Quito: la guida completa e aggiornata
Guida Quito, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Quito, capitale dell’Ecuador, capoluogo della provincia di Pichincha. Circa 2 milioni di abitanti, è situata nella parte centrosettentrionale del paese, nel cuore delle Ande, ai piedi del vulcano Pichincha, sul Río Machángara, affluente del Río Guaillabamba.
Una città (come tutto il territorio nazionale) ad alta instabilità geologica. Il suo è un clima temperato, piacevole tutto l’anno, grazie a una sorta di equilibrio tra posizione a ridosso dell’equatore ed elevata altitudine, con lievi escursioni termiche, anche se può accadere che la temperatura notturna scenda sotto lo zero. Le piogge sono generalmente importanti, tanto è vero che il periodo umido dura circa otto mesi, da ottobre a maggio, ma esiste una stagione secca, da giugno a settembre, periodo consigliato per visitarla.
La città prende il nome dai suoi primi abitanti, appartenenti al popolo dei Quitus, poi soppiantati dagli Inca che la fondarono ufficialmente nel X secolo, rispettando la cultura, gli usi e i costumi degli indigeni. Nel 1533 arrivano gli Spagnoli, con l’occupazione del condottiero Sebastián de Belalcázar e con la designazione del ‘vero’ nome della città, cioè San Francisco de Quito, e la sua fondazione ‘moderna’, il 6 dicembre 1534.
In seguito fa parte del vicereame del Perú e dal 1718 è unita al Capitanato della Nuova Granada. I moti di indipendenza dalla Spagna cominciano all'inizio del 1800 e culminano con la vittoria del generale Sucre sugli Spagnoli nella battaglia di Pichincha: è il 1822 e il paese rientra nella confederazione della Gran Colombia, che comprende appunto Colombia, Ecuador, Venezuela. Ciò fino al 1830 quando questa struttura si dissolve e l’Ecuador autonomo stabilisce Quito come sua capitale.
Quito è al centro di una area agricola piuttosto fertile, grazie alle ceneri vulcaniche. Importante la presenza di industrie tessili, di trasformazione dei prodotti agricoli, nonché di lavorazione di petrolio, legna, gomma, tabacco.
Tra gli eventi a Quito, le celebrazioni attorno al 6 dicembre, giorno di fondazione della città, altri festeggiamenti ‘civilicome il 24 Maggio, che ricorda la vittoriosa battaglia del Pinchincha, contro gli Spagnoli nel 1822, e la nascita dell’eroe sudamericano Simon Bolivar, il 24 luglio, e il 10 Agosto l'Indipendenza di Quito.
Gustosa e semplice, la cucina di Quito si basa soprattutto su zuppe e stufati, con molta carne bovina e di maiale. Tra le specialità, il locro, una zuppa in cui ci sono patate (qui ce ne sono 500 varietà e quindi sono molto presenti nei vari piatti) mais, avocado e formaggio.
Da provare i llapingachos, cioè gustose frittelle di patate, farcite di formaggio, servite in genere con la fritada, ovvero carne di maiale fritta o arrosto tagliata a pezzettini, e con il mote, il purè di mais. Oppure la quesadilla, tortilla di farina di mais con il formaggio. Da assaggiare pure il seco, cioè stufato di carne (manzo, capra, gallina) presentato assieme al riso. Tipico il churrasco, fettina di manzo fritta con un uovo sopra, da ricordare: con i piatti principali sono serviti spesso i patacones, fette di banana verde fritte.
La frutta poi è molto buona, dalle banane, ai fichi d’India, all’ananas, alla papaia, ai più insoliti maracuya e chirimoya. Tra i dolci, non perdere il buñuelo, preparato con la farina di mais e formaggio, fritto e ricoperto di caramello. Da bere, il canelazo, bevanda calda speziata a base di frutta e rum.
La Chiva, in circolazione soprattutto durante le feste di dicembre, è un autobus senza porte, molto colorato e con musica a tutto volume. Da non perdere!
Quito: davvero una bella scoperta, grazie alla sua ricchezza monumentale e storico-culturale, tanto che il suo centro storico è stato tra i primi ad essere inserito dall’UNESCO nella lista dei luoghi Patrimonio dell'Umanità. Tutto in uno ‘strano’ clima equatoriale ma montano, visto che dopo La Paz è la capitale posta all’altitudine più elevata.
Particolare il suo abitato che è diviso da due profondi burroni. Oltre alle testimonianze coloniale, nella zona sud della città c’è ancora l’essenza dell’antico impianto Incas, con vie tortuose e strette.









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