Salice Terme: la guida completa e aggiornata
Guida Salice Terme, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Salice Terme è la principale tra le frazioni di Godiasco Salice Terme, e si trova tra il resto del paese e Rivanazzano Terme, al confine tra quattro diverse regioni: Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna. Notevole il contesto paesaggistico, con il parco secolare delle terme di Salice, con tigli, querce, platani, aceri (qui c’è anche la quercia preferita dalla poetessa Ada Negri) e altre diverse essenze. Il clima di Salice Terme è piuttosto secco e temperato grazie all’azione del torrente Staffora.
La zona di Godiasco Salice Terme era abitata già in tempi antichi, ma entra nella storia quando Federico I lo infeuda a Obizzo Malaspina nel 1164. È proprio il marchesato dei Malaspina che influenza da vicino la storia di Godiasco Salice Terme, con i suoi vari rami. Godiasco apparteneva al ramo dello Spino Fiorito, è uno dei più fiorenti della casata, e a sua volta si divise in altre cinque parti, cioè Oramala, Piumesana, Casalasco, Cella e Valverde. Il marchesato venne in seguito sottomesso al Ducato di Milano, diventando una delle giurisdizioni più importanti dell’Oltrepò pavese.
Oggi Godiasco vanta una lunga serie di frazioni, come Alta Collina, Casa Bedaglia, Casa Belloni, Cascina Morosini, Gomo, Montegarzano, Piumesana, Sala Superiore, Salice Terme, San Bartolomeo, San Desiderio, San Giovanni, Verone, Montalfeo, ma Salice Terme è di gran lunga la più popolata e la più importante per la presenza delle sue acque termali.
Furono per primi i romani a scoprire le acque di Salice Terme, come testimoniano anche i reperti rinvenuti nei pressi della Fonte Sales che risale al quarto secolo dopo Cristo ed è ancora oggi in attività. Salice Terme fa parte del territorio omogeneo delle cosiddette Quattro Province, che comprende Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza, come si può anche apprezzare dal repertorio di musiche e balli molto antichi. Lo strumento più importante per la musica locale è il piffero, insieme alla fisarmonica e alla vecchia “musa”, la cornamusa appenninica.
L’Oltrepò pavese, nel cui cuore è calato Salice Terme, è una zona che vanta un ricchissimo patrimonio enogastronomico. Uno dei più celebri è il salame di Varzi, uno degli insaccati più pregiati della Lombardia, ma i derivati del maiale qui sono tantissimi, in particolare cotechino, cacciatorino, lardo, coppa e pancetta. La zona è anche molto ricca di tartufi, ricercati da secoli: qui si trovano infatti tutte le nove specie per il consumo, per una zona tartufigena che non ha rivali in Lombardia e può rivaleggiare con quella di Alba in Piemonte.
Tra i formaggi, da provare assolutamente il Nisso e la Molana del Brallo, più gli ottimi caprini che arrivano dagli allevamenti del territorio. Un ottimo pane è il miccone, mentre tra le verdure e la frutta sugli scudi stanno il Peperone di Voghera, carnoso e di colore giallo, la Zucca Berretina di Lungavilla, i prodotti degli splendidi frutteti della Valle Staffora, in particolare mele, pere e pesche. Una vera eccellenza del territorio è poi la mostarda di Voghera, ricetta che ha un’antica provenienza ligure (il preparato veniva infatti utilizzato per conservare a lungo la frutta sulle navi). Tra le specialità dolci, infine, da citare le ciambelle di Staghiglione, la torta di mandorle tipica di Varzi e la Torta di San Contardo.
Ma l’Oltrepò è famoso soprattutto per i suoi celebri vini: la DOC Oltrepò Pavese prevede infatti ben 36 tipologie diverse, come il rosso, il rosato, il bianco, il Barbera, il Riesling, il Cortese, il Moscato, la Malvasia, il Pinot Nero (vinificato in bianco e in rosato), lo Chardonnay, il Sauvignon e il Cabernet Sauvignon, più le DOC a sé della Bonarda, del Buttafuoco, del Pinot Grigio, del Pinot Nero vinificato in rosso e il Sangue di Giuda. È presente anche la DOC Casteggio.


Voto complessivo 10