Colosseo: la guida completa
Anfiteatro Flavio, tutto quello che devi sapere sul Colosseo: orari, biglietti e storia del monumento più famoso di Roma
colosseo_147643964
- Colosseo: la storia del simbolo di Roma
- Dalle origini al giorno d'oggi: la trasformazione del Colosseo
- Ma perché si chiama proprio "Colosseo"?
- Info utili per visitare il Colosseo
«Quamdiu stabit Colyseus stabit et Roma; cum cadet Colyseus cadet et Roma; cum cadet Roma cadet et mundus. » « Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo. » Profezia di Beda il Venerabile, VIII secolo)
Le parole di questa antica profezia simboleggiano la grandezza che il Colosseo rappresentava per Roma. Testimonianza dei suoi antichi fasti, oggi è un simbolo conosciuto in tutto il mondo che vive nell’immaginario di ognuno, un genius loci che aleggia tra le sue pietre da 2.000 anni. E dopo tanto tempo rimane uno dei monumenti più visitati al mondo.

Colosseo: la storia del simbolo di Roma
Il Colosseo, noto anche come anfiteatro Flavio, è tra le opere più importanti del periodo della Roma imperiale. Venne edificato per volere di Vespasiano, il primo imperatore della dinastia dei Flavi, sui terreni annessi alla Domus aurea di Nerone tra il colle Oppio e il Celio.
Lo scopo della sua costruzione era quello di dare alla città una grande struttura pubblica adibita agli spettacoli, una strabiliante arena di forma ellittica che poteva ospitare sino a 70.000 spettatori, con un velarium, un’enorme tenda nella parte superiore per proteggerli dal sole.
Oltre alla patina dei buoni propositi, l’intrattenimento era stato concepito dall’imperatore come strategia per il consenso del popolo e la grande arena fu una mossa politica studiata a tavolino.
Il Colosseo venne inaugurato da suo figlio Tito nell’80 d.C. , il 21 aprile, lo stesso giorno del “compleanno di Roma”. Seguirono cento giorni di spettacoli, un periodo passato alla storia come una vera e propria “strage per l’inaugurazione”.
Durante queste feste si svolgevano delle gare cruente sotto gli occhi compiaciuti dell’imperatore e degli spettatori, dove avevano luogo delle autentiche carneficine di gladiatori e animali feroci.
Il divertimento dell’epoca è una concezione inconcepibile al giorno d’oggi. La vita e la morale al tempo degli antichi romani era molto diversa dalla nostra, una nota dolente che ci permette di conoscere e comprendere la cultura del passato e usarla come monito per migliorare il nostro presente.
"Il cuore pulsante di Roma
non è il marmo del Senato,
ma la sabbia del Colosseo."
("IL GLADIATORE")
Nella storia, il Colosseo venne devastato più volte dagli incendi e venne chiuso di sovente per restauro. La sua importanza come luogo di spettacolo e di ritrovo cominciò a venire meno con la conversione al cristianesimo che reputava questo genere di intrattenimento cruento e amorale.
Le gare cominciarono a diminuire e nell’anno 438 i combattimenti dei gladiatori cessarono definitivamente. Alla giusta causa combaciò l’inizio del suo declino e nel 532 l’anfiteatro venne definitivamente abbandonato.
Dalle origini al giorno d'oggi: la trasformazione del Colosseo
L’entusiasmo della folla e i vecchi fasti divennero solo un ricordo nel Medioevo, quando il Colosseo venne trasformato in una cava di pietra. Questo trasformazione si avviò involontariamente a seguito della caduta di alcuni massi a causa dei vari terremoti che sconquassarono la città, per poi essere progressivamente deturpato per un continuo spoglio di materiale.
Nell’epoca imperiale, il Colosseo era rivestito interamente da lastre di travertino ma con il passare degli anni avvenne un vero e proprio “saccheggio”. Questa preziosa materia prima venne utilizzata per la costruzione o il restauro di chiese o palazzi e per la produzione della calce, un processo che a lungo andare scarnificò l’intera struttura.
Negli spazi dismessi si insediarono cittadini senza dimora e mercanti che con le loro abitazioni e laboratori trasformarono il Colosseo in una sorta di condominio popolare ante litteram.

