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Siamo il paese dove si mangia meglio al mondo, ma quali sono gli street food imperdibili in Italia?  

La tradizione gastronomica del Belpaese si sposta dalla tavola alla strada: da Nord a Sud, ecco le golosità da non perdere.

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Panini, pizza, fritture e stuzzichini vari: se c’è una cosa che proprio non si può dire dell’Italia è che si rischi di morire di fame! Ce n’è per tutti i gusti e, se il classico (e interminabile) pranzo della nonna non fa per voi, non preoccupatevi, l’elenco di scelte mangerecce veloci e pratiche è davvero molto ricco. Lo street food rappresenta la scelta più conveniente per chi preferisce passeggiare nelle nostre belle città o stare seduti all’aria aperta. Il cibo da strada vanta chicche gastronomiche di eccellenza, che sicuramente condizioneranno le mete per le prossime vacanze: arancini, focacce, arrosticini, piadine, tutto ha un altro sapore se mangiato nella regione d’appartenenza.

Sempre più italiani adorano il cibo da strada e, tra i piatti più scelti, stravince (senza sorprese) la pizza, che precede la piadina romagnola e l’arancino siciliano, mentre la regione con più proposte è la Campania, seguita a ruota dalla Sicilia. E allora siete pronti per un itinerario gourmet all’insegna dello street food italiano?

Si parte con lo street food, il cibo di strada da non perdere nel Nord Italia

Siamo il paese dove si mangia meglio al mondo, ma quali sono gli street food imperdibili in Italia?

Dalle Alpi fino alla punta dell’Etna e oltre, ne assaggeremo delle belle. Perché non iniziare proprio dal Trentino-Alto Adige che, tra le sue specialità gastronomiche, vanta il bretzel che ben si presta a essere uno street food tutto montanaro. Si tratta di un pane altoatesino a forma intrecciata, diffuso anche in Austria e Germania, guarnito con sale grosso. Risulta croccante all’esterno e morbido dentro, da accompagnare con un bel boccale di birra intonando un olalaiù. 

Street food è anche sinonimo di poco tempo a disposizione per mangiare e qual è la città dai ritmi più veloci in assoluto? Proprio Milano dove spesso le brevi pause pranzo sono accompagnate dai mondeghili, polpette di carne fritte nel burro fuso e servite in un cartoccio (nessuno ha detto che gli spuntini devono per forza essere anche dietetici!).

Ora spostiamoci in Veneto, terra di buon vino e… di cicchetti! A Venezia rappresentano il mantra mangereccio purché siano veloci, economici e super gustosi. E, allora, non perdetevi un giro dei bacari della città, per assaggiare i più famosi: baccalà mantecato, sarde in saor, uovo con acciughe, moscardini con polenta, polpette di carne, mozzarelle in carrozza e i tramezzini su tutti. Che siate seduti su un tavolo di legno o affacciati su uno dei tanti ponti, gustateveli tutti accompagnati da uno spritz o da ‘un’ombra’ (un bicchiere) di vino.

Impossibile, a questo punto, non fare un salto in Liguria, dove regna sovrana la focaccia genovese, di tutti i tipi e per tutti i gusti. La classica è alta pochi centimetri e cotta al forno con granelli di sale e un filo di olio caldo, ma può essere farcita e abbinata in mille modi. Molto apprezzata è la variante con formaggio e mortadella (ma provatela anche per colazione abbinata al cappuccino, proprio come i liguri doc!). E, poi, c’è la focaccia di Recco, una prelibatezza locale con tanto di marchio IGP. 

Dalla piadina al supplì, viaggio nello street food del Centro Italia

Siamo il paese dove si mangia meglio al mondo, ma quali sono gli street food imperdibili in Italia?

Il cibo di strada più conosciuto dell’Emilia Romagna? La famosissima piadina, che richiede una cottura veloce e una farcitura altrettanto sbrigativa. La classica è quella con prosciutto crudo e squacquerone (un formaggio morbido tipo stracchino). La famiglia dei farinacei romagnola è numerosa, tra tigelle, crescentine, gnocco fritto e l’erbazzone, una torta salata tipica della zona di Reggio Emilia ripiena di bietole, spinaci, uova e cipolla.

