Cosenza: la guida completa e aggiornata
Guida Cosenza, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Cosenza è capoluogo di provincia della Calabria. Sorge sui sette colli nella valle del fiume Crati, alla confluenza di quest'ultimo con il Busento. Tale confluenza consente di distinguere l'area dell'insediamento primigenio, posta in alto fino al colle Pancrazio, e la città moderna sviluppatasi lungo la riva sinistra del Crati. Il nucleo storico, meglio conosciuto come Cosenza vecchia, rispecchia la conformazione degli antichi insediamenti collinari, dominata da vicoli stretti e tortuosi lungo i quali si ergono edifici minuti e palazzi signorili. L'intera area d'insediamento è protetta ad ovest dalla Catena Costiera meridionale lungo la quale svetta Monte Cocuzzo che separa la città dal Mar Tirreno, e ad est dalla Sila, l'altipiano boscoso in cui vive ancora il lupo, animale totemico della città stessa e simbolo della locale squadra di calcio.
Le origini della città risalgono al IV secolo a.C., quando il popolo bruzio fondò Cosentia (o Consentia) nella Valle del Crati, ritenuta strategica per il controllo dell'area. Il toponimo ricorderebbe il "consenso" che le altre città bruzie espressero nel riconoscerle un ruolo egemonico. La città si sviluppò rapidamente e giunse ad esercitare il proprio controllo anche sulla Lucania e su quasi tutte le città della Magna Grecia calabra, che caddero una dopo l'altra sotto i continui attacchi dei Bruzi.Quando il territorio venne sottomesso dai romani, Cosentia divenne un'importante statio lungo la Via Capua-Rhegium e sotto l'impero di Augusto assunse le caratteristiche di città commerciale che mantenne sino all'età tardo-imperiale. Nel VIII e IX secolo la città fu prima dominio longobardo e poi bizantino, quando assunse il nome di Constantia. Contesa violentemente da saraceni e longobardi, la città fu quasi distrutta e riedificata nel 988. Nel periodo aragonese la città divenne capoluogo della Calabria Citeriore, che comprendeva grosso modo l'attuale provincia cosentina. In questo periodo nacque l'Accademia Cosentina che, soprattutto sotto la guida di Bernardino Telesio, divenne una delle principali istituzioni culturali dell'Italia Meridionale. Il XVI secolo vide un impressionante fioritura umanistica e segnò per Cosenza una rinascita intellettuale: in quegli anni la città ottenne l'appellativo di "Atene della Calabria".Con la Restaurazione non mancarono le iniziative liberali e patriottiche che culminarono con la famosa rivolta del 15 marzo 1844. Ad essa si ispirarono i Fratelli Bandiera che, a capo di un gruppo di repubblicani veneziani, cercarono di aiutare i "fratelli calabresi" ad emanciparsi dal giogo borbonico.Interessata in epoca fascista da un ampio processo di riqualificazione ed espansione urbana, la città patì i ripetuti bombardamenti della seconda guerra mondiale. Negli anni successivi Cosenza ha visto un repentino calo della popolazione, a vantaggio dei comuni della cintura urbana. Ancora tutt’oggi il fenomeno non si arresta.
Per effetto dell’eccessivo consumo di suolo che ha caratterizzato Cosenza a partire dagli anni cinquanta, il settore primario riveste oggi un ruolo secondario nel sistema economico cittadino. Nell'area sud delle frazioni collinari di Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito permane la viticoltura, che consente la produzione del vino Donnici DOC nelle tipologie rosso, rosso riserva, bianco, rosato e novello. Dal 2011 l'intero territorio della provincia rientra nell'area dei vini DOP "Terre di Cosenza". Altri prodotti agricoli con riconoscimento DOP sono i fichi di Cosenza, ossia i frutti essiccati di fico domestico e l'olio d'oliva Bruzio.
Il sistema industriale cosentino è costituito prevalentemente da piccole e medie imprese operanti nell'agroalimentare, nel manifatturiero e nei servizi tecnologici. Nell'area urbana di Cosenza la principale attività del settore secondario è tuttora l'industria edilizia, che ha beneficiato delle ricadute derivanti dai piani urbanistici generali orientati a incidere profondamente sull'immagine urbana della città e dei centri vicini. Al 2011 risale l'inaugurazione della Torre Skyline, alta 77 metri e pertanto tra i più alti edifici del Mezzogiorno.
Una cospicua frazione della forza lavoro di Cosenza è impiegata nel settore terziario pubblico e privato. Sotto il profilo commerciale, la città costituisce un punto di riferimento per l'intera Calabria settentrionale, favorita dalla buona dotazione di infrastrutture di trasporto. Un altro volano dell'economia cosentina è l'università, in grado di generare una cospicua domanda di servizi per gli studenti nonché un elevato fabbisogno di terziario avanzato. In particolare, il distretto tecnologico cosentino, costituito da 900 piccole imprese specializzate nell'ITC, rende la provincia di Cosenza la quinta in Italia tra i sistemi locali del lavoro specializzati nel settore informatico.Il riconoscimento regionale di Cosenza come "città d'arte", arrivato nel 2008, denota le potenzialità turistiche della città, che tuttavia sono in gran parte inespresse. Un'indagine demoscopica promossa recentemente dalla Regione Calabria ha rivelato tuttavia che Cosenza è la terza località turistica prescelta nella regione, dopo Tropea e Reggio Calabria.
