Emeralds in concerto
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L'associazione studentesca Microwaves e il Circolo Arci Caracol di Pisa presentano il concerto degli Emeralds (US - Editions Mego), in programma per giovedì 15 settembre 2011 nei locali del Circolo Arci Caracol, in via Battichiodi a Pisa.
Per molte riviste e portali internazionali sono gli autori del miglior album del 2010, gli Emeralds sono un trio di Cleveland, Ohio, formato da John Elliot, Steve Hauschildt and Mark McGuire, che spesso suona accompagnato da immagini autoprodotte.
La loro musica, in parte improvvisata, è basata sul suono di vecchi synth e chitarre elettriche, con il contributo di parti elettroniche, fields recordings e voci utilizzate, il tutto a creare delle dinamiche tra sfondi melodici e strutture ritmiche minimali e ripetitive. Il risultato è quello di un viaggio lisergico che richiama le esplorazioni dei Popol Vuh, Terry Riley, Coil, Ashra...
Riprodurre le meraviglie di un mondo subacqueo in musica. Delineare le oscillazioni, il moto ondoso in graduale aumento, la marea che procede regolare secondo i chiarori lunari. E scorgere nei flussi del mare le piroette dei delfini, le traiettorie disegnate come fossero un quadro e il fosco paesaggio dei fondali. Immergersi, toccare il fondo e risalire a respirare, in un ambiente acquatico che regala tanta analogica dolcezza quanto frizzanti bollicine in ascensione.
Negli andamenti kosmische di "Does It Look Like I'm Here" gli Emeralds da Cleveland si domandano se sia effettivamente quello il luogo che abitano, un paesaggio sospeso e paradisiaco. Le astrali visioni dell'elettronica tedesca seventies, il cui gusto aspro qui non viene a mancare, rivivono illuminate a giorno da una ventata sintetica che si riflette in ogni singola nota del miglior lavoro del trio. Nell'ora di divagazioni si rincorrono nebulose deformi ("Science Center", "It' Doesn't Arrive"), armoniosi quadretti bucolici per tastiere ondivaghe ("Candy Shoppe", "Shade") che riflettono i loro raggi su un mare increspato dalla salsedine.
Nessuna nube oscura l'avanzare notturno di "Double Helix", sospesa tra Pink Floyd e Tangerine Dream. E fra gli sfarfallii di "Goes By" e i sapori française delle conclusive "Now You See Me" e "Access Granated" si consuma la bordata sonica della title track: sette minuti e mezzo di flutti contro gli scogli. Se dovessimo riassumere questo lavoro uscito per la benemerita Editions Mego, non potremmo che affidarci alla maestosa sinfonia della quinta traccia. Nei dodici minuti di "Genetic" si rincorrono, in un continuo gioco di rimbalzi, un sostrato ambientale celeste sul quale si inserisce una struttura di synth in ascesa che lascia progressivamente il passo a fluidi elettronici in ebolizione.
Un'ascesa purissima da un mare in fermento. Poi si trapassano le candide nuvole, lì a un passo dal cosmo.
Ingresso gratuito per gli studenti dell'Università di Pisa muniti di libretto, 10 euro gli altri.
Fonte: www.saimicadove.it





