Vicenza, un'opera d'arte firmata Palladio
La "città dell'oro", una delle più belle d'Italia e Patrimonio Unesco, ricca di storia e solcata in lungo e in largo dalla grandezza del Palladio: scopriamo Vicenza!
Vicenza è la città del Palladio, un raziocinio urbano delle forme patrimonio Unesco. Deve al genio dell’architetto vicentino la sua bellezza composta, per nulla austera: vi accoglie come un salotto di un palazzo nobiliare.
Passeggiando per la città avrete sempre la sensazione di vivere in un interno, in una scena teatrale a cielo aperto, basta fermarsi in piazza dei Signori dove si trova il capolavoro del Palladio, la Basilica con la Torre Bissara per rendersene conto.
L’Unesco l’ha definita tale: “Per la sua architettura, la città ha esercitato una forte influenza sull’architettura e le regole d’urbanesimo nella maggioranza dei paesi europei e del mondo intero”. Scopriamola insieme!
Andateci se vi piace: ville e dimore storiche, luoghi di culto e musei, arte palladiana.
Per quanto tempo: un weekend o più giorni.
Il periodo migliore: tutto l'anno.
Da sapere
- Cosa sapere su Vicenza: le dritte per non perdersi il meglio
- Dove si trova Vicenza: il territorio e la storia millenaria
- Come si vive a Vicenza: clima, qualità della vita e quando andare
Pianificare il viaggio
- Cosa vedere a Vicenza
- Come arrivare e come muoversi a Vicenza
- Dove e cosa mangiare a Vicenza
- Cosa vedere nei dintorni di Vicenza
- Dove dormire a Vicenza
- Cosa fare la sera a Vicenza
- Cosa comprare a Vicenza
Cosa sapere
Dal 1994 la città è Patrimonio Universale dell'Umanità dell’Unesco, con ben 23 monumenti nel suo centro storico e almeno 16 ville della provincia; ascrivibili tutti alla creatività tardo rinascimentale di Andrea Palladio, il celebre architetto nato a Padova ma che, trasferitosi qui a 16 anni, ha lasciato in questi luoghi la sua impronta immortale, poiché il suo stile si è diffuso in tutto il mondo.
Il Teatro Olimpico, la Basilica Palladiana, il Palazzo Chiericati e poi Villa Capra la Rotonda, la villa-tempio con le sue quattro facciate perfettamente uguali, vera icona universale delle costruzioni palladiane. E ancora, Villa Trissino Trettenero. Solo qualche idea per assaporare le sorprese artistiche-culturali-storiche di Vicenza e dei paesi che la costellano come le perle di una collana.

Diversi gli itinerari a tema, tra cui "per grazia ricevuta", in giro per santuari, come quello di monte Berico. O il gotico, molto sviluppato dentro e fuori città, o il percorso che porta sui luoghi della Grande Guerra. Interessanti pure gli itinerari romantici , quelli in bici o seguendo un "goto de vin", ovvero toccando le strade delle produzioni vinicole.
E, in una città a forte vocazione industriale, esiste pure un turismo industriale, alla ricerca delle aziende che ne raccontano la storia attraverso l’insolito punto di vista delle sue attività produttive. Da visitare il Museo della ceramica e della grappa distillerie Poli di Bassano, il museo dei cappelli di paglia di Marostica, il lanificio Marzotto di Valdagno.
Tanti i tour che circondano Vicenza, collocata al cuore del Veneto, come l'Altopiano di Asiago, Recoaro Terme e le cosiddette piccole Dolomiti, i Colli Berici che regalano al paesaggio un dolce profilo. Un territorio da esplorare, con un clima di tipo semicontinentale che, pur se può presentare inverni rigidi e piovosi nonché estati caldi e afose, risulta complessivamente mite. Ciò piacevole una visita in questa provincia definita "giardino del Veneto", in ogni stagione dell’anno, per il paesaggio bello e variegato e i tanti punti di interesse artistico-culturale-storico.
Dove si trova
Distesa ai piedi del versante settentrionale dei Colli Berici e, a oriente, dai Lessini, Vicenza si sviluppa tra le anse dei fiumi Bacchiglione, Retrone ed Astichello, in un territorio pianeggiante che si alza relativamente fino a raggiungere i 183 metri del Monte Bella Guardia.

