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Area archeologica di Vulci, l’antica città-stato dell’Etruria   

Dove il patrimonio storico ed archeologico si fondono in una natura forte ed incontaminata si svela il passato di Vulci

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Area Archeologica di Vulci - Archeologia nel Lazio - stock.adobe.com

Archeologia nel Lazio  stock.adobe.com 

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Nella Maremma laziale, la parte più occidentale del Lazio, in provincia di Viterbo, troviamo una delle aree più belle ed importanti della regione per testimonianze etrusche, romane e medievali: il Sito Archeologico di Vulci. La vasta area del sito è una splendida testimonianza del patrimonio storico e archeologico ma anche di quello naturalistico ambientale, basta guardarsi intorno per scoprire zone incontaminate dove mucche maremmane e cavalli allo stato brado pascolano beatamente. Non è difficile comprendere perché sorse proprio in questo eden Vulci, la città-stato dell'Etruria.

Vulci 

Vulci nella storia

Vulci fu una delle più importanti città-stato dell'Etruria, sorta su un pianoro tufaceo di 120 ettari bagnato dalle generose acque del fiume Flora. Grazie al vicino porto marittimo di Regae, il centro divenne importante centro di attività commerciali con le colonie greche dell'Italia meridionale. Si producevano ed esportavano bronzi, sculture e vasellame via via in tutte le città del Mediterraneo. Ma la storia, si sa, è un sinusoide degli eventi: la ricca aristocrazia che governava la città fu sconfitta nel 280 a.C. dal console romano Tiberio Coruncanio che annettendola fece di Vulci un piccolo satellite della potenza romana.

Vulci 

Il Parco Archeologico di Vulci

Si accede all'area del Parco Archeologico e Naturalistico di Vulci dal Centro Servizi e qui si possono scegliere vari itinerari a seconda dei propri interessi e tempo a disposizione essendo più o meno lunghi. Tutti i percorsi sono ben segnalati e organizzati, permettono una vista pressoché completa agli scavi dell'antica città etrusco-romana e una tappa comune all'idilliaco laghetto del Pellicone, uno specchio d'acqua tra rocce vulcaniche in cui si tuffa una cascata.

Vulci 

Il percorso più breve, di circa 2,5 km è un anello che parte dalla Porta Ovest e sale al pianoro dell'antica città camminando sul basolato del Decumano Massimo, la strada principale dell'abitato romano. Qui lo sguardo si appaga della vista sul Tempio Grande, sull'alto edificio in laterizio e sull'edificio con abside, luogo di culto cristiano, per arrivare poi al criptoportico della sontuosa Domus Romana del II-I a.C: 3300 mq di abitazione civile gentilizia con ambiente termale, criptoportico, impluvium, peristilio e lararium. Si prosegue poi verso il mitreo, luogo di culto pagano distrutto dopo l'editto di Teodosio 380 d.C che con l'espandersi del Cristianesimo vieta l'adorazione di tutte le altre divinità. Costeggiando il tratto settentrionale del cardo, verso la porta Nord si entra nella valle delle Farfalle in cui una attenta e scientifica piantumazione di specie arboree attrae e permette la vita ad una svariata qualità di questi splendidi insetti. La vegetazione si fa più fitta a ridosso del laghetto del Pellicone, un luogo tanto suggestivo da essere stato set di numerose pellicole cinematografiche. Da qui il percorso vi riporta al punto di partenza sempre passeggiando in tranquillità.

Vulci 

Il secondo itinerario e il Percorso Natura

Il secondo itinerario di 4,7 km, calca i passi del primo percorso fino al Mitreo e dopo essere ritornato sul Decumano ed aver ammirato i resti del Sacello di Ercole vi conduce fuori di porta Est oltre la città antica, dove si trova una vasca per le funzioni sacre e si scende nell'area vicina al fiume nella Valle del Flora. Anche qui recenti scavi stanno riportando alla luce preziose antichità. Poi ricomincia la salita per arrivare al laghetto e da qui completare il percorso.

 

Per chi vuole godere dell'ambiente naturalistico, è consigliato il Percorso Natura, di 1,7 km. Scendendo dal punto di partenza, verso la valle ai piedi della città vi attende una immersione tra piante aromatiche già in uso nell'antichità, vegetazione e pace sino a giungere alla Tomba della Sorgente.

 

Vi sono molte possibilità per conoscere ed apprezzare questo sito archeologico oltre ai percorsi descritti: vicino all'ingresso la necropoli settentrionale, la Tomba dei Soffitti Intagliati e la Tomba della Sfinge sono visitabili liberamente. La ricca necropoli orientale invece, a sinistra del fiume, di fronte al pianoro, è visitabile con guida. Qui sono presenti le più importanti tombe etrusche vulcenti: il maestoso Tumulo della Cuccunella con i suoi 18 metri di altezza e 70 di diametro e la famosa Tomba Francois 340-330 a.C. che svela uno straordinario ciclo pittorico affrescato di epoca etrusca.

 

In questo incredibile sito si possono prenotare anche gruppi a cavallo e di Archeotrekking per intrecciare ancora più intensamente gli itinerari archeologici e naturalistici. Per completare la visita, non perdete uno dei punti più panoramici della zona: il vicino castello dell'Abbadia, un'architettura difensiva per il controllo strategico del territorio, oggi Museo Archeologico di Vulci. Vicino anche l'omonimo ponte su piloni in tufo, di epoca etrusca con parti successive di epoca romana e medievale, una vera stratificazione storica.

Vulci 

Come arrivare

Per raggiungere il Parco Archeologico di Vulci dal Porto di Civitavecchia in auto, uscire al Raccordo Civitavecchia-Viterbo/E840 e proseguire sulla SS1 Via Aurelia/E80 in direzione di SP105 a Montalto di Castro fino a svoltare sulla Strada Provinciale 105 fino a destinazione.

Per chi desidera arrivare con il treno, dalla Stazione di Civitavecchia prendere il primo treno diretto a Montalto di Castro (23 minuti circa) e da qui, previa prenotazione, salire su una navetta gratuita che porta direttamente al parco. La navetta è a disposizione anche per piccoli gruppi e va prenotata con anticipo contattando il sito archeologico.

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Giudizio

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Vulci
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