Xi'an: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Xi'an: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Xi’an è un esempio di città dove presente, passato e futuro riescono bene ad amalgamarsi. Una città in cui traffico e intensità di popolazione non azzerano la magia di certi suoi luoghi che riportano a fasti lontani. Un’identità moderna che nasce proprio dalle nozze felici tra vecchio e nuovo, tra antico e moderno. Ecco perché visitarla, una cultura lontana, per il modo di vedere, e occidentale per lo stile di vita e che quindi riserva delle sorprese.
L’esercito di terracotta è sicuramente il simbolo più d’impatto del territorio di Xi’an. Patrimonio Unesco, ha un suo museo nel sito dove è avvenuta la scoperta, a Lintong, nella contea di Qinling, ad una cinquantina di chilometri da Xi’an. Lì ci sono tre fosse che contengono i guerrieri e i cavalli dell’imperatore Shihuang della dinastia Qin, unificatore della Cina 2200 anni fa. Ben 7400 pezzi, con tanto di 130 carri da guerra, su una superficie di 22.780 metri quadrati. I soldati, divisi per ordine e grado, sono tutti posizionati come se fossero pronti a combattere contro il nemico. La statua più alta è di 197 cm, la più bassa 178 cm.
Altri elementi importanti, e che in realtà possono essere considerati ulteriori simboli di Xi’an, sono rappresentati dalle mura difensive di recinzione, tra le più complete, hanno forma rettangolare per un perimetro di quasi 14 chilometri, la loro altezza è di 12 metri, lo spessore varia dalla parte superiore di 12-14 metri a quella inferiore da 16 a 18. Nei quattro angoli ci sono alcune torri e non manca un fossato in cui scorre ancora acqua. In corrispondenza dei quattro punti cardinali sono aperti altrettanti portali cui si aggiungono porte più piccole in tutto il perimetro, personalizzato pure da merli e piccole torri di vedetta. Si può anche salire nelle parti più alte. All’interno e nei pressi sono ospitati diversi eventi, dal festival delle lampade alle serate di fuochi d'artificio; proprio qui, quando il turista arriva viene accolto con uno spettacolo pirotecnino.
Altri luoghi da non perdere, il Tempio Daci’en, costruito nel 648: è stato un importante luogo buddista. Nelle vicinanze, la Pagoda della Grande Oca selvatica, datata anno 652: in mattoni, fu costruita per conservare alcune reliquie buddiste, è alta 64 metri, con sette piani a forma piramidale decrescente e base quadrata. Nel complesso del Tempio Janfu si trova invece la Pagoda della Piccola Oca Selvatica che somiglia alla "sorella" più grande: anche se ha 13 piani è alta "solo" 44. Stile Ming e Qing, risaleal 600/700. Altro simbolo di Xi’an è la Torre della Campana di Chang’an, costruita nel 1384, in centro dal 1582 (anche se la campana originale è conservata presso la Foresta di stele). È un edificio imponente, l’insieme occupa una superficie di 1.377 metri quadrati, ha una base quadrata in muratura alta 8,6 metri, la torre di legno di 36, con copertura di rame dorato. Illuminato da 320 lampadine, è molto d’impatto soprattutto la sera. La torre del Tamburo, ha più o meno la stessa età, ed è vicinissima; larga 52 metri da est a ovest, 38 da sud a nord, è alta 33 metri, forata da un passaggio ad arco, porta nella via Beiyuanmen, la strada turistica per eccellenza. La Grande Moschea, situata al numero 30 di via Huajue, è una delle più ampie di tutta la Cina. Il suo attuale aspetto risale al 1392, è dotata di un giardino lungo 50 metri e largo 250, ha uno stile che unisce architettura cinese e tradizione islamica.
Altri angoli da vedere: il Parco e il Palazzo Xingqinggong, molto rilassante, luogo ideale per diverse mostre di fiori. E ancora, il Parco Furong dei Tang, diviso in 12 aree tematiche, dal palazzo della Nuvola Purpurea alla sala delle ragazze del palazzo imperiale al giardino Fanglin: spettacoli, sfilate di moda, acrobazie di arti marziali. C’è poi il palazzo costruito nel 1988 per realizzare un film, "L’imperatore Shihuang della dinastia Qin", con diverse attrattive, come le statue di cera dell’imperatore e dei suoi funzionari, il labirinto usato nel film, il villaggio folcloristico e la mostra della cultura tradizionale, a circa un chilometro e mezzo dalla Pagoda della Grande Oca selvatica.
