L'Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, un gioiello archeologico della Campania
Si chiama come il Colosseo, e in quanto ad importanza non ha niente da invidiargli. Ecco la storia dell'Anfiteatro Flavio di Pozzuoli
Anfiteatro Flavio Alexander Gold - Shutterstock.com
Se a scuola ti hanno insegnato che l’Anfiteatro Flavio è il nome con cui è meno conosciuto il Colosseo, probabilmente non sono mai stati a Pozzuoli. È proprio in questa cittadina gioiello della Campania che si trova uno dei maggiori tesori archeologici della regione e del sud Italia. Dopo il Colosseo di Roma e l’anfiteatro di Capua, è la terza arena d’Italia per dimensioni, capace di ospitare fino a 40.000 spettatori.
La storia dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli
In epoca Romana Pozzuoli era una città molto importante che, complice anche la sua posizione sul mare che favoriva gli scambi commerciali, ed era ricca di monumenti tra cui spiccavano addirittura due anfiteatri. Dell’anfiteatro minore sono rimaste ben poche tracce, poiché la costruzione della linea ferroviaria Napoli-Roma ne ha tagliato l’impianto originario, ma si sa che aveva una forma ellittica e una capienza di circa 20.000 spettatori che pian piano cominciò ad essere insufficiente per la crescita demografica che stava interessando la città.
Quando un senatore Romano non riuscì ad entrare nell’anfiteatro per via del sovraffollamento, le sue lamentele offesero la famiglia imperiale al punto che Augusto emanò nuove regole per garantire l’acceso agli spettacoli ai ceti più abbienti.
Nonostante ciò, il problema della capienza non venne risolto, e si rese dunque necessaria la costruzione di una nuova e più grande arena, l’Anfiteatro Flavio che vediamo oggi.
Lo stato di conservazione del sito consente di ammirarne ancora oggi elementi architettonici e strutturali di grande pregio e dal carattere monumentale, come la platea di lastroni in travertino e le sculture dell’imperatore Traiano e di sua sorella Marciana che ne decoravano il fronte esterno.
I sotterranei dell’Anfiteatro Flavio
Ciò che colpisce, tuttavia, sono i sotterranei dell’anfiteatro, dove bestie ingabbiate e gladiatori attendevano di entrare in scena per regalare il consueto spettacolo agli ospiti.
I sotterranei sono particolarmente suggestivi per il gioco di luci e ombre che si riflette su un poderoso complesso fatto di colonne e capitelli, e perchè conservano l’ingegnoso meccanismo che serviva per sollevare le gabbie con gli animali rinchiusi al piano superiore, quindi nel ‘palcoscenico’ vero e proprio, e che si serviva di un sistema di carrucole e botole decisamente all’avanguardia per l’epoca.
I miracoli dell’Anfiteatro di Pozzuoli
L’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli è, dunque, un luogo importantissimo sotto il profilo storico, ma per molti esercita un fascino particolare anche per altri motivi.
Alcune fonti, infatti, narrano che qui avvennero dei veri e propri miracoli, come quello risalente al 305 d.C. che vide protagonisti i martiri Gennaro, Festo, Desiderio e Sossio. Essi vennero condannati a essere sbranati, ma una volta messi gli uni di fronte agli altri le belve si ammansirono e li risparmiarono.

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