Norcia: la guida completa e aggiornata
Guida Norcia, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Norcia, la città italiana che ha dato i natali a San Benedetto, patrono d'Europa. In provincia di Perugia, Norcia si trova all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e sta a circa 600 metri di altitudine.
L’identità geologica di Norcia appare nel suo paesaggio con l’altopiano di Santa Scolastica (sorella gemella di San Benedetto), in tempi antichissimi preumani un lago che è evoluto nell’attuale status a causa di tanti movimenti tellurici, poiché qui la "vivacità" sismica è assai elevata, visto che tale zona appenninica è continuamente in movimento.
Come succede per altri luoghi, la presenza di terremoti ha tuttavia "scolpito" ambienti suggestivi, testimoniati dalle colline a ridosso della Valnerina, stretta e sinuosa valle originata dal fiume Nera e dalla catena dei Monti Sibillini. Un aspetto variegato dovuto anche alla ricchezza di fenomeni carsici e dunque al lavorio sulle rocce calcaree dell’acqua che come uno scultore tra i più affermati (e in effetti lo è, assieme a tutti gli altri agenti atmosferici) le ha rese "opere" particolarmente affascinanti, personalizzando l’insieme.
In zona, il clima è caldo-temperato, con una discreta piovosità durante tutto l’arco dell’anno, che diventa quasi nulla in luglio e agosto, i mesi più caldi, i quali, tuttavia, grazie all’esistenza di colline, monti e copertura boscosa, non lo sono mai in modo estremo. In inverno, la temperatura può anche andare di molto sotto lo zero e spesso arriva la neve, mentre il ghiaccio fa la sua comparsa in modo generoso, soprattutto nei luoghi a più elevata altitudine.
Sembra che Norcia fu abitata fin dal Neolitico ma testimonianze vere dell’esistenza dell’uomo risalgono al VIII secolo a.C., con una vera e propria stanzialità dal V. Anche se fu fondata dai Sabini, l’origine del suo nome si deve agli Etruschi, visto che deriva da Norsia (da cui Nursia), ovvero la dea etrusca della fortuna. Alcuni ricercatori infatti sostengono che si chiami così per via del suo fondatore, tale Urso. E, tra i suoi personaggi famosi, c’è da ricordare il condottiero Ufente, citato da Virgilio nell’Eneide come uno degli alleati del re dei Rutuli Turno contro l’eroe Enea. Altri tempi, poiché poi Norcia fu alleata di Roma, tanto che viene citata nel 205 a.C. per avere offerto volontari durante la II guerra punica contro i Cartaginesi. L’antica Nursia fu poi municipio romano e capitale della IV regione Sabina attorno al II secolo avanti Cristo.
Nel III secolo dopo Cristo il vescovo di Foligno Feliciano evangelizzò la zona e nel 480 nacquero i gemelli Benedetto e Scolastica che diedero la loro particolare impronta di religiosità. Nel 572 arrivarono i Longobardi, poi i Goti e i Saraceni. Nel 1200 Norcia diventò libero comune. Dal 1300 si costruirono e si formarono tanti monasteri e i luoghi si riempirono di opere d’arte. Dal 1500 il territorio passò sotto i papi, nel 1700 due grossi terremoti distrussero buona parte di quanto costruito dal 1300. Un altro cruento sisma mise in ginocchio la città e i suoi dintorni, nel 1859. Il 18 settembre 1860 Norcia entrò nel Regno d’Italia.
Per quanto riguarda le attività economiche, una voce importante riguarda l’agricoltura e la pastorizia con una buona produzione casearia tra cui le ricotte, la coltivazione del tartufo e delle lenticchie di Castelluccio. Forti anche le lavorazioni di oggetti in oro, della lana, del legno, della ceramica artistica e del ferro battuto, con numerose botteghe che si occupano ora come nei secoli passati del restauro dei mobili antichi. In crescita il turismo, quello naturalistico legato alla scoperta dell’arte e dei sapori tipici.
Tra i numerosi eventi che rendono appetibile Norcia, per chi è alla ricerca di appuntamenti tradizionali e folcloristici, da ricordare proprio all’inizio di ogni anno nuovo, in genere tra il 2 e il 4 gennaio, a ridosso dell’Epifania, il rito della Pasquarella, ovvero una serie di manifestazioni in costume, tra canti e balli tipici, per annunciare l’arrivo di Gesù. Poi c’è la festa di San Benedetto, il patrono, che scatta il 21 marzo, con corteo storico e la disfida a colpi di tiro con la balestra dei rappresentanti delle "guaite", cioè i diversi quartieri della città, nella piazza principale. Ma l’appuntamento inizia già il 20 marzo, con la processione-fiaccolata che si chiama "Pro Europa Una": ogni anno parte da una città europea diversa, proprio per portare a Norcia lo spirito benedettino.
