Iglesias: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Iglesias: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Iglesias è un comune appartenente alla provincia del Sud Sardegna e che dà il nome alla regione dell'Iglesiente (di cui, come è facile intuire, è la città più rappresentativa).
Sorge all'estremità sud-occidentale dell'isola e, nonostante un'altitudine media di 200 metri al di sopra del livello del mare, si trova a meno di 10 chilometri di distanza da un magnifico litorale. Un'area praticamente incontaminata e assolutamente da scoprire, con decine e decine di cale, coste e grotte, in gradi di regalarvi bagni in acque cristalline e, soprattutto, panorami in grado di togliervi il fiato: da cala "Domestica" alla grotta "Su Forru", dalla costa "Schina 'e Monti Nai" al delizioso faraglione "Pan di Zucchero".
L'area di Iglesias è ricca di storia oltre ogni possibile immaginazione: risulta abitata sin dai tempi del neolitico antico (X millennio avanti cristo) e, col passare dei secoli, ha visto passare le più importanti civiltà della Storia: è stato insediamento prima greco e poi romano, è appartenuta al comune di Pisa, per poi divenire città regia della Sardegna sotto gli aragonesi ed infine entrare nei possedimenti dei Savoia.
Ad una storia così variegata corrispondono diverse serie di edifici storici con caratteristiche uniche: una delle strutture più rappresentative di Iglesias è ad esempio il Castello di Salvaterra, anche noto come Castello di San Guantino. Pare sia stato costruito per volere del celeberrimo conte Ugolino (quello citato nella "Divina Commedia") durante la seconda metà del XIII secolo e sorge su un colle detto per l'appunto "di Salvaterra". Col passare degli anni il castello ha subito diverse ristrutturazioni: è stato rifatto dagli aragonesi e poi, durante il XIX secolo è stato affiancato ad una villa di stile neogotico e addirittura ad una vetreria.
Anche il complesso difensivo che circonda la città si deve alla volontà della famiglia Della Gherardesca. Si tratta di mura alte circa 6-7 metri realizzate con pietrame misto, che un tempo circondavano totalmente l'attuale centro storico cittadino e che erano intervallate sia da torri di avvistamento e difesa (alte circa 10 metri) che da quattro porte che consentissero l'ingresso e l'uscita dei cittadini: Porta Maestra ad est, Porta Nuova ad ovest, Porta Castello a sud e Porta Sant'Antonio a nord.
Il principale luogo di culto di Iglesias è invece la Cattedrale di Santa Chiara: anche questa sorge nel centro storico della città ed anche questa è stata costruita per volontà di Ugolino della Gherardesca. Si tratta di un edificio databile attorno alla fine del XIII secolo e costruito in stile romanico-gotico: la sua facciata a capanna è divisa in due ordini da una cornice ed il suo portale romanico è sormontato da un arco a tutto sesto.
Accanto all'edificio principale sorge un campanile trecentesco a canna quadra, mentre al suo interno troviamo una pianta a croce latina con navata unica, due cappelle per lato, transetto ed abside quadrangolare. Purtroppo gli interni della chiesa sono stati totalmente ristrutturati e per questo non abbiamo traccia delle sue decorazioni originali.
Parlando di edifici religiosi è poi opportuno citare per lo meno la Chiesa di San Salvatore, edificio di epoca bizantina che testimonia come la città fosse abitata già durante l'Alto Medioevo, la Chiesa di Nostra Signora di Valverde, attribuibile ancora una volta ai della Gherardesca ma pesantemente ristrutturata durante il XVI secolo, che presenta una volta a crociera con gemma pendula scolpita assieme a una Madonna col Bambino in stile rinascimentale, ed infine la Chiesa di San Francesco: quest'ultima sorge non lontano dalla Cattedrale di Santa Chiara, ma risale al XVI secolo, come ben mostrato dal suo aspetto.
Si tratta di un edificio costruito in stile gotico catalano che però, col passare dei secoli, è stato sia ristrutturato che addirittura utilizzato per gli scopi più disparati: prima di tornare luogo di accoglienza dei frati francescani fu infatti una palestra, una caserma e addirittura un forno per il pane.
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