Per quanto riguarda lo shopping, anche in questo caso, la quantità di prodotti, negozi, centri commerciali, grandi magazzini è enorme, in vie sempre molto affollate. Sicuramente rapiscono il cuore i tessuti con i ricami Qin ottenuti con fili di seta, dai colori brillanti, disegni evidenti, molto decorativi e realistici. Poi ci sono le ombre di pelle, realizzate artigianalmente con pelle di asino, bue o pecora, lavorata in modo da prendere le forme umane dei personaggi mitici della storia cinese. Numerosi anche gli oggetti raffinati ottenuti creativamente con i ritagli di carta molto brillanti e vivaci. Elementi che molto ricercati riguardano inoltre la giada di Lantian, l’agata di Shenmu e altre pietre locali magistralmente intagliate per accessori ornamentali anche per la casa e-o per gioielli, dagli orecchini alle collane, dai ciondoli alle spille. Oggetti e ornamenti che è possibile acquistare in via Shuyuanmen, che inizia a est della via Namenli e finisce al museo della Foresta di Stele, circondata da edifici in stile e pavimento lastricato di pietre, con tante botteghe dedicate all’arte della calligrafia. La via Nanxinjie a ovest della Torre della Campana è pure dedicata allo scopo; tra l’altro qui si trovano i cosiddetti Negozi dell’amicizia di X’ian, che propongono di tutto, dai gioielli alle stoffe, agli oggetti in lacca, dai tappeti ai ricami, dalla porcellana ai liquori. Sempre in centro città, qualche negozio di oggetti antichi, tra giade, porcellane, bambù può permettere anche un buono affare di pezzi di altri tempi. Per i grandi magazzini, ecco il Mingsheng, in Jiefang Lu: c’è di tutto.
Molto movimentata la vita notturna di Xi’an ricca di night club, karaoke, discoteche, pub e bar. Ce ne sono per tutti i gusti, ma da non perdere lo spettacolo della fontana con musica nella piazza Nord della Grande Pagoda dell’Oca Selvatica: su una superficie di circa 110mila metri quadrati, spruzza acqua cambiando luci al ritmo di armoniose melodie.
Dove mangiare a Xi'an? Le strade attorno al quartiere musulmano, presso la Torre del Tamburo, regalano una gustosa esperienza gastronomica: gli edifici sono disposti proprio come fossero vetrine pronte ad offrire ai passanti le leccornie più prelibate. Poi ci sono naturalmente i ristoranti Jefanglu e Defachang, quelli dove provare il banchetto di ravioli.
Parecchie sorprese nei dintorni di Xi’an. Tra le tante, si va nello Huxian da vedere i disegni naïf realizzati dai contadini con inchiostro e spennellate che, danzando su diversi supporti, raccontano la vita quotidiana della regione. A sud est di Xi’an, nel villaggio Tielumiao, si trova il Tempio del dragone verde, buddista, del 582; fino al IX secolo ci studiarono monaci giapponesi. Nel suo giardino sono piantati centinaia di alberi di susino che testimoniano l’amicizia tra Cina e Giappone. Nella contea di Guodu, a 19 chilometri dal centro, il Tempio Xiangji, del 706, in un bel paesaggio all’incrocio dei fiumi Yu e Jiao. A sud della città, presso Shanxingshi Xijie, il Tempio Daxingshan, antichissimo, risale al 266, è legato ai buddisti cinesi Mizong ed è costituito da diversi edifici su una superficie di 80 mila metri quadrati.
Con i bus turistici che propongono l’Itinerario Orientale, si giunge comodamente ai piedi del monte Lishan nel distretto di Lintong, 5 chilometri a est di Xi’an: è un sito Unesco, il Mausoleo di Qin Shihuang. Una città a forma quadrata, all’interno, con un perimetro di 2.500 metri, e un esterno rettangolare di 6.300. Con la stessa modalità è possibile visitare le sergenti termali Huaqing, a 30 chilometri dalla città: sono conosciute come le prime sorgenti imperiali del mondo, di cui si conservano cinque parti, come la sorgente dei fiori di loto, del principe, della concubina. La linea turistica speciale 306 dalla stazione porta al parco forestale statale Lishan, a 1.200 metri circa di altezza, tra padiglioni caratteristici e natura.A Changlefang nel Dongguan, ecco il tempio taoista, il Monastero degli Otto Immortali così chiamato per via delle altrettante statue che all’interno ricordano queste figure. All’esterno, una via lunga 100 metri tra abitazioni in stile tradizionale e un pittoresco mercato di oggetti e pezzi di antiquariato.
Xi’an è un nodo di trasporto aereo internazionale che si collega al resto della Cina e del mondo. L’aeroporto si trova a circa 40 chilometri a nord ovest dalla città. Per muoversi, funzionano bene treni e bus pubblici, circa 80 linee urbane ed extra, il cui costo del biglietto cambia a seconda del tragitto. Ci sono anche minibus, con 32 linee. I bus turistici che portano verso alcune località dei dintorni partono dal piazzale della stazione ferroviaria.Per volare a Xi'an serve il passaporto e un visto d’ingresso rilasciato dall’ambasciata cinese a Roma o dal consolato di Milano o Firenze.Il fuso orario è di +7 ore rispetto all’Italia. La moneta è lo yuan. la lingua ufficiale è il mandarino ma l’inglese è conosciuto.Per informazioni di sicurezza, controllare sul sito www.viaggairesicuri.it del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
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