Dove Mangiare a Roma, Ristoranti consigliati
Mangiare a Roma: consigli su ristoranti, prodotti tipici e posti dove andare per tipo di cucina

COSA MANGIARE
- Pasta alla Gricia
- Primo piatto: un'amatriciana in bianco condita con guanciale e pecorino - Cacio e Pepe
- Primo piatto classico romano, condito con pecorino romano e pepe nero - Coda alla Vaccinara
- Piatto di carne, costituito (appunto) dalla coda del bovino, stufata e accompagnata da verdure - Baccalà alla Romana
- Preparazione di pesce romano per eccellenza, servito con sugo di pomodoro o fritto - Pizza Romana
- Variante molto sottile e croccante. Da provare anche la Pinsa romana, dalla forma ovale e con una ricetta rivisitata
DOVE MANGIARE
- Trattoria Perilli
- La preferita da Alberto Sordi
- Da provare: Carbonara, Cacio e Pepe e Abbacchio al Forno - Ristorante Sora Lella
- Gestito oggi dai nipoti della mitica Sora Lella, sull'Isola Tiberina
- Da provare: tutti i piatti della tradizione romana - Felice a Testaccio
- Tra i preferiti dai turisti, aperto dal 1936
- Da provare: Cacio e Pepe, Saltimbocca alla Romana e Coratella con i Carciofi - Ristorante La Campana
- Il ristorante più antico di Roma: dal 1518
- Da provare: Tagliolini Alici e Pecorino e la Minestra con Broccoli e Arzilla - Armando al Pantheon
- Il più turistico, a due passi dal Pantheon
- Da provare: Carbonara, Baccalà alla Pizzaiola e Puntarelle
- Le origini della cucina romana
- Curiosità della cucina romana: la pizza romana e la pinsa
- Cosa bere a Roma: i vini laziali, ambrosia degli Dei
- Dove mangiare a Roma: le zone migliori
- Dove mangiare a Roma: i ristoranti migliori
La cucina della tradizione è una cucina popolare che faceva di necessità virtù. A Roma ci si arrangiava nel preparare piatti con quegli alimenti ritenuti poveri perché poco prelibati come nel caso del quinto quarto di bovino.
Le frattaglie (trippa, animelle, coratella, pajata, coda ect) erano gli ingredienti principali della dieta quotidiana. Il sabato era abitudine preparare la trippa al sugo, il venerdì i ceci con il baccalà (pesce poco pregiato e poco costoso a quel tempo), la domenica la coda alla vaccinara e così via.
Non potevano mancare i fritti portati dalla comunità ebraica presente da sempre a Roma e quindi, carciofi, verdure, filetti di baccalà e alici passate nella pastella prima di essere fritti.
Sempre di cucina povera sono anche i primi della tradizione come la pasta alla gricia (una amatriciana in bianco condita con guanciale e pecorino), cacio e pepe, carbonara, gnocchi di semolino o di patate.
Questi piatti eseguiti come un tempo, a Roma in pochi sanno come prepararli al di fuori di contaminazioni più o meno gourmet. Ed è difficile trovare trattorie veramente veraci, dove essere sicuri di mangiare la vera cucina romana.
Le origini della cucina romana
La cucina di Roma vanta una storia millenaria, un eccezionale mix di tradizioni. I piatti che oggi vengono considerati tipici sono in realtà un incredibile calderone di tradizioni e culture, quelle dei popoli che arrivavano dal Lazio e dalle altre regioni d’Italia.
Nonostante l’eccezionale incontro di sapori e saperi, la cucina romana ha sempre mantenuto un’unica vocazione contadina: ingredienti genuini rielaborati in gusti intensi. Il segreto delle ricette romane è la semplicità.
Nel quartiere di Testaccio, vicino a quello che oggi è l’ex mattatoio, nacque la tra tradizione “macellara” del “quinto quarto”, ovvero i tagli non nobili della carne e il riutilizzo degli scarti. I rigatoni con la paiata ovvero con i budellini di pecora, e la coda alla vaccinara, non sono che due esempi di una cucina basilare che ha saputo reinventarsi.

Anche le ricette di pesce sono povere e si basano su un pescato non pregiato. Tra i piatti forti l’arzilla, cucinata in brodo con i broccoli, e il famoso baccalà alla romana che viene proposto in due versioni, con il sugo di pomodoro o fritto.
