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Sembrano le Dolomiti ma sono a un'ora da Roma: 5 mete da sogno dove l'aria è purissima  

Dal Terminillo al Monte Livata, con meno di due ore di viaggio dalla Capitale per godersi territori nuovi e respiri profondi

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C'è una parola tipica del dialetto romano, che si utilizza per descrivere quell'arietta fresca tipica delle stagioni di mezzo, o anche solo a fine estate, quando si avverte il cambiamento delle temperature: friccicarella. La si ritrova negli stornelli, la si sente dire ai quattro angoli della Capitale, ed è la stessa aria che si respira quando ci si concede una gita fuori porta, magari nella verde campagna della Ciociara o tra gli interessanti borghi nei Castelli Romani. Però, salendo di livello, le località di montagna vicino Roma sono la scelta migliore, grazie a una ricca (e per alcuni, inaspettata) serie di destinazioni ad alta quota, perfette per una sciata in inverno o un piacevolissimo trekking ora che le giornate si fanno più lunghe e miti. E come direbbero all'umbra del Cupolone, annamo?

Monte Livata, la montagna vicino Roma che piace proprio a tutti

Sembrano le Dolomiti ma sono a un'ora da Roma: 5 mete da sogno dove l'aria è purissima

A meno di un’ora e mezza dalla Capitale (85 chilometri) ecco la destinazione invernale imperdibile per i romani. Si tratta di Monte Livata, considerata a tutti gli effetti la principale meta montanara per chi vive a Roma. Siamo nel comune di Subiaco dentro il Parco dei Monti Simbruini, la più grande riserva naturale del Lazio, immersi in una delle faggete più grandi al mondo che, nonostante l’altitudine, offre uno scenario paesaggistico variegato e mutevole in base ai periodi climatici. Qui ci si può dedicare a varie attività in tutte le stagioni dell’anno, dagli sport avventurosi alle escursioni e più rilassanti passeggiate in bici. Percorsi all’aria aperta in estate al riparo dalla canicola romana, caccia alle sorgenti naturali e al verde irlandese in primavera o agli splendidi colori d’autunno che spaziano sul rosso intenso. Ma inutile dire che il ‘sogno bianco’ dei romani si realizza in inverno quando Monte Livata, Campo dell'Osso e Monna dell'Orso offrono uno spettacolo unico per chi ama la neve.

La località si sviluppa su di un altopiano carsico che parte dai 1400 metri di altitudine del centro abitato fino ai 2000 metri di Monte Autore, la vetta più alta di tutto il comprensorio. Monte Livata è considerata l’unica stazione sciistica sul territorio di Roma Capitale oltre che una meta per tutti, dai più esperti ai principianti (bambini compresi), che possono prenotare lezioni di sci alla Scuola Azzurrissima Monte Livata. Sono disponibili per lo sci e lo snowboard otto chilometri di piste e quattro impianti di trasporto con una peculiarità: qui lo sci di fondo è l’ideale. Le passeggiate con le racchette da neve sono un must visti i panorami mozzafiato e l’assenza di pendenze o dislivelli traumatici: a Campo dell’Osso sono tre gli anelli dai due ai sette chilometri che attraversano il suggestivo scenario tra radure e faggi.

Monte Gennaro, il paradiso degli escursionisti romani

Sembrano le Dolomiti ma sono a un'ora da Roma: 5 mete da sogno dove l'aria è purissima

Quando la meta finale vale tutto il cammino. È proprio il caso di Monte Gennaro, vetta famosa tra gli appassionati di escursioni che, a trenta chilometri da Roma, possono raggiungere e godere di un panorama affascinante e suggestivo. Una visuale a 360 gradi che spazia dalle cime dei Monti Lucretili al Corno Grande e al Monte Amiata, dal cuore degli Appenini alla campagna romana, tempo permettendo. Monte Gennaro è la scelta ideale per chi vuole fuggire dalla città anche solo per un giorno in un veloce andata e ritorno, giusto il tempo di ricaricare gli occhi e i polmoni a contatto con la natura selvaggia dei Monti Lucretili (di cui è la seconda cima più alta con i suoi 1271 metri). Siamo tra i comuni di Palombara Sabina, Marcellina e San Polo dei Cavalieri e con la sua vetta è riconoscibile anche da Roma est. La montagna si sviluppa tra boschi e bassa vegetazione fino ad arrivare ad una zona sassosa con un altopiano carsico in quota detto ‘Pratone’ di Monte Gennaro.

Il percorso che porta in cima si snoda attraverso faggete secolari tra territori di caccia di lupi e aquile e grandi pianure, tutto percorribile seguendo itinerari turistici segnalati per i più o meno esperti: preparate lo zaino con pranzo al sacco e scarpe comode da trekking. Potete scegliere tra quello della ‘Scarpellata’, il più frequentato (n. 301) con 950 metri di dislivello e un percorso di cinque chilometri: si parte dal paese di Marcellina ‘scalpellando’ la roccia. Le altre due opzioni di sentieri CAI per arrivare in cima a Monte Gennaro sono il n. 319 che parte da Palombara Sabina con 1000 metri di dislivello e attraversa la torretta del Monte Morrone della Croce, e il n. 305 che arriva in vetta dal Pratone sottostante.