Vicenza è antica, qui ci vivevano i paleoveneti già nell'VIII secolo a.C. e si sa che nel 49 divenne municipio romano, con il nome di Vicetia, raggiungendo una certa solidità economica. La città non sfugge alle invasioni di diversi popoli che la saccheggiano ma riprende verve con il dominio dei Longobardi. Quando questi vengono sconfitti da Carlo Magno, è contea dei Franchi: siamo attorno al 773 dopo Cristo. Circa un secolo dopo, arrivano i violenti Ungari: si costruiscono le prima mura per difendere il centro città.
La storia narra che Vicenza, dalla fine dell’800, passa sotto il potere di Ottone I e del Sacro Romano Impero; quindi tocca ai vescovi che introducono troppe tasse: i vicentini resistono ma nel 1100 insorgono e li cacciano. È il tempo del libero comune e di cruente battaglie con le città vicine, Padova, Treviso, Verona, con cui Vicenza si allea quando un’altra grossa minaccia giunge dal nord da dove scende Federico il Barbarossa: è circa il 1160.
Qualche decennio dopo, nel 1236, Federico II devasta il territorio con le sue milizie e consegna la città alla famiglia degli Ezzelini. Successivamente Vicenza passa sotto il dominio di Padova, prima, quindi degli Scaligeri e ancora dei Visconti. Nel 1387 diventa parte della Repubblica di Venezia. Dalla metà del ‘500, splendore e prosperità accarezzano la vita di Vicenza: le famiglie di commercianti si arricchiscono e quando arriva Andrea Palladio, si circondano di meraviglie e preziosità.
Nessun grosso danno fino al 1700: le truppe di Napoleone la occupano e nel 1797 Vicenza è ceduta all’Austria, in seguito al trattato di Campoformio. Ma, seguendo le sorti di mezza Europa, è invasa di nuovo dai francesi e torna di nuovo all’Austria, definitivamente, con il congresso di Vienna: è il 1814. Nel 1848, sommosse contro Radetzky; infine, il 18 novembre 1866 le truppe di Vittorio Emanuele II di Savoia liberano la città che diventa italiana a tutti gli effetti.
Nella prima guerra mondiale, Vicenza, con tutto il suo territorio, è teatro delle pagine più cruente del conflitto, scritte con il sangue, l’altopiano di Asiago, il monte Grappa, il Pasubio. Circa ventennio di pace e poi di nuovo la guerra, con bombardamenti, vittime, danni ai monumenti. Finalmente, nel 1945, si torna a pensare alla vita.

Come si vive
A Vicenza si arriva in auto percorrendo l’Autostrada A4: da qualsiasi direzione seguire l’uscita "Vicenza Es"t o "Vicenza Ovest". Dall’Autostrada A31, l’uscita è "Vicenza Nord". Poi bisogna posteggiare (ci sono diversi parcheggi fuori le mura) e prendere i mezzi pubblici della AIM o muoversi a piedi verso il centro, zona a traffico limitato.
La stazione dei treni è a circa un chilometro dalla Basilica Palladiana. A Vicenza ci si sposta solitamente a piedi per apprezzare meglio i suoi monumenti, ma se si decide di prendere i mezzi si può comprare la AIM Card anche con lo smartphone: la speciale carta elettronica offre tutta una serie di servizi, come trovare il parcheggio più vicino.
L’area vicentina ha un’intensa attività industriale, un fiore all’occhiello dell’imprenditoria di tutto il nord-est, soprattutto in ambito tessile, conciario, calzaturiero. Pure i settori della lavorazione del legno e dei mobili, assieme agli ambiti meccanici, all’abbigliamento, alle materie plastiche sono importanti. Una tradizione antica riguarda poi la lavorazione artigianale ed industriale dei metalli preziosi, prima di tutto l’oro. Anzi, a tal proposito, Vicenza, oltre che "città del Palladio", è spesso ricordata anche come "città dell’oro".
Rilevante la voce agro-alimentare-allevamento, con la coltivazione di diversi prodotti di eccellenza, dai cereali agli ortaggi alle leguminose alla frutta, al latte ai formaggi. Infine, il turismo, in crescita costante, da quello enogastronomico a quello termale, a quello montano, a quello cinematografico.

Vicenza e la sua provincia sono stati più volte allestiti per set cinematografici. È addirittura disponibile una mappa dei luoghi del cinema di tutto il vicentino, la CineMap. Il primo film girato in zona è stato "Piccolo Mondo Antico" del 1941, per la regia di grandi come Mario Soldati e Alberto Lattuada, con Alida Valli e Massimo Serato. La storia è tratta da un libro di Antonio Fogazzaro, scrittore vicentino doc.
Esiste, tra l'altro, un itinerario a lui dedicato, per ritrovare paesaggi e atmosfere descritte nei suoi libri, dentro e fuori la città, che da Villa Valmarana ai Nani di Vicenza e dal suo centro storico, porta a Montegalda, nella Villa Fogazzaro Colbacchini, quindi a Tonezza del Cimone, Velo d’Astico, Caldogno, Bassano del Grappa, per poi ritornare in piazza San Lorenzo di Vicenza.
Tra i visitatori del passato che hanno apprezzato il territorio, Goethe che nei suoi diari descrive il fascino palladiano della città e dei suoi paraggi, in un clima di serenità, mentre, gironzolando qua e là, si ristora con un grappolo d’uva.
Curiosità: i vicentini sono detti (a torto o ragione), "magnagati": e il gatto è diventato uno dei simboli della provincia. Esiste anche la "gata", dolce da forno artigianale, farina di mais, grappa, mandorle, cioccolata e miele.











