Pietrelcina: la guida completa e aggiornata
Guida Pietrelcina, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Comune in provincia di Benevento, Pietrelcina è soprattutto ricordata per essere il luogo di nascita di Padre Pio. Luogo di pellegrinaggio ma anche zona che offre un paesaggio per certi versi ancora selvaggio e da conoscere, aspro e dolce allo stesso tempo.
Siamo nella regione del Sannio e in particolare Pietrelcina, che ha un’altitudine sui 300 metri, è collocata su uno sperone roccioso nei pressi del fiume Tammaro. Gli abitanti sono circa 3mila per cui l’atmosfera che si respira in questo borgo è tranquilla e rilassante, ammantata dalla spiritualità che la figura di Padre Pio trasmette a tutti.
Per quanto riguarda il clima, da ricordare che è rigido d’inverno con la possibilità di ghiaccio e pioggia, e l’estate calda ma non bollente. Il nome Pietrelcina per la prima volta compare in un documento ufficiale nel 1101, al centro delle vicende storiche tra Normanni, Papato e gli ultimi principi longobardi. All’epoca, in località Montevergine, è costruito un Convento dei Padri virginiani sede di pellegrinaggi. Luogo appetibile dal punto di vista agricolo e dell’allevamento, Pietrelcina è sempre stata sotto l’occhio di diversi feudatari. Tra di essi, da ricordare le famiglie Caracciolo, D’Aquino, Carafa. Nei primi decenni del 1500, divenne proprietà del giurista Bartolomeo Camerario, noto anche al suo tempo per pubblicazioni teologiche.
Nel 1861, come tutta la provincia di Benevento, entra a far parte del Regno d’Italia. La gente di qui vive soprattutto di allevamento e agricoltura ma da qualche anno si sta facendo sempre più importante il turismo religioso. Gli eventi sono spesso ‘trainati’ dalla figura di Padre Pio ma non sempre. Il 17 gennaio c’è la grande Sagra di Sant’Antonio Abate. Tra aprile e maggio, la Sagra del carciofo pietrelcinese, con stand gastronomici, vini locali, intrattenimenti musicali e folkloristici. I primi di agosto c’è la Sagra dei cicatielli, la pasta corta e larga di qui, in concomitanza con i festeggiamenti della Santissima Madonna della Libera (celebrata con un'altra festa anche il 3 dicembre) con serate musicali e giochi pirotecnici.
Tra le altre ricorrenze che richiamano parecchia gente, sono da segnalare il 25 e il 26 maggio, anniversari della nascita e battesimo di Padre Pio. Il 26 luglio la Festa di Sant’Anna, che si svolge attorno all’omonima chiesa. Il 14 agosto è l’Anniversario della Prima Messa di Padre Pio. Durante l’estate, tra le manifestazioni chiamate PietrEventi, da ricordare la rassegna internazionale di jazz, che si chiama, appunto, “jazz sotto le stelle”. All’inizio di settembre una tregiorni denominata ‘La Via dei Conventi’, ovvero iniziative e percorsi a piedi attraverso i luoghi spirituali di Padre Pio di cui il 7 settembre si ricorda l’episodio delle stimmate in località Piana Romana.
Padre Pio è anche ampiamente festeggiato il 22-23 settembre, in memoria della morte e della sua canonizzazione. Il 4 ottobre è il momento di festeggiare San Francesco d'Assisi (Padre Pio era infatti un frate francescano). Dal 27 al 29 dicembre c’è il grande Presepe Vivente, nato nel 1987 in occasione del centesimo anniversario della nascita di San Pio e diventato nel corso degli anni un avvenimento molto atteso da paesani e da tanti pellegrini di tutto il mondo: vi partecipano circa 200 personaggi e la famiglia che rappresenta la scena della Natività nelle tre serate, è impersonata da vere famiglie scelte tra quelle che hanno dato alla luce gli ultimi nati maschi.
