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Livinallongo del Col di Lana: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

Livinallongo del Col di Lana: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile

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Livinallongo Col di Lana, il territorio dolomitico in cui leggere due tipi di storia. La prima è quella geologica, visto che le Dolomiti sono quel che resta di un caldo mare tropicale che insisteva proprio qui, pieno di coralli i cui scheletri hanno formato i Monti Pallidi, patrimonio dell’umanità. Quindi un paesaggio incredibile, che abbiamo solo noi italiani. La seconda è quella umana, le testimonianze della prima guerra mondiale, i fortini, le trincee, le buche lasciate dalle bombe, lanciate per il possesso di queste crode rocciose, un documento sull’imbecillità umana. Da vedere, però, per ricordare gli errori e non ripeterli. Almeno ci si prova.

 

Il simbolo di questo luogo è lui, il Col di Lana, 2452 metri tra la valle del Cordevole e il Passo Falzarego. Un monte che ha assistito silenzioso alla strage di ottomila morti, tanto che qualcuno lo chiama anche Col di Sangue. Che contrasto, questa tragedia, con il panorama spettacolare, visto che da qui si ammirano le creste del Nuvolao, le alture di Sommamont e di Forcelle, il gruppo del Sella ed il Sass Picciéda; le lunghe vette della catena del Padon dalla Valle di Penia e della Pettorina, Civetta, Pelmo e Marmolada. Tra gli episodi, quello del 17 aprile del 1916: viene fatta esplodere una gigantesca mina che provoca addirittura il crollo di una parte della montagna (si può ancora vedere il cratere lasciato dall’esplosione) muoiono 150 soldati austriaci e gli italiani occupano la vetta. Per poco però, con la disfatta di Caporetto, nel 1917, si devono ritirare.

L’identità ladina è molto sentita a Livinallongo. A Pieve si trova il Museo di Storia, Usi, Costumi e Tradizioni della Gente Ladina, nonché il monumento che ricorda l’eroina ladina Caterina Lanz. Da visitare la Chiesa di San Giacomo Maggiore del XV secolo, caratterizzata da uno snello campanile. Tutto in giro, case di legno e pietra, che rendono molto suggestivi gli itinerari.

In inverno, la frazione di Arabba è quella che permette l’accesso alle piste della ski area Arabba-Marmolada, inserita nel carosello Dolomiti Superski: sul versante Portavescovo, sono tra le più innevate e ripide delle Alpi Orientali. Da non perdere i percorsi del Sella Ronda e del Giro sciistico della Grande Guerra. In estate, le escursioni sono tante, per ogni esigenza. Ad esempio, per raggiungere la grande chiesa di legno e la chiesetta sul Col di Lana, tra i numerosi sentieri, si può prenderne uno in pendenza non difficile, adatto anche a chi è poco allenato: parte dalla frazione di Pieve di Livinallongo che si chiama Palla, dove vale il piacere pure visitare il rifugio museo privato di Pian de La Lasta. Un altro itinerario, con partenza sempre da Palla, è quello che porta al Teriol Ladin, un percorso circolare intorno alla montagna, dedicato ai caduti della Grande Guerra.

 

Nei centri dei paesi del territorio ci sono botteghe e negozi in cui acquistare tessuti ricamati che servono per confezionare cuscini, scatole, borse. Un bel ricordo è anche costituito da fazzoletti di lana sottile con frange. Ci sono poi tutti i souvenir in legno. Si può anche comprare qualcuno dei formaggi tipici presso il Bar bianco della Latteria di Livinallongo, la  Società Cooperativa Agricola del latte, in località Renaz. Tra i locali dove è possibile tirar tardi, anche d’inverno con effervescenti après ski, da ricordare il Rifugio Plan Boè, sopra Pieve, molto panoramico. Spostandosi verso Arabba, in via Boè, c’è la Birreria Music Pub La Stube.

 

Per il mangiare, si può segnalare tra gli altri Al Tablè, in via Freine, Albergo Alpino, piazza 7 novembre in centro Pieve, o Albergo Ristorante La Baita in Localita' Cernadoi. Tra le escursioni da non perdere la visita al Castello medioevale di Andraz e ai suoi ruderi: il Ciastél, come lo chiamano qui. Poi, tra le tante frazioni, se non si va per sciare, Arabba con il suo vecchio mulino ancora funzionante: vi si macinava anche l’orzo. Per gli amanti della bici, c’è un itinerario che tocca Pieve di Livinallongo, Arabba, Renaz, Ornella, Contrin: un bel vedere tra i diversi centri abitati, ciascuno con la sua storia da raccontare. Da vedere anche le chiese di San Giovanni a Soraruaz, San Sebastiano a Ornella, San Silvestro a Larzonei, Santissima Trinità ad Andraz. In località Pian di Salesei si può visitare il Sacrario che raccoglie i resti di 5404 caduti della Prima Guerra Mondiale. 

Livinallongo del Col di Lana si raggiunge in auto: da nord, attraverso la SP244 Val Badia, Passo Campolongo-Corvara; da sud, dall’Agordino e da Belluno, con la SR203 Agordina; da est, dal Passo Falzarego -Cortina con la SR 48 delle Dolomiti; da ovest, dal Passo Fedaia-Canazei con la SP 641. I collegamenti con autobus di linea sono quelli della Dolomiti Bus (www.dolomitibus.it). Da nord è attiva anche la linea Sad (www.sad.it). Le stazioni ferroviarie più vicine sono Belluno e Brunico (rispettivamente 75 e 45 chilometri). Gli aeroporti a minor distanza: Brunico, Treviso, Venezia. 

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