Il periodo del Rinascimento non diede nuova vita all’anfiteatro come fece con altri antichi fasti e solo nel Settecento il Colosseo venne restaurato per evitare i rischi di crollo. E’ proprio in quest’epoca che viene realizzato da Carlo Lucangeli il primo plastico ricostruttivo in legno della sua epoca d’oro, un modellino che tutt’ora è possibile ammirare per comprendere la grandezza dell’anfiteatro durante l’epoca imperiale.
Ma perché si chiama proprio "Colosseo"?
Il Colosseo, il simbolo di Roma, un colosso dell’antichità. Ma a cosa rimanda questo nome? Le origini della sua etimologia sono incerte e le ipotesi sono varie e fantasiose.
Alcuni studiosi sostengono che il nome “Colosseum” deriverebbe da un’enorme statua di Nerone che si trovava nelle vicinanze, colossale per l’appunto. Una presenza che non passava inosservata degna della sua megalomania.
Vespasiano fece sostituire la testa del colosso con quella del dio Sole e al passaggio dei cristiani davanti all’effigie veniva chiesto loro per scherno: “Colis eum?”, “Lo adori?”. Altri lo associano più semplicemente alla località dove venne edificato, “Collis Isei”, toponimo che derivava da un tempio di Iside nei paraggi dell’arena.
"Che mattinate felici ho trascorso al Colosseo,
perduto in qualche anfratto di questa rovina immensa!"
(STENDHAL)
L’etimologia della parola Colosseo abbraccia l’immaginazione ed è facile formulare leggende avvincenti e supposizioni creative, a tratti improbabili. La certezza dell’enorme dimensione della sua struttura fugge ogni dubbio: non esiste nome più consono per un monumento colossale, nella realtà e nella storia dell’uomo.
Info utili per visitare il Colosseo
Come arrivare
Visitare il Colosseo è semplice; è possibile arrivare facilmente con i mezzi, in particolare con la metropolitana. La fermata "Colosseo" della linea B è situata proprio a una manciata di metri dal monumentale simbolo di Roma.
Il colosseo si può raggiungere anche tranquillamente a piedi dalla Stazione Termini, distante appena 2 km. Un'ottima soluzione per chi vuole abbinare al Colosseo un itinerario indimenticabile tra i gioielli della capitale. Nei dintorni potete visitare bellezze, tra le altre, come il Foro Romano e la Domus Aurea.
Quando visitarlo
Inutile dire che Roma, dall'alto della sua storia e della sua fama, è una città visitatissima 365 giorni all'anno. 7 milioni i turisti che popolano il Colosseo ogni 12 mesi.

Sicuramente il periodo da evitare per visitare il Colosseo è l'estate, dato che il gran caldo e la folla potrebbero rovinare il giro turistico. Una soluzione potrebbe essere la scelta delle "stagioni di mezzo", magari tra marzo e aprile, durante le prime giornate primaverili, o in alternativa a settembre e ottobre, in quelle splendide mattinate di fine estate.
Orari e Prezzi
Il Colosseo è aperto in ogni giorno dell'anno tranne: il 1° gennaio, il 25 dicembre e la mattinata del 2 giugno.
L'orario estivo - valido da fine marzo al 31 agosto - è dalle 08:30 alle 19:15. Nel mese di settembre la chiusura è alle 19:00, a ottobre alle 18:30. Da novembre a febbraio, invece, il Colosseo cala il sipario alle 16:30. L'ultimo ingresso è previsto al massimo un'ora prima dell'orario di chiusura.
Il biglietto costa 16 euro, ma oltre alla visita del Colosseo permette di scoprire anche i Fori Imperiali e il Palatino. Pass gratuito, invece, per tutti i minori di 18 anni.
Elena Bittante

Voto complessivo