Abbazia di Santa Maria di Pulsano
Luogo mistico e selvaggio, popolato da eremi in cui vivere un profondo spirito contemplativo: l'Abbazia di Santa Maria di Pulsano sorge nel cuore del Gargano.
Monte Sant'Angelo LucaLorenzelli - Istockphoto.com
L'abbazia di Santa Maria di Pulsano sorge nel cuore del Gargano, in un luogo avvolto da un fascino mistico... ma l'edificio stesso non è da meno in fatto di aura misteriosa. Infatti, prima consacrata al culto di un veggente, non si sa nulla delle sue origini sino all'anno Mille: quando iniziò la costruzione dell'attuale edificio. La vegetazione garganica che ricopre il territorio brullo sembra essere rimasto com'era secoli fa, tra culti non affini al cristianesimo e vicende storiche che rimangono in gran parte oscure. Una cosa è però chiara: questo luogo è da sempre un punto d'incontro tra Occidente e Oriente.
Attorno al plesso centrale, si possono ammirare ancora oggi i numerosi eremi che un tempo costituivano antri privilegiati in cui i contemplatori solitari della zona andavano a nascondersi per momenti di raccoglimento. E a dire la verità il paesaggio tutto intorno è il set ideale per abbandonarsi a lunghe meditazioni, infatti offre uno spettacolo piuttosto suggestivo, fatto di aspre rocce e terra arsa in estate. All'interno dell'Abbazia di Pulsano si possono trovare opere di arte bizantina pugliese, molto rare da trovare altrove.
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Storia dell'Abbazia Santa Maria di Pulsano
L'abbazia venne eretta sul colle di Pulsano nel VI secolo, ad opera del monaco, e poi papa, San Gregorio Magno. Distrutto da incursioni saracene, agli inizi del XII secolo l'edificio fu ricostruito da San Giovanni da Matera; un pellegrino al quale la Madonna di Pulsano gli indicò dove dovesse erigere l'abbazia. Il monaco fu capostipite di un ordine del tutto locale: l'Ordine degli Eremiti Pulsanesi, anche detti gli "Scalzi", fedeli alla regola benedettina.
Dall'Abbazia Pulsano dipendevano altri quaranta monasteri che dal Gargano arrivavano all'Italia settentrionale. Fra il XIV e il XV secolo il luogo di culto venne affidata a monaci cistercensi, a frati domenicani e francescani, per essere infine custodita da celestini soppressi nel 1809. Da quel momento il complesso monastico venne gestito da alcuni sacerdoti diocesani. Nel 1969 fu definitivamente abbandonato, avviando un processo di degrado durante il quale l'abbazia divenne oggetto di atti vandalici.
Dal 1990, grazie all’opera dei volontari e in seconda battuta dei monaci tornati qui nel 1997, l’abbazia è tornata a nuova vita, anche in seguito al terremoto del 1646 che aveva decisamente danneggiato l'edificio.
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L'abbazia e gli eremi
L'Abbazia
L'Abbazia di Pulsano è un bellissimo esempio di romanico pugliese. Il portale esterno che accoglie fedeli e visitatori è decorato con delicati motivi vegetali ad intaglio, sui quali si staglia una ghiera a forma di mezzaluna. Il successivo vestibolo si apre in celle, ambulacri, cortili, sottopassaggi e tutta una serie di altri ambienti frutto dei rimaneggiamenti e delle stratificazioni nel corso dei secoli dalle origini pagane all'Ottocento.
Il piccolo cortile si è aperto in seguito al terremoto del 1646. Prima del cataclisma arrivava qui la navata della chiesa che quindi vantava una o due campate in più rispetto a quelle attuali. Infatti la facciata originaria è andata perduta, salvo alcuni elementi. L'attuale fronte dell'abbazia vanta una bella cornice trasversale, sotto la quale si apre l’ampio portale a tutto sesto con intagliato un lungo tralcio di vite, simbolo di Cristo. Due finestrini rettangolari e un rosone sormontano la cornice.
All’interno la chiesa vanta un’unica navata con volta a botte, attraversata da tre archi trasversali poggiati su semipilastri addossati alle pareti. Alcuni archi ciechi, testimonianza di una chiesa originaria dalla pianta diversa, sono ben visibili sulle pareti laterali. La navata centrale termina in un antro naturale, da tempi antichissimi luogo sacro e oggi abside dell'Abbazia.
Gli eremi
Nei dintorni dell'Abbazia Santa Maria di Pulsano sorgono diversi eremi, talvolta difficilmente raggiungibili, in alcuni casi costituiti da una sola grotta e in altri da edifici eretti su dirupi. Una rete viaria di sentieri e scalinate collega buona parte degli eremi, mentre una rete idrica assicurava il convoglio delle acque in terrazzamenti. Meno visibili, questi eremi sono in realtà il cuore mistico pulsante di questo luogo magicamente solenne.
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Come arrivare all'Abbazia di Pulsano
In treno il punto di riferimento è la stazione centrale di Foggia, dalla quale prendere il bus di linea SITA per Monte Sant'Angelo. Da qui si procede con la macchina dell’Abbazia previo appuntamento.
In auto da Nord, prendete l'Autostrada A14 e imboccate l'uscita Foggia, in direzione Gargano, e prendete la superstrada 89 per Manfredonia. Al bivio immettetevi sulla Macchia SP 55 per Monte S. Angelo e da lì seguite i cartelli indicatori per l’Abbazia.
Se venite in auto da Ovest, prendete l'Autostrada A16 e imboccate l'uscita Candela. Proseguite sulla SS 655 per Foggia, prendete poi la Superstrada 89 per Manfredonia e al bivio Macchia SP 55 per Monte S. Angelo seguite le indicazioni per l’Abbazia.
Se venite in auto da Sud, prendete la A14 e imboccate l'uscita Foggia; proseguite lungo la SS 89 per Manfredonia, poi la SP 55 per Monte S.Angelo; infine seguite le indicazioni per l’Abbazia.
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