San Vito al Tagliamento: la guida completa e aggiornata
Guida San Vito al Tagliamento, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
La città di San Vito al Tagliamento si trova nella pianura veneto-friulana, vicino al Tagliamento, ai confini con la provincia di Udine. La zona è sempre stata molto fertile, con aree umide e fitte boscaglie, a parte la zona del greto del Tagliamento, nei tempi antichi più arida delle altre. Il suo clima è tipicamente temperato, umido e con estati calde. Le frazioni di San Vito al Tagliamento sono Braida, Carbona, Gleris, Ligugnana, Prodolone, Rosa, Savorgnano.
Per la sua fertilità e la ricchezza naturale, l’area di San Vito al Tagliamento è stata colonizzata molto tempo fa per la prima volta, con insediamenti preistorici che risalgono al mesolitico e al neolitico. È stata trovata negli anni Settanta del ventesimo secolo anche un’antica necropoli con tanto di urne cinerarie. L’area di San Vito venne poi conquistata dai Romani (su un preesistente substrato celtico-venetico) e poi dai Longobardi, che arrivarono in Friuli nel 568 dopo Cristo. Il centro attuale risale con tutta probabilità a una donazione di Ottone II al patriarca Rodoaldo. San Vito prende il suo nome dal santo che veniva invocato nell’attraversamento dei guadi, anche se secondo altri l’etimologia deriva da Vic, divenuto poi S. Vit (da “vicus”, villaggio).
Dal XII secolo la storia di San Vito al Tagliamento si lega da vicino con quella del Patriarcato di Aquileia; proprio i Patriarchi, detentori sia del potere spirituale che di quello temporale, rafforzarono il preesistente castello. Dalla fine del XIII secolo San Vito andò incontro a un periodo di forte espansione e di immigrazione da parte di toscani e di lombardi, che seguirono il nuovo patriarca, Raimondo della Torre di Como. La Patria del Friuli venne poi conquistata da Venezia nel 1420, durante la sua espansione verso la terraferma nell’entroterra della Serenissima. Al periodo veneziano risalgono i monumenti che più da vicino mostrano l’influenza dell’arte rinascimentale, come il campanile, la loggia comunale, la chiesa di San Lorenzo, la chiesa dei Battuti; gli artisti in maggior voga in questo periodo erano l’Amalteo e il Bellunello. Nei secoli successivi, anche dopo la caduta di Venezia ad opera di Napoleone, San Vito al Tagliamento rimase un grosso centro agricolo, che fu però molto colpito durante la prima guerra mondiale, quando buona parte dei ricchi e dei nobili si ritirò oltre il Piave, lasciando nella zona solo i contadini.
L’economia di San Vito al Tagliamento si basa sull’agricoltura, in particolar modo cereali, uva da vino, ortaggi, frutta, foraggi, nonché sull’allevamento bovino e suino. Per quanto riguarda il settore industriale, gli ambiti più sviluppati sono quello alimentare, il tessile, il cartario, nonché la fabbricazione di impianti idrosanitari. Oggi è sempre più sviluppato il turismo escursionistico. Tra gli eventi e le manifestazioni più importanti a San Vito al Tagliamento, la rassegna d’arte contemporanea "Palinsesti”, che ha accolto opere di artisti internazionali come Carl Andre, Tony Cragg, Luciano Fabro, Deborah Ligorio, Semiconductor, son:DA, Emanuele Becheri.
Per lo sport è di grande importanza la Coppa San Vito di ciclismo, una corsa in linea maschile di ciclismo su strada riservata alla categoria Under 23, che si disputa ogni anno nel mese di ottobre, una delle classiche dilettantistiche italiane più prestigiose; il suo percorso si dipana tra San Vito al Tagliamento e i comuni limitrofi. Tra i piatti tipici della zona di San Vito al Tagliamento ci sono la pitina, il prosciutto di San Daniele, il salam tal aset, salame fresco cotto nell’aceto, da mangiare con la polenta, il risotto con il grisol o il pavariel, il frico con la polenta, il musetto con la brovada, il baccalà, le frittate. Per i vini sono imperdibili soprattutto quelli della zona del Collio.



Voto complessivo 3