Sapri: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Sapri: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Sapri, luogo simbolo del Risorgimento, è anche la città della Bandiera Blu, il riconoscimento che viene dato a quei luoghi che hanno un mare “garantito” in termini di purezza e bellezza, ma anche di accoglienza turistica. Sapri anche Bandiera Verde, poiché si è meritata pure un altro riconoscimento: quello che i pediatri identificano per i luoghi con spiagge ottimali per i bambini, acqua limpida e fondale basso, sabbia pulita per poter giocare, bagnini nelle vicinanze, spazi con giostrine o comunque dove fare sport e bar gelaterie nelle vicinanze.
Il simbolo di Sapri non può che essere lui, il Monumento a Carlo Pisacane, patriota, che sintetizza l’avventura dei “trecento giovani e forti” venuti qui per combattere la tirannia e poi finiti uccisi dai contadini (che volevano “salvare”) incitati dai borbonici. Si tratta di una scultura in bronzo, realizzata nel 1933 dall’artista Gaetano Chiaromonte, da vedere nei giardini del Municipio.
In giro per Sapri, da visitare il borgo storico “Marinella”, alle spalle di piazza Plebiscito, il cuore del centro storico, con l’impianto secentesco e i fabbricati di due piani e vicoli davvero angusti che in alcuni casi consentono solo il transito pedonale. Qui si ripetono le antiche tradizioni, come quelle legate al culto del patrono San Vito e della Madonna Immacolata. La Chiesa di Santa Croce, della fine del 1800, presenta un look gotico. Vicina è la Specola, una torre-osservatorio astronomico-meteorologico alta 15 metri e costruita nel 1927, dall’aspetto neo-medioevale, con tanto di finestre bifore a sesto acuto e una serie di decori in maiolica che ricordano uomini di scienze. All’interno c’è tra l’altro una scala a chiocciola che porta nella cosiddetta sala delle stelle, presenti come decori in ottone sul soffitto. La Specola e la chiesa sono inserite nell’Area archeologica della villa romana, dove si ammirano ancora le Cammarelle, locali di deposito che hanno sfruttato parte dei resti. Proprio qui, secondo alcuni studiosi, sarebbero sbarcati nel 1857 Carlo Pisacane e i suoi uomini. Nel 1911, una legge dichiarò la banchina delle Cammarelle monumento nazionale, unitamente ad altri luoghi simbolici legati alle tragiche vicende di Pisacane. Poi c’è la Chiesa dell'Immacolata, del 1730, con un portale in bronzo degli anni ’80 del secolo scorso, con diverse scene che non solo rappresentano il golfo di Sapri ma anche ricordano San Vito, patrono del paese, San Francesco di Paola e San Gaspare Bertoni, fondatore dell'Ordine degli Stimmatini.
Verso il mare, posizionata sullo scoglio dello Scialandro nel 1994, la statua in bronzo che raffigura la Spigolatrice di Sapri: è a sud rispetto all'abitato, un chilometro circa dopo il porto, verso Maratea. La costa di Sapri è variegata, visto che nel tratto più settentrionale prevale la sabbia, mentre verso sud c’è un alternarsi di spiaggia e rocce. Procedendo verso il Canale di Mezzanotte, al confine con il territorio comunale di Maratea, il paesaggio è caratterizzato da grotte, piccoli anfratti, pareti a strapiombo sul mare. Sapri ha anche un suo porto con cinque pontili galleggianti per circa 350 posti barca, adatti a imbarcazioni fino a 24 metri di lunghezza. La profondità dei fondali, pari circa a 7 metri, consente inoltre un comodo ormeggio a qualsiasi imbarcazione a vela.
Per lo shopping, vale il piacere una passeggiata nel suo centro, tra via Villa Comunale e il quartiere Marinella, nonché nella zona del Lungomare. I punti giusti sono corso Garibaldi, corso Italia, via Umberto I, piazza Plebiscito. Per la vita notturna, diversi i locali utili allo scopo, dove anche mangiare, sia sul lungomare, sia verso Marinella. Qualche nome. Fanny's Pub, via John Kennedy; Cantina I Mustazzo, piazza Plebiscito; Fabrika, via del Conte. Luigirè Discoteque è nell’entroterra, via Luigi Negrelli.
Per il mangiare, stesso discorso, cioè lungomare e centro, piazza Plebiscito, corso Italia, corso Garibaldi, via Verdi. Qualche idea. Lo Scialandro, corso Italia, così come TintoBrace (che apre alle 11 d mattina) e Lazzarella; Noè a Mare, via Verdi. Don Attilio è verso l’interno, via Giorgio De Chirico.
Ci sono alcuni sentieri nei dintorni di Sapri, per esplorare il territorio. Il percorso Apprezzami l'asino, Apprezzam' u ciucc', antica strada mulattiera, una volta utilizzata da mercanti e viandanti come percorso di collegamento tra Sapri e Maratea. A picco sul mare, sono tre chilometri di panorama mozzafiato. Il nome deriva dal fatto che la strada era talmente stretta che, incontrandosi due asini, se uno dei due cadeva in mare, veniva valutato, apprezzato, cioè si risarciva il proprietario. Il Sentiero San Giorgio - Orto delle Canne porta lungo il versante orientale del monte Ceraso, tra fonti e resti di antiche masserie, spettacolo doc sulla baia. Il percorso di Pisacane porta in località Fortino, nel comune di Casaletto Spartano, lungo l’itinerario sorge ancora la struttura, una volta adibita a taverna, presso la quale fecero tappa Carlo Pisacane e i suoi Trecento.
Sapri può essere un punto di partenza per raggiungere altre località turistiche del Cilento e non, ad esempio dista 37 chilometri da Palinuro, 35 da Marina di Camerota e solo 20 la separano (si fa per dire) dalla lucana Maratea e dalla sua celeberrima Statua del Cristo Redentore alta 22 metri. Quasi 90 chilometri portano agli scavi di Paestum, una sessantina a quelli dell’antica città di Velia, nel comune di Ascea. Da vedere anche la Certosa di Padula, o di San Lorenzo, un complesso monumentale barocco con chiostri, giardino, cortile, chiesa, patrimonio Unesco.
In estate, Sapri è servita dal Metrò del Mare, aliscafi veloci che la collegano con Napoli, Capri, Positano, San Marco, Acciaroli, Marina di Casal Velino, Palinuro, Marina di Camerota. Per arrivare a Sapri in auto, attraverso l’autostrada A3, da nord l’uscita è Padula-Buonabitacolo, quindi si prende la Strada statale 517 Bussentina, fino a Policastro, poi la Strada statale 18 Tirrena Inferiore, fino a destinazione. Venendo da sud, l’uscita dall’autostrada è Lagonegro Nord, poi Strada statale 585 Fondo Valle del Noce, fino allo svincolo Sapri-Maratea Nord, quindi Strada Regionale 104. C’è anche la stazione ferroviaria.
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