Monte Soratte, alla scoperta della Riserva Naturale e delle sue leggende

Sembrano le Dolomiti ma sono a un'ora da Roma: 5 mete da sogno dove l'aria è purissima

Un’affascinante miscela di storia, cultura e natura fanno di Monte Soratte un luogo tutto da scoprire. Siamo nel cuore della Tuscia romana in un territorio caratterizzato dai Meri, delle voragini carsiche nella roccia un tempo considerate ‘la porta degli inferi’. La vetta non spicca per altitudine nonostante offra comunque un panorama unico nel suo genere. Gli amanti del verde potranno apprezzare la Riserva Naturale Monte Soratte, un grande polmone verde che si estende tra la via Flaminia e il fiume Tevere – per 444 ettari sulla superficie del monte - a pochi chilometri da Roma. Piccolo ma importante, potrebbe definirsi così il Monte Soratte vista la sua altezza modesta (700 metri) che lo fa apparire più come un colle che un monte ma, ciò nonostante, riesce a spiccare nel paesaggio della valle del Tevere. Il suo sguardo abbraccia un vasto panorama che spazia dal Monte Terminillo al Monte Amiata fino al Lago di Bracciano. Vegetazione caratteristica, fenomeni carsici peculiari e un interesse storico-monumentale visto che la zona della Riserva possiede anche una connotazione religiosa essendo conosciuta in passato come la ‘Montagna Sacra’. Monte Soratte nell’antichità era luogo di culto tra eremi e monasteri frequentati prima dai romani e poi dai cristiani in cerca di pace e silenzio. In cima spicca l’eremo di San Silvestro che risale al VI secolo e, secondo la leggenda, realizzato da Papa Silvestro I per fuggire alla persecuzione di Costantino I. E poi c’è anche la Chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie con il suo monastero che conserva un affresco della Beata Vergine oggetto in passato di particolare venerazione. Ancora oggi il Monte Soratte conserva la sua funzione religiosa prestandosi a diverse fiaccolate e feste religiose.

Sul fronte storico un’altra leggenda lega il monte alla Seconda Guerra Mondiale: pare che conservi oro e altre ricchezze confiscate agli ebrei a Roma e altri beni della Banca d’Italia, il tutto mai rinvenuto. Sicuramente il Monte Soratte ospitò il comando tedesco oltre ad essere bombardato dagli alleati. Proprio queste gallerie costruite negli anni Trenta – il Bunker Monte Soratte oggi visitabile – vennero usate come polveriera fino al 1962.

Monte Terminillo, la montagna vicino Roma perfetta per chi ama sciare

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In provincia di Rieti, tra i Monti Reatini, spicca la vetta più importante dell’Italia Centrale, il Monte Terminillo. I suoi 100 chilometri dalla Capitale lo rendono una meta privilegiata per i cittadini romani che possono optare per gite fuoriporta in una natura meravigliosa dedicandosi a lunghe camminate o a diverse attività sportive, sia in estate che in inverno. Gli amanti dello sci sappiano che il Monte Terminillo è una delle località più attrezzate e meglio organizzate di tutto il Centro e Sud Italia: 40 chilometri di piste per lo sci da discesa (tra i 1500 e i 2100 metri di altitudine) servite da 3 seggiovie e 9 skilift. Da quelle più adatte ai principianti a quelle più impegnative dedicate alle gare internazionali. C’è spazio anche per chi ama lo sci di fondo – e le ciaspolate -con percorsi che coprono circa 26 chilometri (tra i 1500 e i 1600 metri di quota) godibili anche in notturna vista l’illuminazione suggestiva. Chi invece si tiene a debita distanza dalla neve può approfittare in estate della frescura offerta dal Monte Terminillo oltre a varie attività stagionali proposte, dai campi sportivi al trekking, dalle arrampicate all’alpinismo oltre all’ippica.

Due parchi avventura faranno divertire i più piccoli attraverso percorsi allestiti di arrampicata sugli alberi e giochi all’aperto. Da diversi anni la località attira numerosi sportivi in occasione della ‘Sky race’, una gara podistica che attraversa tutti i sentieri di montagna.

Monte Scalambra, dall’eremo di San Michele fino al balcone sul Lazio

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Tra le montagne più panoramiche della regione e quindi meta perfetta per escursioni e suggestive camminate. A 60 chilometri da Roma ecco il Monte Scalambra, vetta tra i Monti Ernici in provincia di Frosinone da cui si vedono i Monti Lepini, i Castelli Romani e la Ciociaria. L’itinerario di trekking da non perdere è quello che porta all’eremo benedettino di San Michele Arcangelo (a 1100 metri), un luogo magico e misterioso racchiuso in una roccia e tappa perfetta prima di arrivare in cima allo Scalambra. Panorami mozzafiato, aria cristallina, solitudine e silenzio della natura gli elementi che caratterizzano tutto il percorso. Si parte dal borgo di Serrone (raggiungibile in auto) da dove si imbocca il sentiero sterrato che porterà all’Eremo di San Michele, prima della destinazione finale in cima al Monte Scalambra (a 1420 metri). Si tratta di un cammino in salita, a tratti impegnativo, tra boschi e cespugli completamente immersi nella natura: una fatica che sarà ampiamente ripagata dalla meravigliosa pace interiore che si proverà arrivando all’Eremo, luogo di culto e silenzio connotato da svariate leggende.

Si racconta che fu posto di meditazione scelto da San Benedetto e, sempre queste rocce, videro l’Arcangelo Michele lottare contro il diavolo spingendolo dentro una grotta dove, ancora oggi, è visibile l’impronta del piede del demonio rimasta impressa nella pietra. Un’antica chiesetta con la scultura di San Michele, patrono di Serrone, vi accoglierà per un breve riposo prima di procedere (per chi lo volesse) fino in cima con destinazione il piazzale di Santa Maria della Pace e la sua Croce del Popolo. Il Monte Scalambra viene definito il balcone più panoramico del Lazio considerata la vista spettacolare che offre e, per i più audaci, l’opportunità di lanciarsi in volo con il parapendio.

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