La Risiera di San Sabba a Trieste è uno dei grandi luoghi della memoria in Italia
Visitarla è come fare un (emozionante) viaggio indietro nel tempo, alla scoperta di un passato che serve ricordare ancora oggi
Risiera di San Sabba LorenzoPeg / Shutterstock.com
L’insieme di edifici dello stabilimento della Risiera costruito nel 1913 nel quartiere periferico San Sabba di Trieste era originariamente un centro di pilatura del riso.
Questa costruzione è divenuta tristemente famosa per essere l’unico campo di sterminio nazista presente in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale: qui venivano detenuti e eliminati i partigiani, detenuti politici ed ebrei.
Un viaggio nella memoria
Dopo l’ingresso, sulla sinistra, si trova una stanza quadrata chiamata la “cella della morte” che era la sala d’attesa per i condannati. Dato che la risiera non disponeva di una camera a gas, le esecuzione venivano eseguite tramite fucilazione, tramite un colpo di mazza sulla nuca oppure tramite gassazione (gas di scarico di furgoni). I cadaveri venivano poi cremati nel forno -distrutto dai nazisti prima di evacuare il campo, ma i suoi segni sono ancora oggi evidenti-.
La visita dell’orrore nazista prosegue con le micro-celle, dalle dimensioni minuscole, che racchiudevano fino a 6 persone. Le prime due erano il teatro di torture e servivano da deposito di materiale.
Si calcola che tra 3.000 e 5.000 persone siano state uccise nella risiera di San Sabba, anche se per molte altre anime era solo un luogo di transito verso i campi di sterminio europei.
Oggi il sito è visitato da circa 100.000 persone e dal 1965 è dichiarato Monumento Nazionale.
Dove si trova, come arrivare e info utili
Via Palatucci 5,
Mezzi pubblici: linee 8, 19, 20, 21 e 23
Aperto tutti i giorni tranne il 1 gennaio e 25 dicembre, dalle 9.00 alle 19.00
Ingresso libero.

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