Piccola premessa: la mia idea di vacanza si riassume
semplicemente nel visitare luoghi nuovi,
camminare per strade affollate, perdersi nei mercati, indugiare in musei o
chiese, assaporare sconosciute prelibatezze gastronomiche. Capirete quindi
il mio stupore quando, dopo anni di insistenze
da parte di mia moglie
...
Vedi tutto e complice un’eccezionale offerta, ho acconsentito a
passare le nostre vacanze alle Maldive.
Ho passato mesi a leggere su internet, scovare recensioni e forum per capire se
avevamo scelto l’isola giusta: Alimathà;
essenzialmente ero preoccupato dagli
spazi ristretti, dal fatto che, a detta di altri turisti, l’isola su cui si
trova il nostro resort si girasse in
soli 11 minuti, dall’assenza di
musei, dalle sole attività
acquatiche.
Certo i presupposti non erano allettanti, ma comunque siamo
partiti e dopo 12 ore tra volo intercontinentale e idrovolante (un’esperienza
che tra l’altro consiglio a tutti: un po’ cara e con tempi di attesa in
aeroporto un po’ stressanti, ma sicuramente tutto viene ripagato dalla vista
mozzafiato) siamo arrivati, o meglio, siamo ammarati in quello che oggi
definisco un angolo di paradiso; in questo luogo tutti i nostri sensi sono
colpiti e sconvolti da un misto di verde, blu, acqua tiepida, sapori inconsueti
ed esotici, versi di animali sconosciuti, tutto
prende corpo e forma… Quando Dio creò l’Eden sono convinto che rivolse lo sguardo verso questo angolo del
globo per prendere appunti.
Certo non posso negare che l’isola sia molto piccola, tra
l’altro col passare dei giorni siamo riusciti a fare il giro completo del
perimetro in soli 8 minuti con passo
normale. Oltre alla spiaggia principale, dove si concentra la maggior parte dei
turisti, ci sono numerose calette e piccole
spiagge semi-nascoste dove si può stare tranquilli con la sola compagnia di
un libro a riposarsi o sonnecchiare senza vedere
nessuno per lungo tempo.
Ma le soddisfazioni vere e concrete si avvertono una volta
indossate pinne e maschera e scesi
sotto il pelo dell’acqua; qui c’è un altro mondo fatto di nuovi colori, nuove
forme, silenzio assoluto, rotto soltanto dai pesci chirurgo che mordono il corallo.
E’ certo vero che il Nino del 1998 e lo Tsunami del 2004 hanno dato un serio colpo all’ecosistema della
barriera corallina. Adesso i colori sono più spenti, una patina ricopre quasi
tutto, ma il corallo sta ricominciando a rinascere e lo spettacolo è
inebriante; sembra quasi di nuotare in un acquario
e le emozioni si moltiplicano: il primo incontro con lo squalo (certo era solo di un metro e
mezzo, ma la paura è stata tanta) o la prima
nuotata a fianco di una tartaruga o ancora il primo faccia a faccia con un
bruttissimo barracuda.
Malgrado il periodo, ovvero la prima settimana di Settembre, abbiamo avuto grandissima
fortuna col tempo, è piovuto solo un paio di sere, per il resto è stato bello, soleggiato e caldo; c’è comunque
da dire che qui, come del resto in tutti luoghi tropicali, le nuvole sono una
costante giornaliera ed è estremamente difficile avete un cielo perfettamente sereno.
L’ isola di Alimathà fa parte dell’atollo di Felidhoo, nella
parte sud-orientale dell’arcipelago.
Dall’aeroporto
di Malè occorrono, per raggiungere
il resort, circa 20 minuti in
idrovolante o altrimenti, condizioni del mare permettendo, 2 ore in barca veloce. L’isola è
gestita da Alpitour; l’animazione si
concentra solo in una parte dell’isola ed è assolutamente soft, mai esagerata
con qualche torneo sportivo durante
il giorno e uno spettacolo serale al
teatro all’aperto che si trova al centro dell’isola, in alternativa un
tranquillo piano-bar.
Le escursioni proposte si limitano alla visita di
isolotti disabitati, oppure dell’isola capo-atollo dove si può respirare un po’
di aria locale ed acquistare
dell’artigianato a prezzi molto più bassi in confronto al bazar dell’albergo;
molto interessanti sono anche le uscite
guidate di snorkeling.
Consiglio a tutti di portarsi il minimo
indispensabile di bagaglio, tanti costumi, qualche t-shirts e pantaloncini
corti, magari qualcosa di più formale per la sera, cappello e crema solare ad
alta protezione, una maglietta per fare snorkeling ed ovviamente pinne,
maschera e boccaglio… Ah, ultima cosa: le scarpe lasciatele a casa, qui si sta scalzi ovunque…..
colorati delle forme strane, portatevi una macchina fotografica subacquea. attenzione alle murene quelle sono un pò .... pericolose! potrete vedere tartarughe e mante, nell'acqua sembra che volino leggere.
Voto complessivo