Bari Sardo: la guida completa e aggiornata
Guida Bari Sardo, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
La città di Bari Sardo si trova nella provincia di Nuoro, in una zona molto bella dell’entroterra della Sardegna. Chiamata semplicemente Bari fino alla prima metà dell'Ottocento, fu ridenominata con l'aggettivo Sardo grazie a un regio decreto di Re Vittorio Emanuele II del 1862, al fine di evitare confusioni con l'omonima città pugliese.
La zona presenta resti di insediamenti urbani fin dal periodo prenuragico, al quale risalirebbero Menhir e domus de janas di grandissimo interesse storico. In seguito la zona venne colonizzata dai romani che istituirono anche un presidio noto come Custodia Rubriensis.
Il borgo risale invece all’alto Medioevo, quando il centro venne spostato a circa 4 km dalla costa per difendersi dalle incursioni di Vandali e Saraceni che all’epoca frequentavano le acque della zona. Sempre nel Medioevo, il borgo entro a far parte del Giudicato di Cagliari, sotto il cui dominio restò fino al 1258; in seguito venne annesso al Giudicato di Gallura e poi alla Repubblica Marinara di Pisa. Solo nel 1861, dopo essere appartenuta dal 1324 al Regno di Sardegna, passò sotto il Regno d’Italia.
L’economia della zona è particolarmente legata all’agricoltura ed all’artigianato. La zona è infatti famosa per ospitare le più rinomate aziende artigianali tessili della Sardegna. In questa zona si producono soprattutto cuscini, coperte di lino e tappeti. Questi prodotti vengono creati con la tradizionale tecnica chiamata pigioni, tipica della Sardegna.
Per quanto riguarda la cucina, la zona è famosa per i numerosi prodotti tipici come i culurgionis, pistoccu, casu ageru e s’arrubiolu. Sicuramente la gastronomia locale affonda le sue radici nelle coltivazioni locali, anche perché l’isola è di per sé un territorio isolato. Non a caso si possono trovare spesso minestre con cipolla, zucca rosa al forno miste alla fregola sarda.
La fregola è una pasta di grano duro realizzata ancora oggi con una tecnica molto antica. Molto cucinato è anche il maiale, spesso allo spiedo, che vien consumato caldo e freddo e spesso con salsa al mirto rosso. In questa zona vengono prodotti anche diversi formaggi, come pecorini e ricotte. Molto comuni sono anche i piatti a base di pesce fresco che arriva dalla costa tirrenica. Molto preparati sono anche i dolci, come il gattou, gli amarethus e i bianchinus. I dolci sono accompagnati da vini in loco. Il più diffuso è il cannonau presente sia in rosso, ambrato e bianco. Non mancano poi le classiche acquaviti locali ed il liquore al mirto. In questa zona va di più quello di mirto bianco, dal sapore leggermente più amaro di quello rosso.
Bari Sardo, noto anche come Barisardo, è un centro molto interessante dal punto di vista geografico, infatti la zona è caratterizzata dalla costa con le sue acque limpide e cristalline, le dolci colline che la circondano, i grandi e maestosi nuraghi. Il suo territorio offre a chi lo visita una grandissima ricchezza di ambienti e territori lungo i quali fare escursioni. Nell’interno si possono trovare fertili pianure provviste di colture e vigneti. La zona è molto interessante anche dal punto di vista naturalistico con le famose zone umide di Bau e Nì e di Planargia. La flora e la fauna di questi luoghi è unica nel suo genere.
Barisardo è un centro ancora oggi legato alle tradizioni locali che caratterizzano i ritmi della città durante l’anno e coinvolgono la comunità della città e della provincia. La maggior parte sono di tipo religioso, come la festa del Santo Patrono Antonio Abate durante la quale viene organizzato un grande falò con sagra tipica. Molto sentita è anche la Processione del Corpus Domini che si tiene generalmente nel mese di giugno. Durante questo evento la cittadinanza segue una processione religiosa per le principali vie della città. Importante è anche la Via Crucis durante il periodo della Pasqua.
Uno degli eventi più antichi è la Festa di Su Nenniri, o Festa di San Giovanni, durante la quale vasi di germogli di grano vengono lanciati in mare come buon auspicio dopo una processione religiosa che coinvolge tutta la comunità. In seguito è usanza che vengano offerti frutta fresca e pane pintau benedetto a chi partecipa all’evento.









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