Paestum: la guida completa e aggiornata
Guida Paestum, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Paestum è una antichissima città della Magna Grecia situata nell’attuale provincia di Salerno: più precisamente all'interno della Piana del Sele, nelle strette vicinanze del litorale del golfo. Nonostante sia visitata da centinaia di migliaia di turisti ogni anno, formalmente è una piccola frazione del comune di Capaccio Paestum, che conta nel suo complesso circa 23mila abitanti distribuiti in una superficie totale di 113,03 chilometri.
Si tratta di una località che vanta una storia millenaria e che sembra essere abitata sin dai tempi del Paleolitico, come testimoniato dal ritrovamento di resti di capanne. Secondo le ipotesi più accreditate la città sarebbe stata fondata dai Dori attorno alle metà del VII secolo avanti Cristo, periodo in cui la vicina città di Sibari iniziava a creare una serie di sotto-colonie nei suoi dintorni, lungo la costa tirrenica.
Paestum conosce il suo periodo di massimo splendore tra il 560 ed il 440 avanti Cristo, sotto il nome "Poseidonia"; successivamente sarebbe stata conquistata dai Lucani (che le avrebbero dato il suo nome attuale), per poi entrare sotto il controllo di Roma nel 273. Questi sono gli anni di importanti opere pubbliche (su tutte la costruzione del Foro) che mutano le fattezze della ex polis greca e portano nuovo benessere, nonostante Paestum fosse di fatto esclusa dalle grandi rotte commerciali rese possibili dalla via Appia e dalla via Popilia.
Il declino di Paestum inizia per cause assolutamente naturali: il progressivo insabbiamento della foce del vicino fiume Salso (l'attuale Capodifiume) e del lido limitrofo portano all'impaludarsi delle aree circostanti. Un fenomeno che avrebbe spinto i cittadini prima ad innalzare i livello delle strade, quindi addirittura a ritirarsi man mano verso il punto più alto della città: quello dove sorgeva il Tempio di Cerere e dove sarebbe poi stata edificata la Chiesa dell'Annunziata. Paestum si sarebbe ridotta alla mera sopravvivenza, venendo definitivamente abbandonata tra il V ed il IX secolo dopo Cristo nonostante la presenza di una sede vescovile.
I primi accenni alla città da parte di studiosi si sarebbero rivisti soltanto nel Settecento, mentre le campagne di ricerca e di scavi che la hanno riportata alla vita sono datate addirittura XX secolo: l'area della Basilica è stata esplorata tra il 1907 ed il 1914, mentre quella del Foro tra il 1925 ed il 1938 (proprio in questi anni viene scoperto il Tempio della Pace). Un lavoro davvero straordinario, che si sarebbe protratto fino agli anni '70 e che avrebbe permesso il recupero di opere più uniche che rare, ridonando a Paestum l'antico splendore e trasformandola in una località turistica di grandissimo interesse.
Come già spiegato, l'area archeologica di Paestum attira centinaia di migliaia di visitatori ogni anno e permette un tuffo più che approfondito nella storia e nella cultura dell'uomo, oltre che un vero e proprio viaggio in tantissimi tempi diversi. Da questo punto di vista il sito contiene ad esempio tre esemplari davvero unici dell'architettura magno-greca: stiamo parlando dei due tempi dedicati ad Hera e di quello dedicato ad Atena, edificati attorno al 500 avanti Cristo ed arrivati fino ai giorni nostri in condizioni sbalorditive.
Tra questi il più importante è quello anche noto come Basilica, un tempio di ordine dorico caratterizzato da un colonnato di 9x18. Al contrario l'area del Foro ci riporta al già raccontato periodo di dominazione romana: una grossa piazza rettangolare che doveva essere fiancheggiata sia da edifici pubblici/religiosi che da botteghe. Sul lato nord del Foro è stato trovato il Tempio Italico (datato 273 a.C.), che con ogni probabilità era il Capitolium della città; sul lato orientale sono invece ancora visibili sia la facciata che fungeva da Suggestum (podio per gli oratori), sia l'Anfiteatro Romano, esternamente in laterizio (poi tagliato in due da una vecchia strada statale).
Detto ciò il fiore all'occhiello dell'intera area archeologica di Paestum è con ogni probabilità l'antica cinta muraria cittadina, conservatasi quasi totalmente nei suoi circa 5 chilometri di sviluppo: è costituita da una muratura a doppia cortina di grandi blocchi squadrati, riempita al centro con terra ed intervallata da ben 28 torri a pianta quadrata o circolare (queste invece sono andate per la maggior parte distrutte).
Anche tre delle quattro porte distribuite in corrispondenza dei punti cardinali sono incredibilmente sopravvissute alla prova del tempo: Porta Sirena ad est, Porta Giustizia a sud, Porta Marina ad ovest. Purtroppo non rimangono resti della settentrionale Porta Aurea, demolita agli inizi dell'ottocento. Per dare l'idea di quanto il comune punti sul turismo archeologico basta accennare ad una manifestazione promossa a partire dal 1998.
Paestum ha infatti istituito una vera e propria "Borsa Mediterranea" per promuovere i suoi magnifici siti: un format di successo internazionale (come testimoniato dalla collaborazione con l'UNESCO), capace di offrire sia un'occasione di incontro turisti ed amanti della cultura che un'opportunità di business per addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo.
Paestum si trova a circa 30 chilometri da Salerno e a circa 100 chilometri da Napoli e presenta una propria stazione sulla Ferrovia Tirrenica Meridionale, che la collega sia ai grandi centri del centro/nord Italia che alla Calabria ed alla Sicilia. La frazione è inoltre raggiungibile seguendo la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore o la Strada Statale 166 degli Alburni, oltre che percorrendo diverse Strade Provinciali della zona. L'aeroporto con traffico commerciale più vicino è quello di Napoli. Il suo litorale è inoltre raggiungibile in nave provenendo dal Molo Trapezio di Salerno e dal Molo Beverello di Napoli.










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