Villa La Rotonda, la matematica della bellezza
Le geometrie perfette di un’architettura cartesiana, il patrimonio Unesco di Vicenza
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Villa Almerico Capra, detta “La Rotonda”, è la più famosa di tutte le ville venete. Archetipo cinquecentesco di perfezione ispirata all’antichità, questa meravigliosa struttura si erge nel verde della bucolica periferia di Vicenza. Una “villa- tempio” che fonde le caratteristiche delle dimore venete, legate indissolubilmente alla terra che le circonda, e all’esaltazione del singolo uomo; si tratta infatti di una residenza pensata per un’unica persona, il nobile vicentino Paolo Almerico. Solo il genio di Palladio poteva coniugare la praticità funzionale all’utopia umana in un’opera d’arte senza tempo, una delle più celebri eredità architettoniche al mondo in perfetta armonia con il paesaggio che la circonda.
Le ville palladiane, i gioielli architettonici del Veneto
Per comprendere e ammirare il genio e l’estro di Andrea Palladio, è fondamentale visitare almeno una delle 24 ville venete patrimonio Unesco che si trovano sparse in tanti angoli della regione, la maggior parte nel territorio vicentino. Queste eleganti strutture nobiliari vennero edificate intorno alla metà del Cinquecento dall'architetto Palladio su commissione delle più importanti famiglie del luogo. Delle “case vacanze” che fungevano anche da complessi produttivi: immerse in vaste aree verdi, producevano doni della terra tutto l’anno. Le ville comprendevano anche magazzini, stalle e depositi per il lavoro agricolo, dei microcosmi di bellezza e produttività.
Tra il 1994 e il 1996, le ville venete entrarono nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. La più nota è Villa Almerico Capra, detta La Rotonda, che si distingue per la struttura circolare ispirata al Pantheon di Roma. Una dimora dalle perfette proporzioni immersa in uno splendido giardino, soprattutto in autunno quando si tinge di mille colori.
La storia della Rotonda, una villa-tempio
La villa La Rotonda è considerata l’icona delle ville palladiane. Questa meraviglia venne commissionata al genio di Palladio nel 1566 da Paolo Almerico, ecclesiastico vicentino nonché raffinato uomo di cultura del ‘500. Ritiratosi dalla carriera capitolina presso la corte papale di Pio III° e Pio V°, decise di tornare alla sua terra d’origine e costruire una grande residenza in campagna. I lavori iniziarono intorno al 1567 con un progetto che si distinse da subito per la sua eccezionale concezione, totalmente innovativa per le esigenze abitative del tempo. La villa riproponeva infatti un’architettura religiosa, con una pianta centrale a croce greca ed una cupola. L’ispirazione di Palladio fu un omaggio all’antichità, la villa infatti rivisita la struttura del Pantheon di Roma, un progetto perfettamente in linea con il gusto del committente che desiderava un’abitazione-tempio strutturata per un’unica persona.
L’esterno, l’estetica della perfezione
La Rotonda si ammira anche da distante: spicca sopra una lieve altura nella meraviglia della sua armonia strutturale. La villa si distingue per le sue quattro facciate identiche dotate di pronao con timpano sorretto da sei colonne ioniche, e ciascun lato presenta un ingresso raggiungibile da una gradinata. Un impianto a croce greca sovrastato da una grande cupola, caratteristica che le conferisce il nome. La cupola esterna, venne modellata diversamente rispetto al progetto iniziale del Palladio poiché venne completata da Vincenzo Scamozzi dopo la sua morte del famoso architetto.
Le curiosità di questa magnifico capolavoro non terminano qui, non tutti sanno che La Rotonda è priva di fondamenta grazie alla sua struttura di archi e di volte a crociera che formano una griglia strutturale di assi su cui poggiano i piani superiori.
L’interno, il vezzo del barocco
Gli interni sono simmetrici tanto quanto il suo esterno. Strutturata su tre piani, quello che salta all’occhio è il piano nobile, l’unico visitabile. L'aula centrale e tutte le altre stanze sono disposte e proporzionate con precisione matematica e orientate secondo criterio per consentire ad ogni stanza un'analoga esposizione al sole: la pianta fu ruotata di 45 gradi rispetto ai punti cardinali, l’ennesima brillante intuizione di Palladio che avvalorò l’abitazione.
La sala centrale è di mirabile bellezza, evocazione del nome: “La Rotonda”. Qui si trova la grande cupola e l’intero ambiente è interamente affrescato con rappresentazioni barocche postume alla realizzazione architettonica. Gli affreschi vennero realizzati da Louis Dorigny e nella parte inferiore rappresentano le divinità dell’Olimpo, mentre affollano la parte superiore della cupola la Fama, la Religione, la Benignità e la Temperanza, allegorie pittoriche di gusto barocco che contrastano con la linearità e la classicità delle forme strutturali della villa.
Al culmine della grande cupola si nota con lanterna da dove entra la luce, perfettamente parallela ad un bassorilievo dal volto grottesco con dei fori posizionato sul pavimento: da qui fuoriesce l’aria fresca dal piano sottostante, un ingegnoso sistema di refrigerazione ante litteram per i caldi ed afosi mesi estivi della campagna vicentina.
Come arrivare
La Rotonda si trova nei pressi della città di Vicenza, è raggiungibile anche a piedi in mezz’ora di cammino dalla stazione di Vicenza, oppure prendendo il bus 8 Svt (Società Vicentina Trasporti).

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