Marina Cafè Noir Festival
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«Non capisco cosa tu voglia dire a proposito della 'tua' strada,» disse la Regina ad Alice: «qui tutte le strade sono mie.». Così recitava il libro del grande Lewis Carroll, svelando gli infiniti significati di una parola apparentemente così semplice. E noi, che "sulle strade" ci lavoriamo da anni, nove per la precisione, sappiamo quanto siano importanti. Dunque saranno le "Strade" il tema della nona edizione del Festival Marina Cafè Noir, per provare a rilanciare questa parola contenitore, ampliando le sue rotte e le sue mappe, siano esse reali o fantastiche. Perché le Strade - intese come vie che uniscono, rotte che separano, ma anche e soprattutto spazio che contiene - non sono solo fette di territorio, ma rivelano anche i percorsi personali e intimi di ognuno di noi, a volte felici altre tortuosi.
Strade quindi, per costruire nuove mappe e nuovi mondi in cui ci piacerebbe vivere. O per fuggire da quelli che ci stanno stretti o che spesso, nostro malgrado, sono ostili. Strade per incontrare, scambiare, accogliere e per condividere la ricchezza comune. Ma anche per far circolare le contraddizioni delle nostre società e dei nostri territori, spunti interessanti da trasformare in nuove idee. Che risaltano e vengono condivise con il numeroso e sempre partecipe pubblico del Festival attraverso il racconto e i linguaggi artistici.
In questo senso Marina Cafè Noir vuole diventare più grande aprendosi al resto del mondo, pur restando "piccolo", legato alla città e al territorio. È questo, in fondo, il segreto del festival: la felice fusione tra una festa di quartiere e un laboratorio internazionale di creatività a cielo aperto. Perché il progetto non potrebbe esistere senza il quartiere di Marina, la città di Cagliari, la terra di Sardegna con le sue ricchezze e complessità. Ma non potrebbe nemmeno esserci senza i contributi e gli arricchimenti, risorse preziose che da sempre arrivano dalle strade del mare e del cielo.
I temi che affronteremo insieme Serge Latouche, Loriano Macchiavelli, Loredana Lipperini, Thierry Fabre e, per rimanere nelle strade di casa nostra, Antonello Salis, Pinuccio Sciola e Paolo Fresu, solo per citarne alcuni, saranno quelli che ci sono cari da sempre: le migrazioni, del Mediterraneo, i diritti umani e civili, le culture minoritarie o in via di scomparsa, il lavoro, i modi e i sistemi per continuare a far crescere il nostro territorio integrandolo sempre di più e meglio dentro una comunità europea, mediterranea e cosmopolita.
Noi proviamo a continuare sulla nostra, di strada, e v'invitiamo a riempire e vivere le nostre nei giorni del festival e non solo. E stando sempre attenti a tutte le strade che incroceremo ogni volta che ci sentiremo persi, ancora penseremo attentamente a ciò che scrisse Lewis Carroll: «Mi vuoi dire, per favore, quale strada devo prendere per uscire da qui?» - chiese Alice - «Dipende in gran parte da dove vuoi andare.» - rispose il Gatto.
Fonte: www.eventiesagre.it





