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Montagnareale: la guida completa e aggiornata
Guida Montagnareale, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
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Situato tra le pieghe di una collina, non visibile dal mare perché costruito
anticamente in modo da non essere avvistato dai pirati, il paese è posto
a circa 300 metri di altitudine.
Per raggiungerlo si imbocca il bivio posto sulla statale 113, subito dopo l'abitato di Patti, e si prosegue lungo la strada panoramica che, passando per Montagnareale, siinerpica fino a Sorrentini e discende poi a Gioisa Marea. Il primo nucleo urbano di Montagnareale sembra risalire al XIV secolo.
Era un casale di Patti, il più grosso e il più importante. Forniva, infatti, prodotti che venivano esportati anche all'estero. Aveva un'attività zootecnica costituita soprattutto da ovini e suini. Esisteva, inoltre, una coltivazione intensa di castagne e fichi e una fiorente industria della seta e del lino.
Il 28 marzo 1633 gli abitanti di Montagnareale decisero di sottrarsi al dominio pattese cui erano sottoposti e quindi al peso delle gabelle, con l'aiuto di don Ascanio Ansalone un nobile messinese, pagando un riscatto di 4.000 ducati. Nel 1638 Montagnareale otteneva l'emancipazione e assumeva il nome di Montagna Regia o Reale ad indicare la sua liberazione dal dominio pattese e la diretta dipenden-za dal regio demanio.
Il borgo fu aqcuistato nel 1642 da Giovanni Ambrosio Scrivano, genovese, che lo cedette poi ad Ascanio Ansalone, il quale ne prese possesso col titolo di duca. Montagnareale sotto gli Ansalone e poi sotto i Vianisi si sviluppo' economicamente e demograficamente. Dal 1700 iniziò, invece, la lenta decadenza del paese. Oggi è un comune divorato dall'emigrazione, ridotto a 1918 abitanti, quasi la metà di 20 anni fa.
L'economia attuale si basa quasi esclusivamente sull'agricoltura (olive e agrumi). Vi sono inoltre boschi di castagni, di querce e di noccioleti associati a colture cerealicole. Le poche attività artigianali esistenti operano nei settori del legno e del ferro.
Poco sfruttato è il turismo anche se la posizione collinare con la splendida vista del mare, del golfo di Patti e delle isole Eolie ed il richiamo della caratteristica processione dei "flagellati" in agosto e della sagra della castagna in ottobre rappresentano già dei presupposti importanti per un suo possibile rilancio economico.
Per raggiungerlo si imbocca il bivio posto sulla statale 113, subito dopo l'abitato di Patti, e si prosegue lungo la strada panoramica che, passando per Montagnareale, siinerpica fino a Sorrentini e discende poi a Gioisa Marea. Il primo nucleo urbano di Montagnareale sembra risalire al XIV secolo.
Era un casale di Patti, il più grosso e il più importante. Forniva, infatti, prodotti che venivano esportati anche all'estero. Aveva un'attività zootecnica costituita soprattutto da ovini e suini. Esisteva, inoltre, una coltivazione intensa di castagne e fichi e una fiorente industria della seta e del lino.
Il 28 marzo 1633 gli abitanti di Montagnareale decisero di sottrarsi al dominio pattese cui erano sottoposti e quindi al peso delle gabelle, con l'aiuto di don Ascanio Ansalone un nobile messinese, pagando un riscatto di 4.000 ducati. Nel 1638 Montagnareale otteneva l'emancipazione e assumeva il nome di Montagna Regia o Reale ad indicare la sua liberazione dal dominio pattese e la diretta dipenden-za dal regio demanio.
Il borgo fu aqcuistato nel 1642 da Giovanni Ambrosio Scrivano, genovese, che lo cedette poi ad Ascanio Ansalone, il quale ne prese possesso col titolo di duca. Montagnareale sotto gli Ansalone e poi sotto i Vianisi si sviluppo' economicamente e demograficamente. Dal 1700 iniziò, invece, la lenta decadenza del paese. Oggi è un comune divorato dall'emigrazione, ridotto a 1918 abitanti, quasi la metà di 20 anni fa.
L'economia attuale si basa quasi esclusivamente sull'agricoltura (olive e agrumi). Vi sono inoltre boschi di castagni, di querce e di noccioleti associati a colture cerealicole. Le poche attività artigianali esistenti operano nei settori del legno e del ferro.
Poco sfruttato è il turismo anche se la posizione collinare con la splendida vista del mare, del golfo di Patti e delle isole Eolie ed il richiamo della caratteristica processione dei "flagellati" in agosto e della sagra della castagna in ottobre rappresentano già dei presupposti importanti per un suo possibile rilancio economico.
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