Isola di Palmarola: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Isola di Palmarola: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Per quanto riguarda la storia di questa splendida piccola isola in mezzo al mediterraneo, ricordiamo che a Palmarola fu esiliato e morì papa Silverio, santo patrono del comune di Ponza che è festeggiato ogni 20 giugno in modo solenne.
Lo scoglio di San Silverio accoglie sulla sua sommità una piccola e deliziosa cappellina che la tradizione popolare narra sia sorta sui resti della forzata residenza del venerato Santo.
L’isola è oggi una riserva naturale incontaminata dove sovente le tartarughe marine sono andate del tutto indisturbate a depositare le loro uova.
Grazie al suo aspetto incontaminato e alla varietà delle sue coste, Palmarola è considerata una tra le più belle isole al mondo e non si stenta a crederlo.
Abitata solo nel periodo estivo, diventa luogo di ritiro per i ponzesi che si rifugiano nelle case grotta, tipiche abitazioni scavate nella roccia di Palmarola dai tempi più antichi.
L’abitudine di rifugiarsi nelle case-grotte è davvero molto remota, e affonda le sue radici nella necessità di sfuggire ai pirati, durante il secolo XVIII.
In un testo dell’Accademia Pontaniana è ricordato che: Giovanni Tagliamonte di Ponza, morto in età di centotrè anni, che andava spesso da Ponza a Palmarola, raccontò di vari scontri con i corsari accaduti in quei luoghi.
Egli aveva un’antica grotta tagliata nella rupe vicino al piccolo porto di Palmarola (oggi Grotta Tagliamonte) ma per paura dei pirati passava molte delle sue solitarie notti sulla montagna in qualche grotta senza far fuoco per il fumo per non essere da loro scoperto.
Le palme nane che crescono numerose sull’isola le hanno dato dunque il nome. La natura è selvaggia e caratterizzata da panorami mozzafiato che restano indimenticabili per i turisti.
Le coste di Palmarola sono meravigliose per incanto, ricordando paesaggi caraibici.
Grotte anfratti e calette danno fantasia alle scogliere bianche da visitare. Una zona in particolare, la “Cattedrale”, è scolpita da grotte che formano archi a sesto acuto che sembrano costruiti dall’uomo o da un dio che ne imita le svettanti e superbe architetture.
Il “Faraglione di Mezzogiorno” accoglie l’arrivo del turista a Palmarola, e a destra vediamo subito “Punta Vardella”.
L’isola intera lascia leggere sulla pietra la storia di stratificazioni e colate laviche a chi ne conosce il complicato alfabeto che affonda le radici in una storia naturale antichissima fino alla preistoria.
Suggestiva anche la “Grotta del Gatto” che ospita una sorgente d’acqua dolce all’interno, unica dell’isola, ed è accessibile solo con una piccola barca.
A “Le Galere” gli scogli sono maculati, nero su ocra di ossidiana, un vetro nero purissimo tipico dei luoghi.
Una curiosità riguarda gli uomini primitivi che vivevano nelle grotte fin dai ripari del promontorio del Circeo, arrivando probabilmente a Palmarola a bordo di precarie zattere per fare incetta di ossidiana indispensabile per cacciare ogni sorta di selvaggina.
Vi ricavavano punte di freccia affilatissime, asce, coltelli e raschiatoi indispensabili per la loro sopravvivenza e affrontavano grandi pericoli per procurarsi questa fondamentale ossidiana.
Questa pietra tagliente estratta a Palmarola veniva lavorata a Ponza e a Zannone , in cui sono stati rinvenuti dei resti e trasportata poi al Circeo.
Cala del Porto o Spiaggia della Maga Circe è anche detta la spiaggia de O’Francese perché qui sorge l’unico ristorante dell’isola: O’ Francese. Oltre a questa costruzione spartana sull’isola c’è solo la villa delle sorelle Fendi.
É possibile raggiungere l’isola pontina con un servizio di trasporto che parte sia da Ponza con accordi privati, sia da altri porti della provincia di Latina, sospesi tuttavia nel periodo autunno/inverno, quando l’isola si spopola del tutto.
Palmarola pertanto si raggiunge con le barche della Cooperativa Barcaioli Ponzesi dall’isola di Ponza. Si naviga sotto costa un tratto dell’isola per poi attraversare le 7 miglia di mare che separano le due isole (circa un’ora con un gozzo), inoltre ci sono escursioni organizzate da Terracina (LT).
Cosa vedere secondo voi




