Capua: la guida completa e aggiornata
Guida Capua, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Capua è la città storicamente più importante della Terra di Lavoro, cioè l'antica Campania Felix dei Romani, e si trova su un'ansa del fiume Volturno, in posizione strategica ai piedi del monte Tifata, dove sorge la frazione di Sant'Angelo in Formis.
La storia di Capua non può essere scissa da quella di Santa Maria Capua Vetere per quanto riguarda l'antichità: in passato, la città – che è stata, nei secoli, osca, etrusca, sannita e romana – era considerata una delle più importanti di tutto il mondo, fino a quando, dopo il saccheggio da parte dei Saraceni nel IX secolo, la popolazione si trasferì nella vicina Casilinum, che divenne la Capua moderna. Prima di diventare romana, Capua era già stata fondata da secoli e aveva attraversato diverse culture, in particolare quella etrusca e poi quella osca, fino a quando la città divenne leader di fatto di una lega campana. Durante l'assedio dei Sanniti, i capi della città campana consegnarono l'intera città a Roma, che dovette intervenire in sua difesa. La città continuò comunque a mantenere una forte autonomia e a guardare con sospetto alla repubblica romana. Nella seconda guerra punica fu però uno degli avamposti più importanti di Annibale e del suo esercito cartaginese, dando origine così ai famosi "ozi di Capua" che secondo molti storici segnarono un indebolimento dei soldati al servizio del condottiero, e dopo la sua partenza divenne definitivamente romana. Dopo le severe condizioni imposte dai Romani, Capua ricominciò a prosperare sotto la repubblica e, anche se in misura minore, durante l'impero, quando Adriano la dotò di nuove statue e dell'arco trionfale. Da Capua, che era stata la prima sede di una scuola di gladiatori, partì la rivolta di Spartaco nel 83 avanti Cristo.
Dopo la caduta di Roma Capua venne devastata dalle invasioni di Vandali e Visigoti, diventando poi longobarda e andando incontro alla quasi definitiva distruzione nell'841, quando una banda di saraceni nord-africani assoldata da Radelchi I nello scontro contro Landolfo I il Vecchio per la successione del ducato beneventano saccheggiò Capua e obbligò la popolazione a rifugiarsi nell'ansa del Volturno doveva aveva sede il porto fluviale di Casilinum, "nuova Capua" e poi la Capua odierna. Capua divenne così la capitale dell'omonimo Principato, raggiungendo il suo apogeo con il principe Pandolfo I Testadiferro. Dopo i longobardi, fu il turno dei Normanni, che resero Capua ancora più importante per il commercio fluviale. Federico II fece edificare due torri a difesa del ponte romano, ma la città negli anni successivi fu il teatro dello scontro tra Svevi e Angioini, con continui attacchi che finirono con la distruzione delle mura. Capua attraversò un periodo di grande tranquillità sotto gli Aragonesi, ma questa giunse a una fine improvvisa nel 1501 quando Cesare Borgia la assediò e la conquistò, facendole perdere definitivamente la sua centralità. Alla fine del diciottesimo secolo, i piccoli insediamenti che erano rimasti sul territorio della Capua originale si unirono tra di loro in un borgo unico, Santa Maria Maggiore, che nel 1861 divenne comune autonomo e poi cambiò nome in Santa Maria Capua Vetere.
Il più importante evento di Capua è probabilmente il suo Carnevale, nato nel 1886 (ma la festa in realtà ha un'origine molto più antica, e venva celebrata all'interno delle case per le rappresentazioni sceniche ai limiti della morale) e diventato una delle tradizioni più note e seguite della zona. Piazza dei Giudici e Corso Appio diventano il teatro della sfilata dei diversi carri allegorici in cartapesta e la città si anima con musica, luci, degustazioni enogastronomiche, con il momento clou rappresentato dalla maschera di Re Carnevale che declama con ironia le malefatte degli amministratori locali durante l'anno. Tra le tradizioni del carnevale, le mascherate dedicate alla sfiducia dei medici e allo sciopero degli infermi, i carri degli abitanti della luna e del globo misterioso. I carri preparati dai maestri cartapestai sono tra i più famosi di tutto il Sud Italia, e rappresentano secondo la tradizione i temi più disparati, con caricature di personaggi famosi, eventi della vita popolare, rievocazione di maschere tradizionali italiane come quella di Pulcinella e fatti avvenuti durante l'anno.
I prodotti tipici di Capua sono quelli tradizionali campani con alcune particolari eccellenze, come il carciofo detto "Capuanella" (ogni anno, a giugno, si tiene la relativa sagra). Ma è forse la produzione casearia ad essere la più importante di tutta la zona, e Capua fa parte insieme alla vicina Caserta della zona più importante d'Italia per la produzione della mozzarella di bufala. Tra gli altri prodotti, anche il caprino capuano, l'olio extravergine d'oliva, i taralli, e vale la pena anche di una piccola deviazione vicino a Sessa Aurunca per provare il Caso Peruto, magari in occasione della festa delle Coccetelle a Cascano, nel mese di marzo.
Una delle personalità più note che hanno legato il proprio nome a Capua è quella di Ettore Fieramosca, e non mancano infatti in città i monumenti dedicati a lui e alla sua famiglia, come la lapide della tomba del padre Rainaldo, barone di Rocca d'Evandro. Il condottiero italiano passò alla storia per la Disfida di Barletta, l'epico scontro tra tredici cavalieri italiani e tredici cavalieri francesi guidati da Guy de la Motte, conclusasi con la vittoria dei primi. Ancora oggi, durante il mese di luglio, per ricordare quell'epica sfida a Capua si tiene un corteo storico-medievale che rievoca, oltre alla Disfida di Barletta, anche la rievocazione del Sacco di Capua per opera di Cesare Borgia.




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