Grenoble: la guida completa e aggiornata
Guida Grenoble, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Grenoble si trova nella pianura delimitata dal massiccio del Vercors, il massiccio della Chartreuse e la catena di Belledonne, al centro delle Alpi francesi e a circa una 70 di chilometri in linea d’aria dall’Italia. La città si trova inoltre alla confluenza tra i due fiumi chiamati storicamente “il serpente”e “il drago”, ovvero l’Isère e il Drac.
Il clima di Grenoble è tipicamente alpino: a fondovalle, dove si trova la città, la temperatura è più calda soprattutto d’estate ma ci sono frequenti brezze che rendono sopportabilissimo un soggiorno anche ad agosto, mentre d’inverno si va sovente sotto lo zero, con tante nevicate. Grenoble è anche nota per il suo föhn che porta, con il vento del sud, ad aumenti repentini della temperatura anche durante la stagione invernale.
La città è divisa dal 2014 in quattro cantoni, che oltre al centro principale comprendono anche i vicini comuni di Fontanil-Cornillon, Mont-Saint-Martin, Proveysieux, Quaix-en-Chartreuse, Saint-Égrève, Saint-Martin-le-Vinoux, Sarcenas.
Storicamente, Grenoble era un semplice insediamento gallico in posizione strategica, poi fortificato e reso capoluogo con il nome di Gratianopolis in onore dell’imperatore Graziano. La sua importanza cominciò ad aumentare quando venne scelta come capitale del futuro Delfinato, e i conti d’Albon, i futuri Delfini del Viennois, costruirono l’università più antica, poi scomparsa. Venne poi trasferita al regno di Francia e la sua nobiltà, sotto la guida del cavaliere senza macchia e senza paura per antonomasia, il Baiardo (Pierre Terrail de Bayard), fu protagonista delle Guerre d’Italia.
Nel periodo successivo, a partire dal 1628 (quando il cardinale Richelieu cancellò ogni indipendenza amministrativa della regione), Grenoble seguì le sorti della Francia, e il Delfinato divenne dominio esclusivo dell’erede al trono, che veniva appunto indicato come “il Delfino di Francia”. Secoli dopo, qui vennero sconfitte le truppe napoleoniche nella battaglia di Grenoble, pochi giorni dopo Waterloo, da parte dell’esercito dei Savoia con i Carabinieri Reali. Dopo la seconda guerra mondiale, Grenoble attraversò un vero boom economico.
Grenoble ha una grande importanza economica per quanto riguarda la regione alpina, e qui lo sviluppo industriale è cominciato molto presto, nel diciottesimo secolo. I guanti, all’epoca, erano il tradizionale prodotto di Grenoble, mentre l’energia idroelettrica è diventata, grazie alla conformazione geografica e fisica particolarmente favorevole, un grande traino per l’affermarsi di numerose industrie a partire dall’Ottocento, in particolare negli anni del boom economico dopo il secondo dopoguerra, con i giochi olimpici del 1968 considerati come l’apice dell’ascesa.
Oggi Grenoble si concentra soprattutto sulla sua identità di capitale della ricerca: il polo comprende infatti lo European synchrotron radiation facility (ESRF), l'Institut Laue-Langevin (ILL) e una delle sedi dello European Molecular Biology Laboratory (EMBL), ci sono moltissime imprese hi-tech su tutto il territorio e in particolare per quanto riguarda le nanotecnologie. La carta, passando a settori più tradizionali, rimane un’eccellenza tipica di Grenoble.
Tra gli eventi più importanti che hanno luogo a Grenoble ogni anno, il Grenoble Jazz Festival di Marzo, il Festival des Arts du Récit a maggio, il Festival de Théâtre Européen e Festival du court-métrage en plein-air Cabaret Frappé a luglio, il Festival Berlioz/Coupe Icare ad agosto, il Festival dei film di montagna e la corsa Les 6 jours cyclistes de Grenoble a novembre, fino ai mercatini di Natale nella stagione invernale.
La cucina di Grenoble e del Delfinato è di grande interesse, e il principale prodotto tipico della zona è la noce: le noci di Grenoble sono state il primo frutto a denominazione d’origine controllata di Francia e sono l’ingrediente principale della celebre torta di noci. Una specialità di Grenoble, anche se può stupire visto il carattere alpino della città, sono i piatti a base di crostacei, in particolare i gamberetti di fiume che però sono sempre più difficili da trovare visto il grande sfruttamento industriale della zona e l’inquinamento. Quando però si riescono a trovare sono prelibati, con piatti come il pollo ai gamberi, il piccione ai gamberetti, il gratin di code di gambero, la quiche ai gamberetti.
Tra gli altri piatti locali da ricordare la zuppa dell’envers, il maiale in fricassea e soprattutto il Gratin di patate, che si può trovare un po’ dappertutto nei ristoranti di Grenoble. Il “gratin dauphinois” è realizzato a base di patate e di crème fraiche, anche in diverse varianti a seconda del tipo di patate che sono usate (le patate Charlotte conferiscono al piatto un sapore leggermente dolciastro, ad esempio). Tra gli altri prodotti del territorio c’è un formaggio famoso nel vicino comune di Sessenage, il Blu del Vercors a pasta erborinata.
Le birre sono un altro classico di Grenoble, soprattutto quelle aromatizzate, alle noci ma anche al miele o alla liquirizia: la bières Mandrin (dal nome di un vecchio contrabbandiere) ad alta fermentazione alle noci, in particolare, è un classico per tutti i brindisi. Sul fronte dei liquori sono assolutamente da provare la Chartreuse dei monaci certosini, il genepy, l’antetise di liquirizia. Tra i formaggi c’è anche l’Emmental francese centro-orientale e, tra i vini, l’Isère sia in versione bianco che rosé e rosso.
Molte sono state le persone che per vari motivi hanno legato il loro nome a quello di Grenoble, a partire da Pierre Terrail de Bayard, ovvero il Baiardo, morto e sepolto poi a Rovasenda o Romagnano Sesia ma in vita uno dei più grandi condottieri e spadaccini della storia, tanto che per lui fu coniata l’espressione “senza macchia e senza paura”. Qui nacque anche Henry Beyle, ovvero il grande Stendhal.














Voto complessivo 6