Montauro: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Montauro: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
I Palazzi Gentilizi costituiscono la struttura portante dell'aspetto fisico
di Montauro, che, insieme alle emergenze religiose, ha influito sul processo
storico della crescita urbana; rappresentano l'antica grandezza di Montauro
e sono sparsi qua e la nel centro storico. Intorno a questi palazzi si determina
l'espansione del paese e pur avendo perso le originali caratteristiche, fanno
parte ancora del patrimonio artistico di Montauro.
Dal punto di vista tipologico sono caratterizzati da uno o più piani
e l'organizzazione interna era divisa in ambienti per i nobili e ambienti per
la servitù.
L'accesso principale è contraddistinto da un portale che da in un androne
e la scala posta o al centro o agli angoli dell'androne da l'accesso al piano
superiore.
Costruiti con i caratteri del palazzo nobiliare sono stati sicuramente lesionati
dalle scosse telluriche del 1783; hanno subito delle modificazioni, per i parecchi
interventi sia nella struttura che nei rivestimenti, in quanto risultano proprietà
di privati.
Palazzo Terracini
Il palazzo è sito in Via Ferdinando Lomanno. I proprietari erano due
fratelli Peppino e Vincenzino.
Il portale del palazzo è di pietra scolpita a bugne; esso è sormontato
da uno stemma con un tipico scudo femminile: una corona nobiliare sormontata
da un mitra.
Palazzo Pellegrini
Il palazzo era abitato da una famiglia benestante, la famiglia Pellegrini.
È situato in Via Libertà e si racconta che dopo l'invasione dei
Turchi, il palazzo rimase abitato da un fantasma che attirava le donne per ucciderle.
Ha un portale completamente in pietra viva con finestrelle ovoidali e grate
di ferro lavorato a croce. I balconi hanno soglie in granito e ringhiere di
ferro battuto.
Palazzo Madonna
Costruito verso la metà del 1700, sono tuttora visibili i due ingressi
con portale di pietra granitica e la rampa di scala anch'essa di granito.
Nel piano terra, dove attualmente c'è la biblioteca comunale, in origine
era una farmacia e un sottopassaggio che collegava il palazzo con un orto dove
c'erano i locali per conservare il vino e l'olio. Sempre all'interno palazzo
c'è ancora una sorgente d'acqua.
I balconi di ferro battuto, con vista sul mare, danno un aspetto serio a tutta
la facciata.
Anche qui, come in ogni palazzo nobiliare, vi era la cappella gentlizia. Per
diversi anni ha ospitato la scuola elementare e per i primi anni d'attività
anche la scuola media.
Palazzo Spadea
L'affaccia sulla Piazza Rossi Milano.
Un maestoso portale di granito chiaro, con in alto lo stemma di famiglia, immette
in un atrio vasto e poco illuminato, dominato da un altro stemma anch'esso di
pietra.
Due rampe di scale di granito immettono nelle due ali dell'edificio, con le
stanze che si susseguono una all'altra.
Si afferma che in origine anche in questo palazzo vi era una cappella di famiglia
di cui oggi però non è rimasta traccia.
La fantasia popolare ha creato alcune leggende su presunti tesori, che sarebbero
stati seppelliti nei nascondigli dell'edificio da briganti che lo abitavano.
Palazzo Teti
Massiccio nella sua struttura, sorge in Piazza del Popolo.
Ha un ingresso signorile e severo nello stesso tempo, dovuto al portale in pietra
lavorata e alla gradinata interna, anch'essa di granito.
Alcuni appartamenti sono tuttora ornati di pitture stile "liberty",
attribuite dalla memoria di qualche nonnina, al pittore Giuseppe Cefaly.
Il palazzo prende nome dalla famiglia TETI, che nei tempi passati era una delle
più in vista anche a livello imprenditoriale.
Accanto all'abitazione, infatti, possedeva la Filanda, per la lavorazione della
lana, della seta e del lino, che offriva lavoro ad alcuni paesani.
Nel momento in cui la famiglia TETI si è trasferita a Catanzaro, il palazzo
fu acquistato dalla famiglia PISANO.
Per qualche tempo ospitò le scuole elementari e l'asilo infantile.
Oggi all'interno è stato ristrutturato e diviso in vari appartamenti.
Palazzo Barberi
Il palazzo è sito accanto alla chiesa Matrice dove la strada cittadina
incrocia quella che sale dal mare, ed ha l'ingresso da Piazza San Pantaleone.
Il portale in pietra, con la colonnina di granito presso la scala d'accesso,
portano la costruzione al secolo XVIII°.
Si compone di varie stanze che si susseguono una all'altra, e di vari scantinati
tipici delle costruzioni antiche.
I balconi di ferro battuto tutelati anche dalla Soprintendenza alle Belle Arti
di Cosenza, conferiscono un aspetto austero a tutto l'esterno.
Fin dall'inizio è stato posseduto dalla famiglia BARBERI.
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