Nell’ultimo fine settimana di febbraio e il primo di marzo si organizza Nero Norcia-Mostra Mercato del Tartufo, legata all'omonima saga.
Molto sentito anche l’appuntamento del Venerdì Santo, con un'imponente processione con oltre 300 figuranti in costume che passano in diversi punti della città, creando una sorta di quadri viventi relativi alle stazioni della Via Crucis.
Verso la metà di giugno si può assistere a un spettacolo straordinario: la fioritura dell'Altopiano di Castelluccio: decine di fiori selvatici sbocciano generosamente, creando una tavolozza naturale che dipinge tutta la vallata.
Da ricordare l’8 settembre, la Festa della Madonna delle Grazie, presso il monastero omonimo appena fuori le mura, con rappresentazioni musicali e teatrali ma soprattutto con la cosiddetta "scampagnata" ovvero una mangiata corale fino a notte inoltrata a base di salsicce e vinella, vino leggero ma non troppo…
Il 9 dicembre, qua e là per Norcia vengono accesi i fuochi de "li Fauni" con cataste di legno di ginestra: si festeggia così l’arrivo a Loreto della casa della Madonna dalla Palestina, poiché i grandi fuochi dovevano servire agli angeli a trovare la giusta posizione, era il 1291. In tempo natalizio, occhio anche al presepe vivente che si organizza a San Pellegrino di Norcia, animali veri, costumi d’epoca, botteghe di antichi mercati. Tutto molto suggestivo.
Norcia è famosa certo per le sue bellezze artistico-paesaggistiche ma richiama subito un altro suo incredibile patrimonio, quello gastronomico, caratterizzato da una cucina genuina e ricca di tipicità, come le lenticchie di Castelluccio, il farro, il tartufo nero (anche in versione estiva), i formaggi di ogni tipo legati all’allevamento ovino, vaccino, caprino, tipo pecorino, caciotta, ricotta. Sono soprattutto i prodotti della salumeria ad avere la meglio: qui sono nate le "norcinerie", cioè la nobile arte, perché proprio di questo si tratta, della lavorazione della carne suina, risalente al 1200. Principe della norcineria è il prosciutto di Norcia IGP, dalla caratteristica forma a pera, sapido non salato, compatto, dal profumo leggermente speziato. Tra gli altri salumi: capocolli, spallette, lonze, pancette e guanciali, ciauscoli, coppe e salsicce, prodotte anche con carne di cinghiale. Diversi tipi di pasta tradizionale, strangozzi, strozzapreti, chitarrine, sono preparati con sughi a base di maiale, tartufo, caciotte.
Qui, nella città nursina, si assiste a un peculiare fenomeno, quello delle cosiddette "marcite", a ridosso della cinta muraria: si tratta di aree rese molto fertili da un sistema di canali inventato dai monaci benedettini grazie al quale si allagano in modo continuativo e controllato le acque che arrivano dai monti. Il risultato? Un suolo con livello costante di umidità, che non si secca in estate né si congela in inverno. Così i terreni possono essere coltivati sempre, in ogni stagione dell’anno.
Natura, cultura, spiritualità, buon mangiare. Norcia si lascia apprezzare per tutte queste qualità, nella sua atmosfera intrisa dalle gesta e dagli insegnamenti del suo cittadino più illustre, San Benedetto. Proprio sulla sua piazza principale, in cui si affacciano i monumenti più antichi, domina la statua del patrono, con attorno i luoghi da non perdere, la Basilica a lui dedicata, il Palazzo Comunale, la residenza del prefetto detta la Castellina, solo per citarne alcuni. E basta allontanarsi di pochi metri per raggiungere certi luoghi di spettacolare bellezza, l’Altopiano di Castelluccio, mirabile anche quando non è punteggiato dai colori dei fiori d’estate, poiché il suo nucleo storico è un borgo decisamente speciale, sferzato dal vento. Si può inoltre arrivare a
Forca Canapine, che in inverno diventa l’unica stazione sciistica dell’Umbria. Per chi ama percorrere i sentieri immersi nella natura aspra e dolce del territorio, sia a piedi sia in bici, tante soluzioni. Ad esempio, la vecchia tratta ferroviaria Norcia-Spoleto: dismessa, si è trasformata in un percorso naturalistico, attraversando uno dei tratti più belli di tutta l’Umbria.















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