Spostandosi sulla costa, ma quella livornese, non perdetevi il tipico panino di quelle parti chiamato ‘cinque e cinque’, farcito con la farinata di ceci; il nome nasce negli anni Trenta, quando sia il pane che la torta di ceci costavano cinque centesimi di lire.

Se sentite parlare di Abruzzo cosa vi viene in mente? Facile, gli arrosticini. Si tratta di un tipico street food (non adatto ai vegetariani), composto da spiedini di carne di pecora cotti sulla brace con erbe aromatiche, olio e aglio: un piatto della tradizione che non smette mai di appassionare.

Dirigendosi verso le Marche impossibile non fare una sosta nella provincia di Ascoli Piceno, per risalire alle origini di uno dei cibi di strada più amati in tutto lo Stivale: le olive ascolane. Sono una tipologia particolare di olive che si presta a essere snocciolata e riempita con carne di bovino e suino, sedano, carota, noce moscata, uova, parmigiano, vino bianco, per poi essere passate nella farina e nel pangrattato e fritte fino a diventare dorate. Una ricetta dell’Ottocento che oggi vanta il marchio DOP... ma occhio, una tira l’altra e non riuscirete più a fermarvi.

Passando per l’Umbria c’è la tipica torta al testo, una sorta di piada fatta solo con acqua, lievito e farina e poi cotta in una padella particolare (ottima farcita con salumi e formaggi).

Il tour del Centro Italia si conclude nel Lazio, dove sono due i cibi di strada assolutamente da provare: il panino con la porchetta e il supplì alla romana. Il primo è il panino tipico della regione – soprattutto della zona dei Castelli Romani – il cui ripieno è a lenta cottura con un sapore affumicato e una croccantezza da leccarsi i baffi. Il supplì, invece, è un classico dello street food romano, il corrispettivo capitolino del più noto arancino siciliano (ma attenzione, con le dovute differenze): una ‘polpetta’ di riso fritto al pomodoro che ha una forma più allungata, con ripieno di ragù e mozzarella (ma anche qui le varianti sono infinite), da gustare caldo per godere del suo cuore filante. 

Rotolando verso Sud, qui lo street food è ‘anima e core’

Siamo il paese dove si mangia meglio al mondo, ma quali sono gli street food imperdibili in Italia?

Vedi Napoli e poi… stai lontano dalla bilancia. L’eccellenza gastronomica campana è nota a tutti, ma forse molti non sanno che il re dello street food partenopeo è il mitico cuoppo, un cono di carta al cui interno può trovarsi il paradiso tra mille fritti e prelibatezze. Che sia di terra o di mare, scegliere è cosa dura: crocché di patate, mozzarelline in carrozza, frittatine di pasta, zeppoline, alici, baccalà o calamari fritti. E, se non volete farvi mancare niente, sappiate che c’è anche una variante dolce del cuoppo.

Restando in tema di frittura, altra meraviglia tra i cibi di strada napoletani è la pizza fritta, il classico impasto cotto nell’olio bollente e farcito con pomodoro o ricotta… giusto per restare leggeri!

Arrivando in Puglia, la storia non cambia: la dieta resta sempre un miraggio! Qui c’è il famosissimo panzerotto pugliese – che vanta mille imitazioni e denominazioni diverse – il cui impasto viene farcito con pomodoro e mozzarella o anche con carne o con cime di rapa, necessariamente fritto anche questo in abbondante olio caldo.

L’altra regione capolista per lo street food è sicuramente la Sicilia. Lasciando da parte il classico arancino – o arancina – un altro grande classico palermitano è pane e panelle, ovvero delle frittelle di farina di ceci da gustare come companatico di morbidi panini col cimino (il sesamo). Per gli stomaci forti, c’è anche il pane ca meusa, un panino che racchiude al suo interno un mix di frattaglie varie, milza compresa. Questo piatto vanta origini ebraiche e risale a più di mille anni fa, quando i macellai conservavano le interiora di vitello con cui farcivano il pane.

Tra Puglia e Sicilia la tappa obbligata è in Calabria e non soltanto per le famose nduja e soppressata; provate anche il morzeddhu ripieno di trippa, frattaglie, pomodoro e peperoncino piccante, una vera e propria bomba di calorie, ma chi l’ha detto che stare al passo dello street food italiano faccia dimagrire?

 
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