Atollo di Ari: la guida completa e aggiornata
Guida Atollo di Ari, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Situato nello scenario dell’Arcipelago delle Maldive, ecco l’atollo di Ari, una larghezza di 33 chilometri e una lunghezza di 96, per un’estensione che raggiunge, da sola, quella complessiva degli atolli di Malè Nord e Sud. Un meraviglioso “contenitore” che racchiude 105 isole di cui solo 18 sono abitate, e alcune delle quali sono adibite a veri e propri resort turistici.
Dal punto di vista amministrativo, l’Atollo di Ari è diviso in Ari nord, cioè Alifu Alifu, che include gli atolli di Thoddoo e Rasdhoo (che ne è la capitale), e Ari sud, cioè Alifu Dhaalu, la cui capitale è Mahibadhoo. Il periodo migliore per visitare l’atollo è legato alla stagione secca, tra dicembre e aprile, quando sia le temperature che le ore di sole renderanno la vacanza davvero speciale. Non a caso, a livello di prenotazione sono proprio questi i mesi dell’alta stagione. La stagione delle piogge va da maggio a novembre, quando il clima, pur rimanendo caldo, diventa umido e nuvoloso, e non sono rare le piogge.
Più in generale, la temperatura media oscilla tra i 28 e i 30 gradi centigradi, per arrivare anche a punte di 35 gradi, nel periodo che va da febbraio a marzo. L'umidità può anche raggiungere il 90% ma l’afa è spazzata via dalla brezza oceanica. La temperatura media dell'acqua è di 26-27 °C, con punte superiori anche ai 28 °C.
La storia dell’Atollo di Ari segue quella di tutto l’arcipelago cui appartiene: fu colonizzato a partire dal VI secolo avanti Cristo da viaggiatori provenienti dall’India e dallo Sri Lanka. Un tempo le Maldive si chiamavano Isole del denaro, perché qui arrivavano i mercanti arabi per raccogliere conchiglie da usare come moneta. La loro presenza è così importante che dal XII secolo la gente locale inizia ad acquisirne usi e costumi, convertendosi al culto islamico professato dai mercanti.
Nel XVII secolo la zona diviene terra di conquista di indiani e portoghesi, diventando poi protettorato olandese e, nel 1887, inglese sotto forma di sultanato. Nel 1932 è siglata la prima costituzione. Nel 1954 vi è un breve passaggio alla repubblica, prima della restaurazione del Sultanato delle Maldive che naufraga definitivamente nel 1965, con la proclamazione della Repubblica Islamica delle Maldive.
Le attività economiche dell’Atollo di Ari, così come di tutto l’arcipelago delle Maldive, sono caratterizzate principalmente da turismo e pesca. Poco presente l’agricoltura. Nell’Atollo di Ari ci sono diverse feste religiose legate all’Islam. Da ricordare il Ramadan, 30 giorni di digiuno, il nono mese del calendario musulmano, e il Kuda Eid, primo giorno del mese di Shawaal nel calendario islamico, un lungo periodo di festa. Tra le ricorrenze civili, il 26-27 luglio ricorre la celebrazione dell’Indipendenza delle Maldive, festeggiata con balli e danze tradizionali, mentre l’11 e il 12 novembre sono i giorni dedicati alla Repubblica. Il 10 dicembre, infine, si tiene la Festa del pescatore.
Per quanto riguarda la cucina, il pesce e la noce di cocco sono i prodotti tipici, nonché gli unici veramente autoctoni, poiché tutto il resto, mancando le zone coltivabili, va importato. I piatti tradizionali sono in genere riso bollito o fritto con pesce (spesso grigliato), verdura, frutta. C’è anche la carne, pollo e manzo, e un insieme di spezie per insaporire, soprattutto curry e peperoncino, che viene usato addirittura nella preparazione di alcuni dolci. Il pesce più usato è il tonno.
Tra le ricette, il Thelulimas, fetta di tonno speziata fatta saltare in padella e il Kandumahu Mussanmaa, sempre tonno preparato con cipolla, foglie e pasta di curry, arachidi, uvetta, latte di cocco, e presentato con crema di cocco. Questo ingrediente è usato anche per il Kukulhu Bis Riha, patate e cipolle. Il Geri Riha è invece un filetto di manzo tagliato a cubetti, preparato con curry, peperoncino, cocco.
In chiusura, una nota davvero curiosa: sapete che il nome atollo deriva proprio dalla lingua maldiviana? Sarebbe infatti una rielaborazione del termine “atholu”, cioè “isola a forma di anello”, un’isola corallina formatasi attorno a un vulcano sommerso.




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