Torre del Greco: la guida completa e aggiornata
Guida Torre del Greco, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Il comune campano di Torre del Greco si trova nella parte centro-meridionale del Golfo di Napoli, adagiato alle falde sud-occidentali del vulcano Vesuvio. Torre del Greco è il quarto comune per popolazione della Campania ed uno dei più popolosi dell’intera Italia, comprende inoltre la frazione di Santa Maria La Bruna che include la contrada Leopardi e la contrada Palazzone, in riferimento ad un edificio un tempo sede della guarnigione borbonica, addetta al controllo della zona di caccia tra Villa Inglese e Via Prota.
Il clima in questo comune in provincia di Napoli è tipicamente mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e soleggiate. La temperatura media di gennaio e febbraio è di circa 9°C, quella di luglio e agosto di circa 24°C, ma può raggiungere e superare i 30°C. Le stagioni migliori per visitare la città sono la primavera, piacevole e soleggiata, e l’estate, il cui calore è stemperato dalle brezza marina.
Non vi sono testimonianze certe sull’origine del nome della città, anche se le ipotesi sono più di una. Gli storici tendono a legarlo alla dominazione dei greci che fondarono Cuma, altri all’intensiva produzione del vino greco. Ed infine, per alcuni il nome deriverebbe dall’antica denominazione Torre Octavia, in riferimento alla distanza di otto miglia da Napoli. In ogni caso, il ritrovamento dei resti di ville imperiali e antiche terme, di 2000 anni fa, descrivono Torre del Greco come un sobborgo residenziale di Ercolano, di cui seguì la triste sorte dopo l’eruzione del 79 d.C.
Su queste rovine, sorsero i villaggi di Sola e Calistum (Sora e Calastro), che uniti costituirono Turris Octava, i due villaggi vennero poi fortificati in epoca Angioina a causa delle invasioni barbariche. Nel 1310 in un documento firmato dal Re Roberto d’Angiò si legge "domus una posita in Turris Octava", ovvero "una casa è stata posta in Turris Octava", prova scritta dell’esistenza del comune campano. Torre del Greco venne nuovamente devastata dalle eruzioni del 1631 e del 1699, successivamente i torresi, ritornati in città e stanchi della gestione dei Carafa, ottennero di passare sotto il Regio Demanio. La popolazione raggiunse i 17mila abitanti nel 1794, e continuarono a prosperare, come nel passato, le varie arti e mestieri soprattutto la pesca del corallo.
Proprio attorno a questo prezioso materiale ruota la storia economica di Torre del Greco. Nel 1805 Re Ferdinando IV volle incoraggiare la pesca del corallo di Torre del Greco, città chiamata da lui la "Spugna d’oro del Regno" per l’ingente guadagno che ne ricavava. Pertanto, con la concessione di aprire una fabbrica per la lavorazione del corallo, si diede inizio a una tradizione artigianale che va avanti ancora oggi, tramandata dall’antica scuola d’incisione e lavorazione del corallo annessa all’omonimo Museo. Torre del Greco è anche provvista di un porto commerciale dove si svolge un elevato volume di traffici marittimi. Il settore agricolo, grazie alle fittissime colture della fascia litoranea, è specializzato in frutta, ortaggi e uva da vino, a cui si affianca la floricoltura, specializzata nella coltivazione dei garofani.
Il popolo napoletano è sempre stato molto legato alle feste religiose che, unite all’estro di questa comunità, riescono a stupire per la partecipazione e la creatività utilizzate nel prepararle. Tra quelle più antiche e più amate spicca la Festa dei Quattro Altari, che si tiene a giugno. Nata come festa religiosa del Corpus Domini, vede posizionati in quattro punti del centro storico dei pannelli dipinti, raffiguranti immagini sacre e abbelliti da composizioni floreali, detti "altari". Il terzo giorno di celebrazioni la festa culmina in uno spettacolo pirotecnico a mare, realizzato dai migliori fuochisti torresi. La tradizione ebbe inizio nel 1616, quando il vicerè Don Pietro Fernandez de Castro, per festeggiare la costruzione del Palazzo Reale, decretò che i napoletani potessero ricevere la benedizione eucaristica da quattro altari posti nei punti cardine della città. Lo scrittore francese Sthendhal, nel 1824, assistette alla celebrazione e, estasiato, la descrisse in un passo del romanzo "Il Rosso e Il Nero".
Un altro evento ben organizzato è la Festa della Madonna Immacolata, iniziativa che rievoca un evento dell’8 dicembre 1861, quando un’eruzione di tipo effusivo-esplosivo del Vesuvio tormentò la città. I torresi da sempre devoti alla Madonna, fecero un voto, promettendo di portarla in processione su di un carro trionfale nel caso l’eruzione fosse terminata senza recare danni ingenti. Da allora, la processione viene ripetuta in ricordo dell’evento miracoloso, con la costruzione di un carro di imponenti dimensioni, portato in giro per la città. Ad agosto tutta Torre del Greco è in festa per la celebrazione liturgica della Festa dell’Assunta, con le sue due processioni, una nel centro storico e l’altra nel quartiere Cappella Bianchini. A questa iniziativa si associa un calendario ricco di eventi, manifestazioni culturali, bancarelle di prodotti tipici, tanta musica dal vivo e i tradizionali fuochi d’artificio. Nel mese di maggio si tiene la Festa del mare, la città infatti dipende molto da questo elemento sia per quanto riguarda la pesca che la cantieristica navale. Durante l’evento la Capitaneria di porto di Torre del Greco mostra l’arte della costruzione artigianale delle barche di legno, con annessa visita ai suggestivi cantieri navali, e poi tante degustazioni di prodotti tipici a base di pesce fresco.
Proprio dal mare provengono la maggior parte delle eccellenze e dei piatti tipici di Torre del Greco, come le alici alla pescatora, cotte in padella con capperi, pomodorini del Vesuvio, prezzemolo e origano, e i purpetielli affogati, lasciati a cuocere nella salsa di pomodoro ricca di spezie. Vi sono poi i piatti più amati e conosciuti della tradizione campana, come i gustosi panzerotti dorati e filanti, crocchette di patate con morbido ripiene di mozzarella, prosciutto e pepe, e le sfogliatelle ricce che hanno avuto origine negli ambienti monastici e conventuali della Napoli del 1600, formate da vari strati di pasta sfoglia finissima, con ripieno di crema e amarene.
La città di Torre del Greco ha raccolto negli anni diversi riconoscimenti. Fa parte dell’Associazione Infioritalia, è inclusa nell’itinerario enogastronomico Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici Vesuviani, e, infine, fa parte del Parco Nazionale del Vesuvio, un’area protetta compresa tra Napoli e la penisola sorrentina.
Torre del Greco è una città dalle antiche origini e dalle forti tradizioni, il centro urbano è adornato dalle meravigliose Ville Vesuviane, in Contrada Sora, dove è possibile osservare i resti dell’omonima Villa, mentre in contrada Calastro sono stati rinvenuti i ruderi di un’antica villa rustica. Il comune campano vanta anche 10 km di costa, con viste mozzafiato sul meraviglioso Golfo di Napoli, e con spiagge formate da sabbia di colore nero e ben attrezzate per la stagione balneare. Inoltre, il Parco Nazionale del Vesuvio rappresenta una meta molto ambita per gli amanti del trekking e delle escursioni in mountain-bike per i sentieri che conducono fino alle pendici del vulcano Vesuvio.








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