Arena di Verona a Verona
Monumenti ed edifici storici a Verona - Arena di Verona
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La magnifica Arena è il simbolo indiscusso della città di Verona, uno degli esempi più belli di anfiteatro romano, il terzo per grandezza nel suo genere dopo il Colosseo e l'Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere.
Realizzata con blocchi di marmo rosa, nel corso dei secoli, ed in base alle dinastie che si alternavano al potere nella città di Verona, subì una serie di cospicue opere di ristrutturazione che gli hanno permesso di conservare, quasi del tutto intatto, il suo originale splendore. La capienza complessiva dell'Arena di Verona è di oltre 20.000 posti a sedere.
INDICE
La storia dell'Arena
Non ci sono testimonianze effettive che permettono di risalire ad una data esatta in cui l'Arena di Verona sarebbe stata realizzata, l'unico riferimento temporale che si può dare è che la sua costruzione dovrebbe essere durata in un periodo di tempo che andava dal I al III secolo A.C.
Un'antica leggenda popolare racconta che l'arena fu costruita dal demonio in una sola notte, ma le fonti storiche, seppur scarne, raccontano che furono i Romani ad erigere un monumento tanto maestoso ed imponente.
L'Arena fu destinata ad accogliere i giochi ludici dell'epoca; combattimenti fra gladiatori, naturalmente, ma anche esibizioni circensi circensi e, più tardi, spettacoli con i tori.
Dal 1600 in avanti la costruzione è diventata teatro privilegiato di opere e nei primi anni del secolo scorso si è trasformato in palcoscenico unico di opere liriche. L'Arena di Verona, oggi, è il più grande teatro all'aperto che propone un'intera stagione lirica di primo piano.
Cosa vedere?
Il teatro già da solo rappresenta la meta di un ipotetico viaggio; la costruzione, un tempo fuori dalle mura cittadine, oggi si trova in un centro città vivace e cosmopolita.
Oltre alla struttura in sè, naturalmente, vi consigliamo di perdere l'opportunità di assistere alla magia di uno spettacolo di opera lirica a cielo aperto. Sotto la pallida luce delle stelle veronesi, il palco brilla di luce propria regalando agli spettatori una suggestione unica.

Come arrivare, prezzi e orari
L'Arena è facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici in partenza sia dalla stazione ferroviaria che dal vicino aeroporto. Per soluzioni più veloci e personalizzate il taxi rappresenta la soluzione più comoda.
L'arena è aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30 mentre il lunedì è disponibile soltanto al pomeriggio dalle 13.30 alle 19.30.
Il biglietto di ingresso con visita guidata è di 10 Euro salvo riduzioni applicabili ed offerte promozionali.
Arena di Verona: i consigli utili di chi ci è stato
Maria riassume l'Arena così:
"È il monumento più famoso di Verona. Fu costruito nella prima metà del I sec. d.C. ed è il terzo anfiteatro più grande d’Italia dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua. La forma è ellittica, per consentire un’acustica perfetta. Accoglie migliaia di spettatori che d'estate possono assistere alle opere liriche. Dall'alto si gode il bellissimo panorama della città e dei dintorni."
Rosa da San Martino Siccomario, invece, racconta innamorata:
"L'Arena è pregna di energie. Entrarci e non restarne avvolti è impossibile. Chiudendo gli occhi si può quasi sentire il clangore del metallo, le lotte avvenute... è il simbolo che rappresenta Verona nel mondo, giustamente, e poi come non ripensare ai mitici festival musicali?"
Infine Evandro spiega una singolare leggenda sull'Arena:
"Nel corso del tempo ci sono state varie leggende circa l'origine dell'Arena: per un certo periodo nel Medioevo si raccontò che un gentiluomo veronese, accusato di un crimine cruento per il quale era stato condannato a morte, pur di avere salva la vita promise ai capi della città che avrebbe costruito in una sola notte un immenso edificio in cui si potessero svolgere spettacoli: per adempiere alla promessa promise l'anima al demonio, che si impegnò a compiere il lavoro nelle ore tra l'Avemaria della sera e quella del mattino. La notte tutti i diavoli dell'Inferno si riunirono a Verona per compiere l'opera immensa, ma al mattino, alla prima nota dell'Avemaria, risprofondarono tutti sottoterra lasciando la costruzione, sebbene a buon punto, incompleta: da qui sarebbe l'origine dell'Ala."

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