Curiosità della cucina romana: la pizza romana e la pinsa
La pizza a Roma è rigorosamente “romana”, una variante della napoletana non tanto negli ingredienti ma nella tipologia della pasta che si caratterizza per essere molto sottile e croccante, uno sfizio leggero e molto appetitoso.
Un’altra particolare ricetta per gli amanti del genere è la pinsa romana, una variante della pizza nonché una rivisitazione di una ricetta che risale al tempo dell’ Antica Roma. Il termine Pinsa deriva dal latino “pinsere” che significa “allungare, schiacciare”.
La caratteristica forma ovale riconduce all’antico termine, e la sua particolarità è quella di essere un mix di farine: farina di frumento, farina di riso, farina di soia e pasta madre. Croccante ai bordi e morbida all’interno, la pinsa è altamente digeribile e appetitosa da provare in alternativa alla pizza.
Scopri anche tutti i luoghi dove poter mangiare un'ottima pizza a Roma, per delle serate davvero gustose in città.
Cosa bere a Roma: i vini laziali, ambrosia degli Dei
Se a Roma c’è l’imbarazzo della scelta su cosa mangiare, la stessa ardua scelta si riproporrà con cosa accompagnare questi deliziosi manicaretti. Il Lazio è terra di vini bianchi ma non mancano i rossi. Il vino accompagna la storia di Roma e di tutta la regione, scoprire e assaporare il frutto di queste terre è un’esperienza imperdibile ed indimenticabile.
"La cucina tipica romana è eccellente,
scegliete i piatti tradizionali e non sbaglierete di certo.
Consiglio vivamente il quartiere di Trastevere,
ricco di locali e trattorie a prezzi accessibili,
valido sia per soggiornare che per uscire la sera.
Da non perdere un'eccellente pasta all'amatriciana
seguita da gustosi saltinbocca alla romana."
(LAURA - da Brescia)
Il Lazio con il suo territorio variegato dà origine a diverse tipologie di vino, tutte con una particolare peculiarità. Dalle colline vulcaniche dei Castelli Romani, alle zone di pianura bonificata dell’Agro Pontino, dai colli della Sabina, alle zone della Ciociaria. La regione conta una superficie di vigne di quasi 28.000 ettari che produce oltre 2 milioni di ettolitri di vino all’anno.Unaterragenerosachesindall’antichitàallietacon“l’ambrosiadeglidei”.
Il vino del Lazio è conosciuto in tutto il mondo, primo tra tutti il bianco Frascati, la prima DOCG d’Italia, il tesoro dei “Castelli Romani”. Quest’area a sud-est di Roma è la zona vinicola più importante del Lazio con predominanza di uve a bacca bianca come il Malvasia del Lazio, il Trebbiano giallo e il Bellone.
Tra i rossi della regione spiccano i sapori intensi della terra ciociara, nella provincia di Frosinone è particolarmente rinomata la produzione del Cesanese, vitigno autoctono a bacca nera. Tra i vini laziali non possono mancare il Moscato di Terracina, l’Aleatico, l’Aleatico di Gradoni e l’Est! Est!! Est!!!? di Montefiascone che al sapore anticipa la leggenda:
“La storia narra di un vescovo tedesco che doveva segnalare all’imperatore Enrico V di Germania, in visita al Papa, i luoghi dove fermarsi intorno alla capitale. Il vescovo a sua volta incaricò un proprio servo. I due avevano concordato un segnale in codice: qualora il vescovo avesse trovato buon vino, avrebbe dovuto scrivere est, ovvero "c’è" vicino alla porta della locanda, e, se il vino era molto buono, avrebbe dovuto scrivere est est. Il servo, unavoltagiuntoaMontefiascone e assaggiato il vino locale, fu così entusiasta di quello che bevve da scrivere accanto alla porta della locanda:"Est! Est!! Est!!!". Il vescovo, arrivato in paese, condivise il giudizio del suo coppiere e prolungò la sua permanenza a Montefiascone per tre giorni.”
Bere un bicchiere di vino a Roma significa scoprire una cultura dalle radici profonde ramificate in tutto il territorio sin dall’antichità.

E per il dopocena? Non dimenticate di provare la sambuca dal gusto anice, digestivo tipico del Lazio.
Dove mangiare a Roma: le zone migliori
Il turista alla ricerca della romanità ha come meta quella rappresentata da Trastevere in quanto un tempo era il rione più popolare e caratteristico di quella Roma sparita che si vede nelle incisioni del Pinelli.
