Recoaro Terme: la guida completa e aggiornata
Guida Recoaro Terme, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Provincia di Vicenza, Recoaro Terme è immerso nella conca di Smeraldo della valle dell’Agno, ai piedi delle Piccole Dolomiti, a 450 metri di altezza.
Siamo vicino ai Monti Lessini, al confine con le province di Verona e Trento. Il comune ha circa 7mila abitanti e un clima rigido d’inverno, quando le temperature scendono spesso sotto lo zero, e piacevole d’estate, con temperature sui 25 °C in agosto, in genere, naturalmente. La piovosità è frequente in tutti i mesi dell’anno.
Notizie ufficiali di Recoaro, abitata probabilmente fin dall’antichità da genti di origine tedesca, i Cimbri, si hanno attorno ai primi decenni del 1300, quando si stacca dal comune di Rovegliana, che viene citato in alcuni documenti nel 1262, e si sviluppa attorno alla conca dolomitica rialzata sulle colline ed esposta al sole.
Negli anni successivi la zona passa in mano agli Scaligeri, poi ai Visconti. Nel 1400 è dominio della Repubblica Veneta. Nel 1689, la svolta per le sorti della città: il conte Lelio Piovene scopre le virtù terapeutiche delle acque minerali presenti in zona. Molti cercano di commercializzarle ma nel 1752 la Serenissima dichiara le acque di proprietà dello stato e dunque di pubblico interesse. Inizia un grande sviluppo di pari passo con l’utilizzo curativo delle acque. Intanto, il territorio passa all’Impero Austro-Ungarico. Poi le acque vengono sfruttate commercialmente con il loro imbottigliamento tra le due guerre. Nel secondo conflitto mondiale Recoaro è occupata dai nazisti che si installano nello stabilimento termale, bombardato dagli alleati proprio alla fine della guerra, nella primavera del 1945. Nel dopoguerra si struttura la frazione Recoaro 1000, la località (anche) degli sport invernali.
Le attività economiche di Recoaro Terme si basano soprattutto sul turismo, termale e non. Importante la presenza dell’agricoltura, con la produzione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, viti e alberi da frutta, e di laboratori artigianali del legno e dei mobili. Rilevante l’industria delle bevande.
Ricca l’offerta di eventi a Recoaro Terme. Da ricordare la Chiamata di Marzo, una singolare manifestazione che si svolge ogni due anni in quelli pari, nell'ultima domenica di febbraio: per le vie della cittadina centinaia e centinaia di figuranti in costume rievocano momenti di vita del tempo che fu, con sfilata di carri allegorici rappresentativi di arti e mestieri antichi.
A luglio, il Concorso internazionale delle sculture di legno. In agosto, la Festa dell’acqua, in cui si celebrano i fasti del termalismo recoarese della fine dell'Ottocento, riportando alla ribalta i costumi e i modi di vivere della Belle Époque. La prima domenica di settembre, nella contrada Malgari dei Ronchi, si svolge la Festa dei Gnocchi con la Fioreta con l'incoronazione di Miss Fioretta, la tosa pì fresca, pì alegra, pì simpatica.
Per Natale, è tempo di Rindolando, che deve il suo nome alla rindola, ossia la corteccia dell'albero: così come questa raccoglie l'acqua che sgorga dalla sorgente e la riversa sui prati, così si organizza un mercatino in cui si possono comprare i prodotti locali, miele, salumi, formaggi tipici, oggetti d'artigianato in legno. Il 6 gennaio, con la festa e il rogo della Stria (strega), lungo le stradine del centro si esibiscono trampolieri, maghi e folletti. Il tutto è legato a una gara di slitte in costume d'epoca che vede rivali le contrade di Recoaro, con un tradizionale falò finale. Il 17 gennaio si tiene la Festa di Sant’Antonio, patrono di Recoaro Terme.
La cucina di Recoaro Terme segue il ritmo delle stagioni, con un’ampia varietà di pietanze contadine e montanare. Da provare la soppressa, insaccato di maiale, il salame cotto con aceto balsamico, i formaggi di malga, e gli gnocchi con la fioreta, cioè il primo fiore che si forma durante la produzione del formaggio, molto simile alla ricotta ma più liquida, che si può anche gustare da sola.
Tra i primi, vanno molto i bìgoi, una specie di spaghettoni, conditi con sughi di selvaggina, dal colombino all’anatra, la pasta e fasoi, fagioli, alla vicentina, con le tagliatelle fresche all’uovo, il risotto con i piselli (risi e bisi), con i pissacan, cioè il tarassaco, con il radicchio. Da assaggiare la panà, una zuppa preparata con pane raffermo e brodo di pollo. Frequente la polenta, con gli arrosti di selvaggina, con il camoscio in salmì, con lo spezzatino di capriolo o con il baccalà (alla vicentina, ovviamente). Il tutto innaffiato con i vini tipici veneti DOC, come il Cabernet di Breganze, il Gambellara, il Garganega dei Colli Berici o il Durello dei Lessini.
Non solo terme, a Recoaro, poiché la cittadina offre tante possibilità di svago, in ogni stagione, dalle escursioni a piedi o in mountain bike, alle discese sugli sci d'inverno e alle scalate sulle ripide rocce d'estate. Un occhio alla natura, al benessere, al divertimento e alla cultura: questa è Recoaro Terme.



Voto complessivo 6