L'Orecchio di Dioniso, la grotta leggendaria di Siracusa
La Latomia del Paradiso del Parco Archeologico della Neapolis nasconde un tesoro segreto. E noi te lo 'sveliamo'
Latomia del Paradiso ali caliskan / Shutterstock.com
Scavata nell’antica roccia calcarea nota come Latomia del Paradiso e immersa in un delizioso giardino dove la flora mediterranea incontra piante esotiche, l’Orecchio di Dioniso è uno dei luoghi più particolari da visitare nel Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa. Le sue sono immagini strabilianti, di quelle che decisamente non si vedono tutti i giorni, e la sua (lunga) storia è tutta da scoprire tra antichità e leggenda.
Curiosità sul nome
L’Orecchio di Dioniso è una grotta alta circa 23 metri e larga fra 5 e 11, dalle pareti convergenti che formano una volta a sesto acuto leggermente smussato che ricorda la forma di un orecchio gigante. Sarebbe, dunque, la sua particolare conformazione ad averle dato questo nome così curioso; le fonti, tuttavia, riportano che anche il celebre artista Caravaggio, durante una visita al sito, lo definì come l'Orecchio di Dionigi per la sua forma a S che ricordava vagamente un padiglione auricolare.
Non solo: la grotta già all’epoca mostrava notevoli proprietà acustiche, poiché al suo interno i suoni risultavano amplificati. Pensa che per moltissimi anni tante guide turistiche hanno stupito i visitatori facendo ascoltare il rumore di un semplice pezzo di carta che, stracciato a decine di metri di distanza, produceva un suono incredibilmente forte. Come se l’avessero fatto a pochi centimetri da loro!
Questa caratteristica avrebbe inoltre dato vita alla celebre leggenda che vede l’Orecchio di Dioniso protagonista, e che ne ha nel tempo accresciuto il fascino.
L’Orecchio di Dioniso tra verità e leggenda
La leggenda narra che fossero proprio le particolari proprietà acustiche della grotta a permettere al tiranno Dionigi (e da qui il nome ‘orecchio di Dionigi’) di rinchiudervi i suoi nemici per ascoltarne di nascosto i discorsi amplificati dall’eco.
Tra i prigionieri più illustri della grotta c’è anche il poeta Filosseno, accusato di non saper apprezzare le opere scritte proprio da Dionisio e che proprio durante la sua prigionia scrisse una delle sue opere più conosciute: Il Ciclope.
Non esistono notizie certe circa lo spionaggio di Dionisio; sono molti gli storici che credono invece che la grotta seguisse il tracciato di un antico acquedotto, e che l’Orecchio servisse come effetto speciale per il teatro greco, che si trova proprio a due passi dalla latomia, appena dietro gli spalti. Veniva, dunque, probabilmente utilizzata durante le rappresentazioni da un coro che, cantando dalla grotta, faceva uscire la propria voce alle spalle del pubblico. Un effetto che all’epoca doveva lasciare gli spettatori davvero a bocca aperta, dal momento che non riuscivano a capire da dove venissero i canti che stavano ascoltando.
L’acustica della grotta le ha permesso di essere ampiamente utilizzata come location di rappresentazioni e spettacoli anche all’epoca dei Grand Tour, e ancora oggi viene saltuariamente usata in questo modo. Se sei fortunato, anche tu potresti assistere ad uno spettacolo all’interno dell’Orecchio di Dioniso, e scommettiamo che non lo dimenticherai facilmente!

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