La Basilica di Santo Stefano, il fascino storico del luogo di culto bolognese
Conosciuta anche come sette chiese, ogni edificio della Basilica di santo Stefano racconta una storia affascinante
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È uno degli edifici più particolari di Bologna ed è conosciuta anche come Santo Stefano alle sette chiese perché si presenta come un complesso di più strutture costruite in epoche diverse. La Basilica di Santo Stefano si erge sulla piazza omonima ed ha origini molto antiche e riferimenti architettonici importanti. Pare che il suo modello si ispiri infatti al Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Delle sette chiese originarie oggi se ne possono ammirare quattro.
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Gli edifici del complesso della Basilica di Santo Stefano
Secondo la tradizione fu Petronio, vescovo di Bologna, a far erigere la prima chiesa sui resti di un antico tempio dedicato a Osiride, che era stato fatto costruire da una matrona bolognese intorno all’anno 100 vicino alla via Emilia, che collegava Piacenza con Rimini.
Era già presente un battistero, poiché l’iniziazione al culto di Iside prevedeva un rituale simile al battesimo cristiano. Questo venne santificato con le acque del Giordano e chiuso da un muro e da una cupola anche se alcune colonne del tempio rimangono ancora oggi visibili. Questa chiesa oggi è conosciuta come Chiesa del Santo Sepolcro.
Nel 1141 al suo interno furono rinvenute le reliquie di San Petronio e iniziarono diverse tradizioni per venerarlo: le prostitute di Bologna, ogni mattina di Pasqua, si recavano al suo cospetto per pronunciare una preghiera di cui nessuno sa il contenuto; le donne incinte facevano 33 volte (il numero di anni di Gesù) il giro della chiesa e poi si recavano nella vicina chiesa del Martyrium a pregare di fronte alla Madonna Incinta. Dal 2000 il corpo di San Petronio si trova nell’omonima Basilica.
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Le altre chiese e il chiostro
Uscendo dalla chiesa si accede al Cortile di Pilato, così chiamato per ricordare il luogo dove Gesù venne condannato. La distanza fra questo luogo e la chiesa di San Giovanni in Monte (che si trova nell’omonima piazza di Bologna) è la stessa che c’è fra il Calvario e il Santo Sepolcro.
Un’altra chiesa del complesso è quella di San Giovanni Battista ( che viene definita anche del Santo Crocefisso) ed è risalente al VIII secolo.
La chiesa più antica è la Basilica dei Protomartiri San Vitale e Sant’Agricola che fin dalla sua edificazione conservò i resti dei due martiri. Agli inizi del XV secolo, a causa di una probabile diceria, che voleva la tomba di San Pietro all’interno di questo complesso, il papa Eugenio IV la fece scoperchiare e la riempì di terra. Rimase in questo stato per 70 anni, fino a quando l'arcivescovo Giuliano Della Rovere la restaurò e riprese a praticare il culto.
La Chiesa della Trinità o del Martyrium conserva il presepe più antico conosciuto al mondo, costituito da statue in legno a grandezza d’uomo, l’Adorazione dei Magi.
Nel Chiostro Medievale sono conservate due capitelli spaventosi che molto probabilmente sono stati fonte di ispirazione per alcune immagini descritte da Dante nel Purgatorio: un uomo nudo schiacciato da una grossa roccia e un uomo con la testa girata in maniera disumana verso la schiena.

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