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Gualdo Tadino: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

Gualdo Tadino: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile

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Gualdo Tadino è un comune della provincia di Perugia, situato nel nord-est della regione Umbria, più precisamente sugli Appennini Tadinati nei dintorni del monte Penna.

È una città abitata sin dai tempi dei Romani, che però purtroppo ha perso buona parte del suo aspetto originario a causa delle numerose devastazioni provocate nei secoli da invasioni, incendi e terremoti.

Oggi Gualdo Tadino è una città cercata dai turisti soprattutto per i magnifici scenari naturali da cui è circondata: è dominata dalla dorsale appenninica e presenta un notevolissimo patrimonio di boschi, pinete, ampie distese di prati e, ovviamente, importanti monti quali il già citato Penna, il Monte Nero, il monte Maggio ed il Monte Serrasanta: località ideali per gli amanti del trekking, dell'escursionismo e della mountain bike, ma anche dello sci di fondo e addirittura dell'equitazione.

Il suo territorio è inoltre ricco di sorgenti di acque freschissime (non a caso ospita gli stabilimenti della Rocchetta S.p.A.) dotate di zone ristoro perfette per chi ama il relax. La città si trova inoltre a pochi chilometri dalla Valsorda, una splendida vallata che si collega ad alcune delle già citate vette circostanti e che offre paesaggi incontaminati di una bellezza davvero rara, oltre che una fitta rete di sentieri di varia difficoltà che permettono di scoprire diverse perle nascoste: dal Santuario della Santissima Trinità, eretto sulle rovine di un antico romitorio benedettino, a spettacolari scorci squisitamente naturali, resi unici dal rigoglio e dalla stupefacente varietà della flora.

Il monumento più famoso e rappresentativo della singola Gualdo Tadino è invece, senza ombra di dubbio, la Rocca Flea, anticamente nota come Arx Major Terre Gualdi: un esempio di architettura fortificata italiana del basso medioevo, che venne costruita inglobando un antichissimo luogo di culto fondato in epoca longobarda (tra l'VIII ed il IX secolo dopo Cristo) e dedicato a San Michele Arcangelo.

La Rocca Flea di Gualdo Tadino è stata più volte restaurata, rimaneggiata e ritoccata e, col passare dei secoli, ha avuto diverse destinazioni d'uso: prima struttura difensiva, quindi palazzo signorile e poi, a partire dal XIX secolo, addirittura carcere (prima femminile, poi mandamentale).

Oggi la Rocca Flea è sede del Museo Civico cittadino, ospita l'antiquarium del territorio e conserva sia diversi esempi della ceramica storica gualdese che importanti opere di artisti quali Matteo da Gualdo, Avanzino Nucci, Sano di Pietro ed Antonio da Fabriano.

Parlando invece di architettura religiosa è doveroso nominare quanto meno la Chiesa di San Benedetto (anche nota come Duomo di Gualdo Tadino), ovvero la ricostruzione cittadina dell'antico "Duomo di San Benedetto Vecchio" edificato dai benedettini fuori le mura attorno all'anno 1006 dopo Cristo. La sua facciata è divisa in due da una cornice: sopra è presente un rosone romanico (vero e proprio vanto artistico della città), sotto si aprono tre portali inscritti tra colonnine a spirale e capitelli. Si tratta di un'abbazia costruita in stile romanico e gotico che durante i secoli ha però subito importanti rifacimenti: il suo interno ad esempio è stato interamente rimesso a nuovo durante il XIX secolo (dall'architetto Virginio Vespignani), mentre le sue decorazioni pittoriche risalgono al 1924.

Detto ciò la storia di Gualdo Tadino non si respira soltanto attraverso i suoi monumenti più rappresentativi, ma anche tramite importanti manifestazioni culturali e folkloristiche che continuano ad andare in scena con cadenza annuale. Tra le varie ci limitiamo a ricordare i particolarissimi "Giochi de le Porte", una rievocazione storica che si svolge l'ultimo fine settimana di settembre e che fa rivivere l'antico Palio medievale di San Michele Arcangelo, il patrono della città: le vie si tingono dei colori delle quattro porte dedicate ai santi Benedetto, Donato, Facondino e Martino e le squadre si contendono il privilegio di bruciare l'effigie della "bastola", ovvero la "strega" antica nemica di Gualdo.

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