Castel Mareccio, il castello del quadrato magico
Siamo a due passi da Bolzano, al cospetto di uno dei castelli più belli dell'Alto Adige (che ha anche un piccolo mistero da svelare)
Castel Mareccio s74 / Shutterstock.com
Forse non sai che, oltre ad ospitare montagne da sogno e impianti sciistici che in inverno fanno la gioia di tutti gli amanti dello sport ad alta quota, il Trentino Alto Adige è anche terra di castelli belli da togliere il fiato.
Il Castel Mareccio/Schloss Maretsch di Bolzano è uno dei più belli, un importante castello urbano che sorge a due passi dal centro della cittadina altoatesina. Immerso in un vigneto di pregiate uve Lagrein, oltre ad essere un maniero splendide offre anche un incantevole vista sul Catinaccio - Rosengarten.
Particolarmente suggestiva la veduta del castello che puoi avere passeggiando lungo l'attiguo Lungotalvera, il lungofiume del Talvera che giunge dalla Val Sarentino e attraversa tutta la città di Bolzano.
Castel Mareccio, una storia altoatesina
Venne costruito, nella sua parte più antica, intorno al XII-XIII secolo, per volere di Berthold von Bozen dei Maretsch, famiglia del bolzanese di antichissima origine, e ampliato, intorno al XIV secolo e poi successivamente, con l'introduzione di mura di cinta, torrette difensive e altre strutture.
Per la sua posizione si propone, tuttavia, più come una residenza nobiliareche per l'uso classico di avamposto difensivo, dal momento che non si trova soprelevato rispetto all'abitato. Anche i suoi interni riccamente decorati sembrano raccontare più la vita quotidiana della famiglia che lo abitava che la sua storia militare.

Il curioso caso del 'quadrato magico' di Castel Mareccio
Salendo al secondo piano di Castel Mareccio ci si trova di fronte al suo elemento più curioso e interessante: è il cosiddetto quadrato magico, un gioco di parole che è possibile ritrovare anche in altri luoghi non solo d'Italia ma del resto del mondo, come nel sito archeologico di Pompei, sulla parete esterna del Duomo di Siena, in chiese, conventi, castelli del nord Italia, ma anche in Francia, Gran Bretagna, Ungheria e Cappadocia.
Il gioco di parole del quadrato magico prevede che esse si possano possono in diverse direzioni e sensi di lettura, e che acquisiscano un significato diverso proprio a seconda del mondo in cui vengono lette. La traduzione letterale significherebbe il seminatore Arepo tiene con la sua opera le ruote oppure il seminatore col suo lavoro tiene (guida) le ruote (dell'aratro), ma il significato della frase sembra essere ancora oggi un mistero (oltre che il motivo per cui il quadrato magico di Castel Mareccio attira tanti visitatori e curiosi).
In tanti hanno ritrovato nel quadrato magico un messaggio cristiano, anche perchè alcune fonti dimostrano che la frase veniva portata al collo dai cristiani durante le persecuzioni come segno di riconoscimento e per proteggersi invocando la vicinanza di Dio.
Ancora non si sa come il quadrato magico sia finito a Castel Mareccio: tutto quello che sappiamo ad oggi è che che fu collocato nella torre in seguito alla ristrutturazione del castello effettuata nella seconda metà del Cinquecento .

Castel Mareccio oggi
Castel Mareccio venne ristrutturato nel periodo 1930-1931 per ospitare l'Archivio di Stato, e negli anni Ottanta fu trasferita la proprietà all'ente turistico bolzanino, che lo trasformò in una struttura ricettiva di primo livello.
Il castello ancora oggi ospita eventi culturali e promozionale di vario genere, anche grazie alla capienza delle sue stanze che è in grado di ospitare fino a 200 persone.

