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Museo del Mare di Bagnoli a Napoli  

Musei a Napoli: Museo del Mare di Bagnoli

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Giudizio

Valutazione Generale
  
Rank 70# di 119
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Recensioni Museo del Mare di Bagnoli

Livello 100    
Voto complessivo
Il Museo del Mare di Napoli è un luogo ispirato e dedicato al sogno collettivo del mare nei suoi molteplici aspetti, soprattutto quelli legati alla navigazione. Sito a Bagnoli (NA), è nei locali dell’Istituto Tecnico Nautico “Duca degli Abruzzi” che ... Vedi tutto è ospitato il museo. La sua posizione, sul litorale, contribuisce a fare di questa struttura un valido strumento per proporre alla città e ai suoi visitatori la conoscenza del mare e delle culture ad esso legate: solitamente visto soltanto come occasione di svago estivo, il mare è un immenso contenitore di natura e cultura, portato all’attenzione del grande pubblico attraverso un originale percorso di visita. Nelle sale del museo sono raccolti e, scrupolosamente catalogati, reperti relativi a tre secoli di arte marinara napoletana. Si va dalle tecniche di costruzione navale a quella di navigazione, dalla meccanica alla fisica, dalla comunicazione all’astronomia. La superficie espositiva è di circa 400 mq, cui si sommano spazi destinati a laboratorio per il restauro di modelli e strumentazioni. Nella Sala delle Navi sono esposti numerosi modelli di navi risalenti in gran parte al XIX secolo, per un totale di 52 esemplari. Altre sale sono dedicate agli apparati di navigazione e radionavigazione, agli strumenti e agli attrezzi nautici, ai modelli radiocomandati. Particolare attenzione è dedicata alla strumentazione scientifica (250 apparecchi), utilizzata per esperimenti di fisica e meccanica, e alla cartografia nautica. In particolare, nel museo sono conservate oltre 180 carte risalenti a diversi periodi a partire dal Settecento. La dotazione museale si completa con una serie di film documentari dell’Istituto Luce, risalenti agli anni trenta, e con una ricca biblioteca tematica di oltre 900 volumi del Settecento e dell’Ottocento. Visitando gli ambienti si possono ripercorrere le tappe evolutive dell’arte navale, da quando era trasmessa per via orale di padre in figlio a quando, incorporate le teorie scientifiche dell’Ottocento, è diventata una vera e propria disciplina scientifica. Di fronte ai bellissimi modelli in legno di navi si torna alle emozioni provate nelle letture di mare, dai progetti di Cristoforo Colombo alle avventure del Capitano Nemo, dalle vicende di Achab alle prese con Moby Dick fino ai sogni di Peter Pan. Al cospetto delle riproduzioni in legno di importanti velieri del passato ci si sente un po’ capitani e un po’ pirati, ma soprattutto si scopre l’affascinante mondo delle costruzioni navali, fucina di idee e soluzioni ingegneristiche. Questi modelli sono veri e propri supporti didattici del passato, utilizzati per insegnare sia la costruzione delle navi sia la navigazione, strumenti via via sostituiti dai libri e, in tempi recenti, dai sofisticati metodi di rappresentazione consentiti dall’informatica. Il museo ha ottenuto la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Bruxelles del 1910 e a quella di Genova nel 1914, ed è stato riconosciuto nel 1992 dal Ministero del Turismo e Spettacolo come Museo del Mare Europeo. Tra le sue attività ospita spesso mostre e si fa promotore di iniziative finalizzate alla conoscenza del mare e della navigazione. Molto forte è l’integrazione tra la struttura museale e il territorio, soprattutto per quanto attiene alla ex realtà industriale di Bagnoli, con la sinergia sviluppata insieme ad altre istituzioni come la Città della Scienza, incentrata sui molteplici aspetti interattivi della scienza, e come il Museo del Lavoro, dedicato all’archivio storico dell’ex Italsider. Il recupero dell’area industriale e delle sue strutture offre un’occasione unica per riscoprire questo tratto di litorale napoletano, destinato a diventare un polo museale e scientifico di rilevanza internazionale. Del resto la stessa ambientazione del museo, proprio sul golfo di Pozzuoli e di fronte a Nisida, è un’occasione per vivere più dappresso il contatto col mare. A poca distanza da qui è anche il Turtle Point, il centro per il recupero e la riabilitazione delle tartarughe marine, sezione distaccata della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli.
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