Tombouctou: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Tombouctou: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Tombouctou, o come più comunemente si dice in Italia, "Timbuctù" o, internazionalmente Timbuktu, è una città diventata quasi un sinonimo di luogo remoto e distante dalla civiltà moderna. Tombouctou si trova nel Mali, sotto il deserto del Sahara, ed è stata per secoli il nodo di collegamento tra l’Africa del Nord e l’Africa nera.
Oggi Tombouctou è una città difficile, povera, implicata nella guerra del Mali settentrionale, e che nel 2012 ha subito i violenti attacchi dei ribelli islamici che hanno ordinato la distruzione di alcuni degli edifici storici. Ma l’antica località dei Tuareg ha ancora molto da offrire: non per niente fa parte dei patrimoni dell’Umanità UNESCO fin dal 1980 ed è stata proposta come una delle Sette meraviglie del mondo moderno.
Tombouctou ha un’atmosfera decisamente più arabeggiante che africana, con le sue case di fango (qui non piove mai) e le moschee raggiunte con strade di sabbia, spesso più alte degli ingressi delle case. Sono proprio le moschee, con la loro particolarissima forma, a costituire lo spettacolo più interessante della città, anche se è sempre necessario informarsi prima, vista la situazione politica in continuo divenire, se anche i non musulmani possono visitare questi edifici.
Quelle più importanti sono, prima di tutto, la moschea di Djingareiber, la più grande e importante. Si tratta di uno spettacolo straordinario a vedersi, come un immenso castello di sabbia, è infatti costruita completamente in terra, legno, paglia e fibra, con solo alcuni blocchi di calcare a sostenere la facciata nord; al suo interno vi sono tre corti, due minareti, 25 file di pilastri e tanto spazio per la preghiera da ospitare 2mila persone.
Poi c’è la moschea di Sankoré, che custodisc 700mila importantissimi manoscritti arabo-islamici dei secoli dal XIII al XVI, con anche le opere del grande Avicenna, medico, scienziato e filosofo tra i più grandi dell’XI secolo, padre della medicina moderna. Si tratta della più grande e variegata collezione di documenti di questo tipo in Africa, ed essendo una Madrasa, università islamica, può ospitare ben 25mila studenti. Gli studenti con il turbante sono quelli che hanno raggiunto l’ultimo livello di istruzione, il quarto. Ha anche un notevole minareto.
Infine, la moschea di Sidi Yéhia, che risale al XV secolo, e la cui porta d'ingresso principale, secondo la tradizione, non dovrebbe venire aperta prima della fine del mondo. Sono interessanti da girare anche le case degli esploratori europei che per primi sono giunti fin qui, come Alexander Gordan Laing, René Caillié, Heinrich Barth, Oscar Lenz, tutte conservate e con tanto di placca commemorativa.
Da vedere c’è anche il mercato principale, il Grand Marché, dal cui tetto si gode di una splendida vista su tutta la città e il deserto circostante. Qui, inoltre, è possibile acquistare un po' di tutto per chi vuole un souvenir tipico del Mali. Tra gli oggetti d’artigianato più interessanti ci sono da ricordare le sciabole e i coltelli Tuareg, e bisogna sempre, come d’uso, mercanteggiare sul prezzo. Suggestive sono le visite sul cammello accompagnati dai Tuareg e spingersi, in compagnia di una guida affidabile, sulle bellissime dune sabbiose.
Arrivare a Tombouctou, come del resto insegna la sua fama di luogo remotissimo, non è facile. Per arrivare in Mali, prima di tutto, ci vuole sia il passaporto che il visto d’ingresso; l’ambasciata del Mali si trova a Roma, ed è necessario avere anche il certificato di vaccinazione della febbre gialla. Per ottenere il visto ci vogliono almeno 4 giorni ed è necessario spendere circa 30 euro per i diritti consolari. Il viaggio più comodo si può fare arrivando in aereo al Timbuktu Airport da Bamako o da Mopti; non è comunque un’impresa semplice perché gli orari non sono sempre rispettati ed è difficile prenotare i voli dall’estero. In alternativa, si può arrivare in auto (con viaggi dalle 12 alle 24 ore da Mopti) o, per chi vuole sperimentare la traversata del deserto su una 4x4, partire da Gao. C’è anche la possibilità di arrivare via fiume: tre giorni di viaggio, abbastanza comodi, sempre da Mopti (se il livello dell’acqua è particolarmente basso in quel periodo, a volte si parte più a valle), con accampamenti notturni.

