Belvedere di San Leucio, oltre la Reggia il patrimonio Unesco di Caserta
Insieme alla reggia, è uno dei motivi per cui ti verrà una gran voglia di visitare questa sorprendente città campana
Belvedere di San Leucio stock.adobe.com
I fasti e i lumi di un passato reale senza tempo che ancora sembra riecheggiare a Caserta e dintorni. Il Complesso Monumentale di San Leucio si trova sull’omonima collina e rappresenta, oltre alla Reggia, il secondo sito riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità nella cittadina campana.
Un borgo storico visitato da turisti di tutto il mondo che, oltre a godere della vista dall’alto della città, possono visitare le parti più antiche della struttura come i casamenti dei quartieri operai, il palazzo del Belvedere e la chiesa di San Ferdinando Re. Tutto grazie alla mano riformatrice dei Borbone e alla loro sperimentazione di impianti industriali sulla spinta illuminista del ‘700. Non a caso la parte più interessante di San Leucio è la fabbrica serica con tutti gli strumenti ancora visibili per la lavorazione della seta, dai telai in legno ai pregiati manufatti fino alla preparazione dei bozzoli.
Come nasce il Complesso di San Leucio, le origini del Belvedere casertano
Lo scopo originario del Complesso - sorto sulla collina acquistata dal Re Carlo di Borbone nel 1750 dagli Acquaviva di Caserta - era farne un luogo per la caccia e per lo svago dei reali. Solo in seguito venne realizzato il progetto di una fabbrica per la manifattura della seta tanto da accogliere una comunità autonoma dedita a questa attività, la Real Colonia di San Leucio, reclutando esperti e artigiani provenienti da varie zone.
Tutta la struttura ‘leuciana’ venne realizzata in funzione dei suoi lavoratori che poterono contare su condizioni di vita migliori rispetto a quelle della classe operaia dell’epoca: il codice delle leggi che regolava la Real Colonia venne ammirato e divulgato in tutta Europa. Quello di San Leucio fu l’esempio eclatante di sviluppo industriale moderno e di autonomia produttiva, il più grande impianto per la produzione di manufatti in seta in Italia nel XVIII secolo, diventando modello da emulare per tutte le filande del Regno. Tendaggi, tappezzerie, coperte, tutto sotto la direzione del Re perché il Complesso di San Leucio fu anche l’unico caso di dimora reale all’interno di un complesso industriale.
Il progetto di recupero di San Leucio e cosa vedere oggi
A partire dagli anni Settanta, il Complesso monumentale del Belvedere di San Leucio diventa di proprietà del Comune dando il via ad un lungo progetto di recupero con studi e consulenze da parte di nomi importanti del mondo dell’architettura e dell’industria.
Nel 1985 la Comunità Ue approva il piano che punta a ripristinare gli spazi e l’aspetto originari, arrestando il degrado e assegnando una fruizione della struttura compatibile con la sua missione iniziale. Per questo oggi il Real Belvedere di San Leucio ospita il Museo della Seta oltre che vari spazi per eventi e convegni: in estate, ad esempio, accoglie il ‘Leuciana Festival’, rassegna culturale che ospita artisti internazionali.
Il Museo della Seta si può visitare tutti i giorni (eccetto il martedì) dalle 9.30 alle 18 e comprende la sezione di Archeologia Industriale, gli appartamenti storici e i Giardini Reali.

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