Tanti gli eventi che si svolgono a Cosenza, tra i più importanti, la "Fiera di San Giuseppe", a marzo, istituita da Federico II di Svevia nel 1234, la fiera si tiene oggi per una decina di giorni quando centinaia di espositori si dispongono nelle principali strade nei pressi del centro storico e nei lungofiumi. La Fiera Campionaria Nazionale, a maggio presso il quartiere fieristico noto come Cupole Geodetiche. E ancora la Moda Movie, sempre nel mese di maggio, un evento per celebrare la relazione tra il mondo della moda e quello delle arti, su un tema diverso di anno in anno. La Festa delle Invasioni che si svolge a luglio nel centro storico, presso Villa Vecchia. Da non dimenticare la Sagra del Vino D.O.C organizzata nel mese di ottobre per la promozione del vino Donnici D.O.C. La Calabria film festival, anch'essa ad ottobre. Il Lungo Fiume Boulevard, dal mese di giugno a settembre, organizzato presso il parco fluviale alle pendici del centro storico con diverse postazioni dedicate allo spettacolo.
La cucina cosentina è caratterizzata da sapori forti e genuini tipici della tradizione contadina calabrese che sfrutta a pieno tutti i prodotti della terra e legata nel genere alla tradizione culinaria silana. Specialità gastronomica cosentina per eccellenza sono i cuddrurieddri, ciambelle fritte salate preparate per la ricorrenza dell'Immacolata, che vanno gustati preferibilmente caldi e accompagnati da salumi locali come il capicollo e il prosciutto crudo, formaggi nostrani e naturalmente con un buon bicchiere di vino rosso locale. Tra i primi piatti primeggiano la pasta e patate ara tijeddra (pasta e patate al forno) la cui caratteristica è quella di venir cotta a crudo con tutti gli ingredienti, penne a candela, patate, sugo, parmigiano grattugiato, aglio, origano e sale; lagane e ciciari ara cusentina (tagliatelle larghe) preparate con un impasto di sola acqua e farina di semola, condite con soffritto di aglio, olio e peperoncino e l’aggiunta di ceci. Altrettanto gustosi i secondi piatti tra i quali i vruacculi rapa e sazizza (broccoli di rapa) fritti con olio di oliva, sale e peperoncino insieme alla salsiccia cosentina, le costolette d'agnello alla cosentina, preparate con olio, cipolla, pomodori, peperoni e le olive verdi e le mazzacorde alla cosentina preparate con interiora di agnello (trippa, polmone, cuore, milza, budelline, rete) e condite con aglio, peperoncino rosso piccante, pomodori pelati, basilico, origano, olio extravergine di oliva e sale.
I dolci cosentini per antonomasia sono i turdiddri e le scaliddre. I primi consistono in una specie di gnocco fritto dolce a base di farina, anice e olio, e solitamente ricoperto di miele o di miele di fichi. I secondi sono dei dolci fritti dove la pasta viene arrotolata a forma di piccola scala grazie ad un apposito bastoncino di legno e poi ricoperta con il "gileppo", glassa di zucchero.
L'Accademia Cosentina, tuttora esistente, è tra le più antiche d'Europa. Fu fondata nel 1511 col nome di Accademia Parrasiana da Aulo Giano Parrasio, e si dedica principalmente agli studi filosofici e letterari. Dopo la morte di Parrasio (1534), Bernardino Telesio ne prende le redini, la riorganizza e la ribattezza come Accademia Telesiana. Alcuni anni prima della morte di Telesio nel 1588, l'Accademia Telesiana passa sotto il controllo di Sertorio Quattromani, che le dà il nome di Accademia Cosentina rimasto invariato fino ai giorni nostri.
Nel 2008 la Regione Calabria ha attribuito a Cosenza la qualifica di città d'arte. Dalla bellezza del centro storico con le sue architetture civili antiche e moderne, a quelle militari col Castello normanno-svevo fino a quelle religiose costellate di chiese antichissime e conventi meravigliosi che hanno come massima espressione il Duomo. La più grande area archeologica cittadina per estensione è invece rappresentata dai ruderi archeologici di Piazzetta Antonio Toscano, nel centro storico alle spalle del Duomo, venuti alla luce dopo i bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale.Sulla base di un programma che parte dalla città nuova e arriva alla città antica che mira a connotare il capoluogo bruzio come città opera d'arte e fabbrica creativa, è stato inaugurato il progetto box art con l'inaugurazione di 27 spazi espositivi/studio creativi dislocati sul Lungofiume Boulevard nel centro storico. Artisti provenienti da tutta Italia e anche di spessore internazionale si isolano nello spazio del box ispirandosi al contesto territoriale, altri ancora operano direttamente con la città interagendo liberamente con i cittadini, con l'obiettivo di riscoprire l'identità di Cosenza che viene restituita sotto forma di opere d'arte.












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