Eremo di San Michele Formia, la chiesa nella roccia
Formia, terra di mare e montagna che rivela tante meraviglie, compresa una piccola chiesa che spunta dalla roccia con un panorama sul golfo di Gaeta
Eremo di San Michele Alessio D'Onofrio - Shutterstock.com
L’Eremo di San Michele sboccia come un fiore dalla pietra del Monte Altino, un’architettura suggestiva ricca di spiritualità, in perfetta simbiosi con la natura. Questo luogo sacro si trova a 1220 metri di altitudine nel territorio di Maranola, frazione di Formia, una montagna che fiuta la brezza di mare a pochi chilometri di distanza. È questa la magia dei monti Aurunci, Appennini mediterranei per eccellenza. L’Eremo di San Michele descrive alla perfezione la suggestione di questo luogo: la chiesetta incastonata nella roccia è una delle mete più visitate degli Aurunci, un santuario rupestre che non focalizza tutto sulla sacralità della fede ma la contestualizza in un territorio incantevole, attraversato dal bellissimo sentiero che da Sella Sola conduce fino alla cima del Redentore.
La storia, la chiesa neo gotica dalle origini antiche
L’ Eremo di San Michele risale al lontano 830, radici che affondano nel passato, tanto da essere menzionate nel Codex diplomaticus cajetanus, una raccolta di documenti storici risalenti al periodo medievale inerente il territorio che fu del Ducato di Gaeta e territori limitrofi. Ad ingannare la sua storia la facciata neogotica, opera di fine ‘800. Nonostante sia un’architettura “recente” rispetto alla sua origine, lo stile si contestualizza alla perfezione con la roccia che lo ingloba. La struttura venne ricostruita nel 1893, quando vi fece visita l’arcivescovo Francesco Niola. Un rifacimento necessario per evitare ulteriori danni strutturali dell’intero complesso causati dalle acque di dilavamento, poiché l’area è ricca di acque sorgive e la roccia è soggetta a percolazione continua. Il progetto fu pianificato e supervisionato dall’ingegnere Silvio Forte di Trivio. Osservando la facciata è impossibile non notare il rosone, elemento estetico e dell’utile poiché illumina di luce naturale gli interni.
La leggenda della statua di San Michele Arcangelo, suggestione di mare
Si narra che fu la stessa statua dell’Arcangelo Michele ad indicare il punto esatto della sua posizione all’interno della cappella scavata nella roccia, rivolta ad Occidente. Questa è la famosa leggenda popolare che tutti gli abitanti di Formia amano raccontare e tramandare. La statua del Santo un tempo si trovava lungo il litorale di Gianola e da qui, stanca del linguaggio scurrile dei marinai, scomparve senza lasciar traccia per poi essere ritrovata sul monte Altino, proprio dove voleva essere venerata. Cambiò aria e salì di quota senza però mai perdere di vista il mare e scelse una cavità della roccia, proprio dove ora si trova la cappella.
Il sentiero, la "Strada della statua"
Il sentiero panoramico che raggiunge l’eremo è un incantevole percorso senza particolari difficoltà. L’itinerario escursionistico storico religioso Maranola - Monte Redentore, è chiamato anche la "Strada della statua"; è lungo 7,3 km (andata e ritorno), con un dislivello di 442 metri, e attraversa una natura incontaminata che regala splendidi panorami verso i monti Aurunci e il golfo di Gaeta. L’Eremo di San Michele si trova a 1220 metri, mentre la cima del Redentore a 1252 metri.
Il tragitto si compie in due ore a camminata lenta, ideale per tutta la famiglia. L’unica accortezza, se intendete percorrerlo durante l’estate, è quello di munirvi di cappellino e bottiglia d’acqua poiché è in diretta esposizione al sole con pochissime zone d’ombra. Il periodo è sconsigliato alle famiglie con bambini piccoli.
Come arrivare
Per chi raggiunge Formia in autostrada, uscita di Cassino, in alternativa, superstrada SS.630 Cassino-Formia. Da Formia prendere la strada che conduce all'antico borgo medievale di Maranola. Procedere lungo la strada provinciale Maranola Redentore dopo circa cinque chilometri si raggiunge il quadrivio in località Campone. Voltare a destra e proseguire per circa 1 km, nei pressi del rifugio in località Pornito, dove lasciare l’auto e proseguire a piedi lungo il sentiero.
