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La valle dei borghi sospesi nel vuoto dove non dovresti andare se soffri di vertigini   

È il percorso alla scoperta delle Alpi Marittime al confine con la Francia e attraversa Verdeggia, Realdo, Molini di Triora, Triora e Bussano Vecchia. Percorrerlo è un magico tuffo nel passato.

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Tra le Alpi Liguri, in provincia di Imperia, si apre la Valle Argentina, 40 chilometri di fitta macchia mediterranea e gioielli culturali da esplorare, che vanno dal Monte Saccarello a Taggia. Il fiume Argentina da il nome all'intera valle, all'interno della quale scoprire borghi e sentieri avventurosi. Ecco un itinerario adatto per un fine settimana con tutta la famiglia, alla scoperta di questo angolo poco battuto, ma estremamente affascinante, della Valle Argentina in Liguria.

Cosa vedere nella Valle Argentina

Il percorso nella Valle Argentina che vi suggeriamo parte dall'entroterra delle Alpi Marittime, fino a raggiungere la costa nei pressi di Sanremo; 68 chilometri  che vi porteranno alla scoperta di Verdeggia, Realdo, Molini di Triora, Triora e Bussano Vecchia. 

Verdeggia

La valle dei borghi sospesi nel vuoto dove non dovresti andare se soffri di vertigini

L'ultimo borgo della Valle Argentina, Verdeggia, è anche conosciuto come la "città delle streghe". Il Monte Saccarello, dall'alto dei suoi 2.200 metri di altitudine, vi darà il benvenuto in questa prima tappa del nostro itinerario ligure. Il Forno Comune, una struttura molto rustica, vi accoglierà subito dopo il cartello di benvenuto del paese. La cittadina ha, in realtà, ben poco in comune con il resto dei borghi liguri; qui sembra di essere piuttosto in un caratteristico borghetto del Trentino.

Dopo aver fatto una bella passeggiata nel centro storico, raggiungerete una deliziosa sorgente. Si tratta della fonte del torrente Argentina, un'oasi per rifocillarvi un po' e immergervi nella natura lussureggiante delle Alpi Marittime. Dopo una pausa relax, montate in macchina alla volta della seconda tappa del nostro itinerario nella Valle Argentina.

Realdo

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Anche conosciuto come il "borgo dimezzato", l'originale cittadina fu divisa in tre in seguito alla Seconda Guerra Mondiale; una parte andò alla Francia, una al Piemonte e la terza, la frazione di Realdo, venne affidata al comune di Triora. Nonostante questa ferita storica (ma per molte famiglie anche privata), la comunità conserva gelosamente le sue tradizioni e la cultura locale.

Il Brigasco è una minoranza linguistica riconosciuta anche dalla Comunità Europea. Arroccato su una falesia, il borgo si trova nella parte alta della Valle Argentina e si prolunga fino al Monte Saccarello. La Chiesa della Madonna del Rosario è la chiesa principale del comune e risale al Settecento. Il monumento ai caduti è un altro simbolo, mentre lungo le mulattiere di Realdo non mancano le Capëléte, tipiche edicole sacre della zona. Qui dovete provare un piatto dei sugéli, simili alle orecchiette pugliesi.

Triora e Molini di Triora

La valle dei borghi sospesi nel vuoto dove non dovresti andare se soffri di vertigini

La terza tappa è Molini di Triora, dove vi sentirete accerchiati dalle pale di ben 23 mulini. La località sorge proprio ai piedi di Triora e, nei dintorni, il Laghetto dei Noci è l'ideale per qualche ora di relax e spensieratezza. Da qui partono anche diversi itinerari per fare trekking.

Triora, anche conosciuta come "paese delle streghe" o "Salem d'Italia", è caratterizzata da mura medievali, che circondano ancora il borgo storico e i suoi stretti vicoli, che talvolta conducono a qualche portone con raffigurata una strega. In onore di questo passato "eretico", è stata istituita la Strigora, una festività dedicata alla stregoneria che si tiene luogo tra i carruggi della cittadina la prima domenica dopo Ferragosto di ogni anno.

All'interno del Museo Etnografico, poi, potrete rivivere le tappe fondamentali della storia e dell'evoluzione culturale della città. Potrete girare alla scoperta di Triora scoprendo ben tre itinerari: uno rosso, uno azzurro e uno giallo (dedicato ai più piccoli), rispettivamente etichettati "art", "Curiosity" e "kids". Il circuito "art" parte dal Museo della Stregoneria e attraversa le mura cittadine, toccando l'antico forno. Le tappe sono: Largo Tamagni, la cisterna centrale, la fontana Sottana, Palazzo Borelli, la Grotta di Lourdes, con un excursus sui portali in ardesia e termina alla Collegiataconl’oratoriodiSanGiovannidel1600.

Il circuito "curiosity" prende il via dal castello, che rappresenta la cima del borgo, e arriva alla quattrocentesca Chiesa di Santa Caterina, fino a raggiungere Poggio della Croce, la Fontana Soprana e la "cabotina" (la grotta delle streghe). Il circuito "kids" è perfetto per tutte le famiglie. Dalla Piazza del Mercato, si arriva alla Piazza Tommaso Reggio, alla Fraschetta e alla "cabotina", fino alla piazza antistante il castello.

Bussano Vecchia

La valle dei borghi sospesi nel vuoto dove non dovresti andare se soffri di vertigini

Bussano Vecchia è l'ultima tappa, che conclude con i fiocchi questo giro a una quarantina di chilometri dal confine con la Francia. Abbandonato nell'Ottocento in seguito ad un terremoto, è tornato oggi a nuova vita grazie all'approdo di diversi artisti che, negli anni Cinquanta, decisero di insediarsi in questa località lasciandosi ben volentieri soprannominare gli "Hippies di Bussano Vecchia".

Particolarmente affascinanti sono i resti della Chiesa di Sant'Egidio. Non lontano dalla Chiesa si trova il Giardino tra i Ruderi, un piccolo Eden tra i resti della Bussano Vecchia. Non perdete, poi, l'occasione di osservare il plastico ferroviario più grande d'Italia e proseguite la visita tra l'Oratorio San Giovanni Battista, la Villa Romana, Torre dell'Arma e la Chiesa di San Giuseppe.

Tra i luoghi più magici, c'è sicuramente Casa La Barca, un'antica rimessa oggi trasformata in un posto fiabesco. Botteghe e negozi sono piccoli gioielli restaurati in cui trascorrere ore e ore perdendosi nelle creazioni degli artisti locali.

 
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