Oggi per trovare un poco di quello che si è perduto a Trastevere, occorre attraversare il Tevere e andare a Testaccio.
Qui è possibile trovare ristoranti che, data la loro ubicazione in prossimità del mattatoio che esisteva un tempo (fino alla metà degli anni Settanta del secolo scorso), hanno da sempre portato avanti i piatti della tradizione.
Dove mangiare a Roma: i ristoranti migliori
Trattoria Cavalier Gino: il tradizionalista
Vicino a Montecitorio, in Vicolo Rosini, questa vecchia trattoria propone piatti della tradizione. In un locale che non è cambiato molto dal tempo della sua apertura (1963) potete trovare ancora in essere l’abitudine della lavagna con i piatti del giorno.
- Specialità sono: spaghetti alla carbonara, penne all’arrabbiata, tonnarelli cacio e pepe e gnocchi il giovedì (piatti tra gli 8 e i 10 euro).
- I secondi partono dal coniglio alla cacciatora, al tradizionale bollito alla picchiapò, passando per il pollo con peperoni o la trippa al sugo con pecorino (tra 10 e 11 euro).
- Immancabili contorni: puntarelle e carciofo alla romana (quando è la stagione) oppure cicoria ripassata in padella aglio, olio e peperoncino (6 euro). Da non perdere la crostata di visciole (5 euro).
"A Roma c'è' una grande varietà' di ristoranti di ogni tipo
ma assolutamente da non perdere e' la cucina tipica romana:
pasta alla carbonara, gricia, cacio e pepe, arrabbiata, amatriciana, gnocchi,
abbacchio, coratella, trippa, coda alla vaccinara, paiata,
carciofi, puntarelle, cicoria, broccolo romanesco...
Un ottimo indirizzò è "lo scopettaro" a Testaccio
oppure "il cordaro" a Trastevere."
(ISABELLA - da Roma)
Armando al Pantheon: il più turistico
Alla Salita de Crescenzi a due passi dal Pantheon la trattoria Armando continua la tradizione di famiglia cominciata nel 1961.
Non lasciatevi impressionare dai turisti che lo affollano perché i piatti romani sono quelli di un tempo: Gricia, amatriciana, carbonara (10 euro), trippa alla romana (15 euro), coratella d’abbacchio (10 euro), baccalà alla pizzaiola (17 euro), puntarelle (8 euro) e dolci fatti in casa (8 euro).
Felice a Testaccio: il migliore nel quartiere
In via Mastro Giorgio, questa trattoria propone dal 1936 una buona cucina romana dalla quale emergono imperiosi i tonnarelli cacio e pepe, i saltimbocca alla romana e la coratella con i carciofi.
Sicuramente è meglio prenotare data l’affluenza di clienti in ogni giorno della settimana. I prezzi si attestano sul livello medio – alto (antipasto sui 14 euro, primi e secondi sui 17 euro, dolci sugli 8).
Trattoria Perilli: la preferita da Sordi
Se questa trattoria era la preferita di Alberto Sordi, una ragione ci sarà.
Provate la carbonara oppure la cacio e pepe e capirete perché Albertone era uso venire a pranzare qui (molto tardi rispetto all’orario canonico per non trovare clienti). Da non perdere il suo abbacchio al forno. Prezzi sui 35-40 euro per un pasto completo.
Sora Lella: simbolo di Roma
Siamo sull’Isola Tiberina ed il famoso ristorante della Sora Lella, ora gestito dai nipoti, ha mantenuto integra la tradizione di famiglia.
I primi (dai 14 ai 18 euro) sono tutti meritevoli di nota, così come i secondi (dai 20 ai 28 euro). Da provare assolutamente.

La Campana: il più antico in città
Questo ristorante è il più antico di tutta la Capitale e risale al lontano 1518.
Il menù è come un’enciclopedia della storia della culinaria romana e si possono ordinare piatti tradizionali quasi introvabili come i tagliolini con alici e pecorino e la minestra con broccoli e arzilla.
La Parolaccia: l'alternativo per eccellenza
Una proposta culinaria condita con un pizzico di goliardia: astenersi permalosi!
Qui vengono servite prelibatezze con l’aggiunta di parolacce. Il tutto da assumere durante i pasti, con tanta ironia e un bicchiere di buon vino, aiuta a rispondere a tono.
Elena Bittante
Recensioni Roma
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