Castelrotto: la guida completa e aggiornata
Guida Castelrotto, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Castelrotto (anche nota come "Kastelruth" in tedesco e come "Ciastel" in antico ladino) è un comune che appartiene alla provincia autonoma di Bolzano in Trentino Alto Adige e che conta circa 6.700 abitanti distribuiti all'interno di una superficie di 117,9 chilometri quadrati. Sorge ad un'altitudine di ben 1060 metri al di sopra del livello del mare, più precisamente alle pendici dell'Alpe di Siusi, ed una parte del suo territorio comunale si trova all'interno del parco naturale dello Sciliar.
Come è facile intuire, a Castelrotto si riscontra un clima tendenzialmente freddo e temperato, caratterizzato da piovosità significativa anche durante le stagioni di solito più secche: il mese più freddo dell'anno è gennaio, durante il quale si registra una media di -3.4 °C, mentre il più caldo è luglio, durante il quale la media sale fino a 16. 6°C.
Il nome di "Castelruptum" appare per la prima volta in un documento del vescovo Albuino di Bressanone databile tra gli anni 982 e 987 dopo Cristo, ma sappiamo che l'area era occupata già da tempo (nonostante non siano arrivate informazioni dettagliate né sul suo nome precedente né sui suoi abitanti), così come sappiamo che successivamente si sarebbe diffusa anche la dicitura "Castilrut" (in entrambi i casi il significato è, come è facile intuire, "Castello Diroccato").
A troneggiare su tutta l'area era l'antica rocca di Castelvecchio, di cui oggi però rimangono soltanto una torre quadrata ed alcune tracce di mura. Tra il XIII ed il XV secolo la zona di Castelrotto passa per le mani di diverse famiglie nobiliari provenienti da diverse aree europee: uno dei signori più celebri fu ad esempio l'ungherese Micheal Kraus, che avrebbe compiuto diverse opere caritatevoli estese ai poveri di Castelrotto e si sarebbe addirittura accertato che tale abitudine venisse portata avanti anche dopo la propria morte: di lì l'usanza di donare una pagnotta di pane ed un sacchetto di sale ad ogni indigente sarebbe stata portata avanti per secoli, ogni mese di ottobre.
L'antico castello di cui sopra sarebbe stato demolito proprio dal nipote di Micheal Kraus, Jakob, che sarebbe stato nobilitato dall'imperatore Rodolfo II d'Asburgo il 2 giugno 1607: al suo posto venne costruita la Cappella di Sant'Antonio ad uso per il villaggio ed un parco naturale corredato da sette cappelle e tre grandi crocifissi riprendenti alcune tappe della via crucis.
Nel 1847 la famiglia Kraus si estinse, mentre nel 1924 Castelrotto avrebbe perso il proprio tribunale distrettuale (sarebbe stato trasferito nella vicina Chiusa). Oggi la città include tre frazioni che si trovano sul versante sinistro della Val Gardena: Bulla (in tedesco "Pufels"), Roncadizza (in tedesco "Runggaditsch") ed Oltretorrente ("Überwasser"), che però fa anche parte del complesso urbanistico della parrocchia di Ortisei.
Sin dai tempi più antichi l'attività prevalente di Castelrotto è l'allevamento del bestiame, soprattutto grazie alla presenza di vasti pascoli alpini circostanti: si pensi che durante il XVII secolo la vendita dei capi di bestiame di questo piccolo comune superava di ben quattro volte quella tenuta nella vicina, e ben più grande, Bolzano.
Oggi Castelrotto è una città prevalentemente abitata da cittadini di madrelingua tedesca (circa l'81% dei locali): esiste una percentuali piuttosto significativa di persone che parlano ladino (circa il 15%), mentre la presenza di madrelingua italiani non raggiunge il 4% del totale. Non a caso la città ha legato la propria storia a quella di eccellenze prevalentemente straniere: dal poeta medievale Oswald von Wolkensetin al pittore Johann Burgauner. Sono di madrelingua tedesca anche gli italiani Oswald Sattler, cantante e musicista dedito alla musica folk tradizionale, e Peter Fill, sciatore vincitore di due medaglie iridate e di una Coppa del Mondo di discesa libera.









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