La geografia in mostra, a Padova il primo museo ‘mappamondo’ italiano
Carte, globi, plastici e fotografie, sono tanti gli strumenti che il Museo offre per un viaggio immersivo nel pensiero geografico dal 1872 ad oggi
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L’esplorazione del pianeta stratificato attraverso un binocolo, geografia fisica e umana che si incontrano nello schema di un mappamondo in due emisferi. Questo è il logo del Museo di Geografia del Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, il primo in Italia e tra i pochi nel mondo nel suo genere ‘universitario’, con la missione di rivalutare la forza di una disciplina spesso accantonata nella cultura contemporanea ma che consente di vedere il mondo in un continuo confronto tra scienze naturali e sociali attraverso 150 anni di ricerca e didattica universitaria.
Rilanciare la disciplina geografica, la mission del Museo di Padova
Il Museo di Geografia di Padova rientra nel circuito del CAM (i musei dell’ateneo padovano) ed è ospitato nell’autorevole Palazzo Wollemborg – che diede i natali all’illustre economista Leone Wollemborg - in via del Santo 26.
La città veneta vanta una lunga tradizione universitaria per quel che riguarda l’insegnamento della geografia che risale già al XVI secolo per poi vedere assegnata la prima cattedra di Geografia e Scienze Nautiche nel 1746; l’Università di Padova diventa riferimento nazionale in materia nel 1872 quando Giuseppe Dalla Vedova diventa docente.
Oggi il Museo ha sottoscritto una convenzione con l’AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia) che arruola università ed enti di ricerca impegnate nel campo della geografia per riportare alla luce documenti e studi del patrimonio geo-cartografico. “Il Museo di Geografia di Padova vuole rilanciare il ruolo della disciplina troppo spesso bistrattata e considerata obsoleta nella società contemporanea ma che serve invece a capire i grandi cambiamenti che stiamo vivendo – spiega Mauro Varotto, responsabile scientifico – ma non è un progetto che si rivolge al passato quanto piuttosto al futuro”.
Così il visitatore si potrà approcciare, in modo pratico e diretto, agli strumenti didattici del percorso museale, globi, atlanti, carte murali e documenti originali. Uno dei saperi più antichi può aiutarci a tradurre la complessità del mondo in cui viviamo portandosi dietro il carico di responsabilità ambientale e sociale.
Tre percorsi per conoscere la geografia, dagli albori ai nostri giorni
Esplora, Misura, Racconta. Le tre parole chiave che identificano i tre percorsi di conoscenza organizzati dal Museo di Padova e tutti da scoprire.
Si parte con ‘Esplora’, sezione consacrata alle esplorazioni geografiche di ieri e di oggi attraverso una miscellanea di reperti antichi e strumenti tecnologici; poi c’è ‘Misura’, itinerario (tristemente attuale) dedicato alla misurazione dei cambiamenti climatici con l’esposizione di un grande globo digitale e dei suoi quattro elementi; infine ‘Racconta’, con la narrazione dei luoghi, dei paesaggi e dei territori attraverso strumenti multisensoriali.
Accessibile ai visitatori anche la Sala della Musica che ospita tre grandi riproduzioni di mappe storiche e una serie di antichi globi, e la Biblioteca con la sua preziosa collezione di plastici storici. Se non occupate dagli studenti, è possibile fare un salto anche in Africa, nelle Alpi e nell’Adriatico: le tre aule didattiche con carte e testimonianze della ricerca geografica patavina.
Il Museo di Geografia di Padova è visitabile gratuitamente (con prenotazione) ogni venerdì pomeriggio e sabato mattina. Per info www.musei.unipd.it/it/geografia.