Come tutta la tipica cucina sannita, anche quella di Pietrelcina è caratterizzata da ricette semplici, cucinate in modo tradizionale con alimenti locali. Da provare certi primi come i fusilli, pasta fatta in casa la cui forma dipende da un ferro usato per lavorare la lana, detto fuso: in genere sono conditi con ragù al pomodoro, arricchito con braciole di carne e pecorino di Vitulano. Ci sono poi i cicatielli, detti anche orecchiette, alle cui ‘classiche’ assomigliano ma si presentano più allungate, proposte con il ragù di carne mista o con i broccoli, come quelli di San Bartolomeo in Galdo. Da non perdere la cosiddetta minestra maritata, cioè verdure miste sposate, maritate, appunto a lardo o al prosciutto di Pietraroja, tipico di questa zona. Frequenti anche la pasta e cavolfiori, la pasta con i ceci (anzi, le lagane, cioè fettuccine larghe), i fagioli con le cotiche.
In periodo di Natale, si può trovare la zuppa di cardone, ovvero di cardo selvatico. Per la carne, qui siamo in zona di allevamenti, sia bovini sia ovini sia suini, per cui via libera a salsicce, cotolette, arrosti misti preferibilmente alla brace. Frequenti anche i cosiddetti annugliatielli, tipici di tutto il Sannio, ovvero le interiora di agnello, condite con aromi e spezie varie. Il tutto assieme ai famosi carciofi di qui, dorati e fritti, o ai peperoni in versione fritta o imbottita, ai pomodori e alle verdure che si trovano fresche dall’orto. Un occhio anche ai formaggi, soprattutto caciocavalli stagionati o freschi. Ottimi i vini DOC della zona: il rosso Aglianico del Taburno, il bianco Falanghina del Sannio.
Il nome Pietrelcina dovrebbe derivare da pietra circondata dalle radici dell’elce, cioè della quercia. E qui nacque il 25 maggio 1887 Francesco Forgione che diventerà frate come Padre Pio e poi nel 2002 San Pio da Pietrelcina. La sua casa era proprio nel centro storico, in zona castello, i suoi genitori si chiamavano Grazio e Maria Giuseppa De Nunzio. Fin da piccolo il futuro frate fa il contadino a Piana Romana, maturando la sua vocazione. Nel 1903 entra nel convento di Morcone, nel 1907 pronuncia i voti nel convento di Sant'Elia a Pianisi. È ordinato sacerdote nel Duomo di Benevento il 10 agosto 1910 e celebra la sua prima messa il 14 agosto dello stesso anno proprio a Pietrelcina dove rimane qualche anno a causa di una salute molto cagionevole. Tra il 1910 e il 1911, mentre prega a Piana Romana, riceve le prime stimmate.
Nel 1916 ritorna al convento di Foggia nel febbraio e il 4 settembre dello stesso anno è trasferito al Convento di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Rotondo. Il 5 agosto del 1918 nel confessionale Padre Pio riceve la grazia della cosiddetta trasverberazione, anche detta assalto del Serafino, cioè vede un personaggio celeste che lo trafigge con una lama affilata: la sua anima rimane ferita dalla fede. Per tutta la vita sarà sottoposto a grandi sofferenze nella sua lotta contro il maligno, come lo chiamava lui, non arretrando mai nella sua fede. Il 20 settembre del 1918 riceve altre stimmate, che gli procureranno sempre enormi dolori. Questo evento richiama a San Giovanni Rotondo fedeli e curiosi. Nel 1922 il Santo Uffizio, convinto che il futuro santo sia un millantatore, limita i suoi ministeri sacerdotali, impedendogli di celebrare messa, questo fino al 1933. L’anno successivo riprende anche a confessare e matura l’idea di realizzare, grazie alle offerte dei fedeli, un innovativo ospedale vicino al convento. Il 16 maggio 1947 viene posata la prima pietra della ‘Casa sollievo della sofferenza’, inaugurata il 5 maggio 1956. Il 22 settembre 1968, alle cinque del mattino, Padre Pio celebra per l'ultima volta la messa, nella notte successiva, attorno alle 2,30, muore.






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