Sampeyre: la guida completa e aggiornata
Guida Sampeyre, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Sampeyre si trova in Val Varaita, tra la valle del Po e la valle Maira. Le sue tante frazioni (Becetto, Calchesio, Colle di Sampeyre, Confine Inferiore, Confine Superiore, Stentivi, Dragoniere, Gilba, Rore, Rouera, Sant'Anna, Villar, Villaretto, Roccia), oltre al capoluogo Piasso, sono sparse sui due versanti, di cui il destro è piuttosto scosceso e ricco di boschi, mentre l’altro è caratterizzato maggiormente da pascoli e da una minore pendenza. L’elemento naturale più notevole di Sampeyre è sicuramente il grande bosco dell’Alevè, la maggiore pineta di pino cembro di tutta Italia e una delle maggiori d’Europa.
Sampeyre è uno dei comuni che più conservano la loro tradizione occitana, come tutta la Valle Varaita. Sviluppata per la prima volta in epoca romana, la zona di Sampeyre ha fatto parte nel medioevo del Marchesato di Saluzzo, al confine con il Delfinato (come dimostra del resto il nome delle due borgate Confine Inferiore e Confine Superiore, che segnavano appunto il limite tra i due territori). Sampeyre è in realtà nata come una serie di borghi separati poi aggregatisi con la progressiva espansione nei secoli. Nel 1588 il territorio venne incorporato al ducato di Savoia da Carlo Emanuele I. Per la sua natura di zona di confine Sampeyre è sempre stato al centro di diverse attività militari, con una continua opera di difesa e di fortificazione della zona; a dimostrarlo anche la postazione della batteria del Collet, sopra Rore.
L’economia di Sampeyre oggi si basa soprattutto sul turismo, sia estivo che invernale grazie alla possibilità di seguire diversi itinerari sulle montagne limitrofe e praticare lo sci e altri sport invernali nella stagione fredda; oggi tra case vacanze e hotel Sampeyre è in grado di ospitare diverse migliaia di persone. Non mancano comunque attività industriali e artigianali, e sul territorio del paese è presente anche la centrale idroelettrica sul Varaita.
L’identità culturale di Sampeyre e della Val Varaita è ancora oggi fortemente caratterizzata dalla tradizione occitana, e questa lingua vi è correntemente parlata. La manifestazione più importante, una delle più affascinanti per conoscere la cultura occitanica, è la Baìo, che si svolge ogni 5 anni a Sampeyre: ha più di mille anni di storia e commemora la cacciata degli invasori musulmani prima dell’anno Mille. Durante la Baio, quattro cortesi arrivano dal capoluogo Piasso e dalle tre frazioni principali di Sampeyre, cioè Rore, Calchesio e Villar; i partecipanti, tutti uomini, indossano costumi complicati realizzati dalle donne e interpretano anche i ruoli femminili. La Baio si svolge a febbraio ed è articolata secondo un rigido copione, che vede le sfilate, i balli tradizionali occitanici, il saluto degli Abà con le spade, le barriere dei tronchi che rappresentano gli ostacoli lanciati dai saraceni durante la fuga, il processo al tesoriere. Sono tantissimi i personaggi che animano questa suggestiva tradizione, come gli Alum, Arlequin, i Cavaliè, il Tambourn majour, le Sarazine, le Segnourine, gli Espois, i Sounadour, gli Uzuart, i Granatiè e tante altre figure tipiche. L’altra manifestazione tipica di Sampeyre è Lou Cianto Viol (ovvero “il canta sentieri” in occitano), una passeggiata sui sentieri accompagnata da canti e da musiche tradizionali, nelle frazioni di Rore e di Becetto.
L’enogastronomia di Sampeyre e della Valle Varaita dà il suo meglio con le Ravioles, i tipici gnocchi di patate impastati con il tomino, la polenta pinholet, le tagliatelle alle castagne con porri, la gallina bianca di Saluzzo tra le carni, il formaggio tipico Toumin dal Mel, i Crosetins con farina di segale, le tome d’alpeggio. Tra i vini il più importante è il Quagliano, mentre sono celebri le Castagne Bracalla, che possono essere acquistate soprattutto presso il mercato della castagna di Venasca, tra i più importanti d’Italia.













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