Lattarico: la guida completa e aggiornata
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Cosenza è il capoluogo dell'omonima provincia in Calabria. Il nucleo storico, conosciuto come Cosenza vecchia, riflette la conformazione degli antichi insediamenti collinari, caratterizzata da vicoli stretti e tortuosi lungo i quali si alternano casette e palazzi signorili.
Il perimetro urbano è protetto ad ovest dalla Catena Costiera meridionale lungo la quale si erge Monte Cocuzzo che separa la cittadina dal Mar Tirreno, e ad est dalla Sila, l'altipiano boscoso in cui vive ancora il lupo, animale simbolo della città stessa. Il primo nome della città era Cosentia (o Consentia), nome dato alla sua capitale dai Bruzi nel 356 avanti Cristo che appunto la fondarono.
Il termine Cosentia deriva dal "consenso" espresso dalle altre città dei Bruzi e Lucani come riconoscimento di ruolo egemone sul territorio. Piano piano la città si sviluppò rapidamente e giunse ad esercitare la propria influenza anche sulla Lucania e su quasi la totalità delle città della Magna Grecia calabra, che furono conquistate una dopo l'altra dai Bruzi.
Quando Cosentia fu occupata dalle legioni romane diventò un'importante statio lungo la Via Capua-Rhegium e durante l’era di Augusto assunse il ruolo importante di città commerciale che detenne sino alla caduta dell’impero. Nel VIII e IX secolo la città fu prima dominio longobardo e poi bizantino, quando assunse il nome di Constantia. Contesa violentemente da saraceni e longobardi, la città fu quasi distrutta e riedificata nel 988 dopo Cristo.
Durante il periodo aragonese la città diventò sempre più importante sino a diventare capoluogo della Calabria Citeriore, una zona che ridisegnava l'attuale provincia cosentina. In questo periodo nacque l'Accademia Cosentina che divenne una delle istituzioni culturali cardini dell'Italia Meridionale. Ciò diede un gran impulso alla fioritura umanistica e assegnò a Cosenza l'appellativo di "Atene della Calabria".
Dopo duecento anni di dominazione spagnola fanno seguito gli austriaci e poi i Borboni. Durante invece l'occupazione francese la città fu messa sotto assedio per un interno anno tuttavia, con la definitiva sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna, la città fu restituita alla casata borbonica. Durante la Seconda guerra mondiale Cosenza fu bombardata massicciamente dagli Alleati. Nel solo 1943 le incursioni causarono centinaia di vittime, facendo precipitare la situazione socio-economica della città.
La fine della guerra non migliorò le condizioni della popolazione, e basti pensare che cinque anni dopo le famiglie senza fissa dimora erano ancora quasi duemila. Dopo un eccessivo sfruttamento del suolo nel secolo scorso, il settore primario riveste oggi un ruolo secondario. Ciò nonostante i prodotti del cosentino primeggiano ancora nel panorama agricolo nazionale: dal 2011 l'intera provincia appartiene all'area dei vini DOP "Terre di Cosenza".
Nelle località di Borgo Partenope, Donnici e Sant'Ippolito la viticoltura permette la produzione del vino Donnici DOC nelle tipologie rosso, rosso riserva, bianco, rosato e novello. Altri prodotti agricoli con riconoscimento DOP sono i celebri fichi di Cosenza, ossia fichi essiccati e l'olio d'oliva Bruzio.
Il tessuto industriale è formato prevalentemente da piccole e medie imprese del settore agroalimentare, manifatturiero, tecnologico ed edilizio. Quest’ultimo in particolare ha beneficiato delle ricadute derivanti dalla riqualificazione urbanistica della città e dei centri vicini. Il distretto tecnologico, costituito centinaia di piccole imprese, fa inoltre della provincia di Cosenza la quinta in Italia specializzata nel settore information technology.
Tra gli eventi più importanti di Cosenza troviamo la Fiera di San Giuseppe, che si svolge ogni marzo, è una manifestazione molto sentita poiché fu istituita da Federico II di Svevia nel lontano 1234: essa presenta centinaia di espositori nelle principali strade del centro storico e nei lungofiumi. Moda Movie (maggio) è un altro grande evento che coniuga il mondo della moda e quello delle arti su un tema differente di anno in anno. La Fiera Campionaria Nazionale (maggio) ha luogo invece presso il quartiere fieristico noto come Cupole Geodetiche. Sempre più rilievo invece ha la Sagra del Vino DOC (ottobre) per la promozione del vino Donnici DOC.
La cucina cosentina è semplice ma molto saporita e sfrutta a pieno tutti i prodotti della terra silana. Specialità gastronomica per eccellenza sono i cuddrurieddri (ciambelle fritte salate preparate per l'Immacolata e le festività natalizie) che vanno mangiati preferibilmente caldi e servite insieme ai salumi (capicollo e prosciutto crudo) o formaggi locali.
Tra i primi piatti ricordiamo la pasta e patate ara tijeddra (pasta e patate al forno cucinate a crudo con tutti gli ingredienti) e lagane e ciciari ara cusentina (tagliatelle larghe di acqua e farina di semola, condite con soffritto di aglio, olio, peperoncino e ceci). Tra i secondi piatti primeggiano i vruacculi rapa e sazizza (broccoli di rapa fritti con olio di oliva, sale e peperoncino con l’aggiunta di salsiccia cosentina).
I dolci più gustosi sono i turdiddri, una specie di gnocco fritto a base di farina, anice e olio, e solitamente ricoperto di miele o di miele di fichi e gli scaliddre, dove la pasta viene arrotolata a mo' di scala, fritta e poi ricoperta glassa di zucchero.
L'Accademia Cosentina, tuttora esistente, fu fondata nel 1511 col nome di Accademia Parrasiana da Aulo Giano Parrasio, e oggigiorno si dedica principalmente a studi filosofici e letterari. Dopo la morte di Parrasio, ne assunse la direzione Bernardino Telesio il quale la riorganizzò e la ribattezzò ‘Accademia Telesiana’. Alcuni anni prima della morte di Telesio nel 1588, l'Accademia Telesiana passò nelle mani di Sertorio Quattromani, che la rinominò ‘Accademia Cosentina’, nome rimasto ormai fino ai giorni nostri.
Nel 2008 la Regione Calabria ha attribuito a Cosenza la qualifica di Città d'arte per via della bellezza del centro storico con le sue architetture civili antiche e moderne, a quelle militari col castello normanno-svevo fino a quelle religiose costellate di chiese antichissime e conventi meravigliosi che hanno come massima espressione il Duomo. Un'indagine demoscopica effettuata recentemente dalla Regione Calabria ha dimostrato infatti che Cosenza è la terza località turistica più visitata nella regione, dopo Tropea e Reggio Calabria.


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