampeyre durante la Baìo significa entrare, con rispetto, in una celebrazione che appartiene prima di tutto agli abitanti della valle.
Sampeyre, borgo alpino nel cuore della Valle Varaita

Sampeyre è un comune di montagna dell’alta Valle Varaita, in provincia di Cuneo, affacciato sul torrente Varaita e incorniciato dai boschi e dalle cime delle Alpi Cozie. A circa 1.000 metri di altitudine, il paese è uno degli snodi storici tra la pianura cuneese e l’area del Monviso, punto di partenza ideale per scoprire sentieri, borgate e panorami alpini.
Il centro storico conserva un impianto raccolto, con vicoli, passaggi coperti e case in pietra e legno che raccontano la lunga storia del territorio. Qui l’identità occitana non è soltanto un riferimento culturale, ma una presenza viva nella lingua, nella toponomastica e nelle tradizioni. In questo contesto nasce e si rinnova la Baìo, la grande festa che ogni cinque anni rimette al centro il legame tra comunità, memoria collettiva e paesaggio di montagna.
La Baìo di Sampeyre: cortei, nastri di seta e riti comunitari

La Baìo di Sampeyre è una delle più importanti feste tradizionali delle Alpi occidentali e segue, salvo eccezioni, una cadenza quinquennale. L’ultima edizione si è svolta nel febbraio 2023, dopo il rinvio dovuto alla pandemia, mentre la prossima è attesa nel 2028, nel periodo di Carnevale. Non si tratta di una semplice sfilata: la festa è una rappresentazione corale che coinvolge il capoluogo e tre borgate, Rore, Villar e Calchesio.
Ogni comunità dà vita alla propria Baìo, con un corteo formato da figure dai ruoli precisi: comandanti, portabandiera, soldati, tesorieri, personaggi simbolici. Il colpo d’occhio è dominato dai bindel, i nastri di seta colorata che ricoprono abiti, copricapi e accessori. Molti di questi nastri vengono conservati in famiglia come un piccolo tesoro domestico, riparato e adattato di generazione in generazione.
Le giornate centrali della Baìo sono tre: la prima domenica introduce le cerimonie e i primi incontri; la seconda domenica è dedicata al grande ricongiungimento dei quattro cortei a Sampeyre, con il solenne saluto tra gli Abà, i comandanti, che incrociano simbolicamente le spade. Il giovedì grasso chiude la festa con il processo ai tesorieri, un rito carnevalesco che mescola satira, giustizia simbolica e partecipazione collettiva.
Un elemento caratteristico è che tutti i personaggi, anche femminili, sono tradizionalmente interpretati da uomini. Il ritmo della manifestazione è scandito dalla musica: tambourin, tamburi e melodie occitane accompagnano i movimenti dei gruppi, trasformando strade e piazze in un grande palcoscenico all’aperto.
Storia, origini e patrimonio culturale tra Medioevo e Occitania

Secondo la tradizione popolare, la Baìo ricorderebbe la cacciata degli invasori saraceni dalla Valle Varaita, tra il 975 e il 980, quando le comunità locali avrebbero organizzato piccole milizie per difendere il territorio. Gli studiosi, però, invitano alla prudenza: la festa mescola memorie antiche, elementi carnevaleschi e rituali comunitari nati in epoche diverse, non sempre documentabili con precisione storica.
L’etimologia del termine Baìo richiama l’occitano e le antiche abbadie o badie, associazioni giovanili incaricate di gestire feste e momenti collettivi. In questo senso, la manifestazione è anche l’erede di una lunga storia di autogoverno comunitario e di rituali legati al ciclo dell’anno. La dimensione carnevalesca si intreccia con la funzione di “specchio” della comunità: ruoli, gerarchie, satira e processi simbolici raccontano come la valle si percepisce e si rinnova.
Il territorio di Sampeyre ha radici stratificate. Prima dei secoli medievali, l’area fu frequentata da popolazioni liguri e galliche; la presenza romana è testimoniata da ritrovamenti archeologici, come monete d’argento nei pressi della chiesa di San Chiaffredo. Nel Medioevo il paese entrò nel dominio dei Marchesi di Saluzzo, poi passò alla Francia nel XVI secolo e subì, nel 1580, i saccheggi degli Ugonotti.
Tra i monumenti più significativi spicca la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, documentata dal Duecento e rinnovata in età quattrocentesca. All’interno, affreschi attribuiti ai fratelli Biazaci raccontano la diffusione della pittura tardogotica nelle vallate alpine, mentre portali in pietra e capitelli scolpiti conservano tracce di fasi costruttive diverse.
Come organizzare il viaggio a Sampeyre e vivere la Baìo
Per assistere alla Baìo di Sampeyre è fondamentale muoversi con largo anticipo: la partecipazione è molto sentita e le giornate di festa attirano visitatori da tutta la provincia di Cuneo e non solo. Le date ufficiali e il programma dettagliato vengono pubblicati dal Comune di Sampeyre e dall’Unione Montana Valle Varaita: prima di partire è bene verificare orari, eventuali navette e limitazioni al traffico verso le borgate.
Sampeyre si raggiunge dalla pianura seguendo la strada della Valle Varaita, risalendo da Costigliole Saluzzo, Venasca e Frassino. In inverno occorre prestare attenzione a neve, ghiaccio e obbligo di dotazioni invernali: siamo pur sempre in pieno ambiente alpino. Chi desidera conoscere il territorio con più calma può programmare il viaggio anche al di fuori della Baìo, dedicando tempo ai sentieri, alle borgate storiche e alle chiese affrescate.
La valle offre una gastronomia che vale da sola il viaggio. Tra le specialità più famose spiccano le raviole della Val Varaita, gnocchi allungati di patate e formaggio conditi con burro fuso, da gustare nelle trattorie di paese o durante la Fiera di San Michele e Sagra delle Raviole. In ogni stagione, visitare Sampeyre significa entrare in contatto con una comunità che ha scelto di custodire la propria memoria attraverso lingua, musica, cucina e una festa, la Baìo, che continua a unire le generazioni.
