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Machu Picchu: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

Machu Picchu: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile

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Machu Picchu, una città storica perduta e ritrovata che riesce ancora a raccontarci la vita di un antico popolo e del suo straordinario amore per il Sole, supremo simbolo di adorazione nella cultura Inca. Una città che, secondo gli studiosi, presenta ancora un buon 60% delle costruzioni sotto terra.

Una città nascosta che a parte il fascino che incanta i visitatori, lascia tuttora stupiti per i suoi tanti vantaggi ingegneristici. Oltre che antisismiche, Machu Picchu ha le sue strutture costituite da fondamenta profonde e da pietrisco utilizzato come drenaggio, in una tale maniera che risulta allergica a qualsiasi tipo di allegamento nonostante le piogge intense di cui è colpita.

La bellezza unita all’efficienza, messe a punto da una cultura che non utilizzava animali da tiro, attrezzi in ferro o ruote. Dovendo decidere quale è il simbolo di un luogo che è esso stesso nella sua complessità un simbolo, abbiamo scelto il Tempio del Sol, cui si accede da una porta con doppio stipite: è una struttura caratterizzata tra l’altro da El Torreon, un torrione circolare: il tutto dedicato ad Inti, cioè il Sole.

Si tratta di un osservatorio solare orientato con il solstizio del 21 giugno che qui in Perù coincide con l’inverno e non con l’estate come da noi. Al di sotto di questo torrione c’è quel che resta di una stanza, forse un mausoleo in cui erano conservate le mummie dei potenti del tempo.

L'area edificata di Machu Picchu è di 530 metri di lunghezza per 200 di larghezza ed è divisa in due grandi zone, agricola e urbana, su centinaia di livelli. La prima è caratterizzata da una serie di terrazzamenti verso sud, una specie di grandi scalini ciascuno riempito da diverso tipo di materiale, dal suolo, alla ghiaia, all’argilla, divisi da muretti di pietra, con un sistema drenante molto avanzato anti stagnazione dell’acqua: nonostante si parli di zona agricola in realtà qui non c’erano coltivazioni e probabilmente la loro funzione era quella di stabilizzare tutto il complesso (anche se tra l’800 e il 900, quindi ben lontani dal tempo degli Inca, vi si coltivava soprattutto il mais). Non mancano costruzioni forse adibite a magazzini.

La zona urbana, separata da quella agricola da un muro contenitivo di 400 metri, era quella in cui si svolgeva la vita quotidiana e religiosa. Dalla particolare forma a U, ha uno spazio centrale, la Plaza alargada, costruita su terrazze di vari livelli che seguono l’andamento della montagna: è qui che si trovano diverse strutture enormi, separate da una serie di strade e scale, per un qualcosa come 3mila gradini, senza dimenticare un ingegnoso sistema di canali per garantire il rifornimento idrico.

Gli edifici hanno perlopiù pianta rettangolare con recinti e porte e finestre trapezoidali. Tra questi, oltre il Tempio del Sol, ci sono la Residenza reale, che è la costruzione più grande nonché il primo ingresso della città. Da vedere la Piazza Sacra in cui ci sono due dei tre maggiori edifici del sito, il Tempio de la Tres Ventanas, dai grandi blocchi incastrati tra loro, e il Tempio Principal, il luogo dove probabilmente si svolgevano le celebrazioni religiose della città. Anche perché nelle vicinanze si trova quella che è stata chiamata la Cámara de los ornamentos o stanza del sacerdote.

Affascinante e piena di mistero una costruzione particolare, la Intihuatana, che significa orologio solare ed è formata da una serie di piattaforme rocciose che terminano con un prisma di 40 centimetri. Magici anche il Tempio delle Tre finestre, la Roccia sacra, con due stanze una davanti all’altra, il Tempio del Condor, un insieme di ambienti-labirinto che ospita una scultura identificata con l’immagine del condor.

Per mangiare, da ricordare il Tinkuy Buffet Restaurant, punto ristoro tra i più vicini alle rovine, in cui è vietato portare cibo. Per chi ama il trekking, c’è l’Inca Trail un percorso di circa 43 chilometri da compiere in quattro giorni, dalla Valle Sacra a Intipunku (la ‘porta del sole’ per Machu Picchu). A parte la fatica, per accedervi c’è il numero chiuso, per cui bisogna prenotare attraverso le agenzie autorizzate, con largo anticipo, di almeno sei settimane in bassa stagione e da sei mesi a un anno tra fine maggio e inizio settembre.

La stazione più vicina al sito di Machu Picchu, da cui arriva il treno da Cusco, è in Aguas Calientes, alias Machu Picchu Pueblo, capoluogo del distretto omonimo. A circa 30 minuti da questa località c’è il Museo de Sitio Manuel Chavez Ballon, in cui trovare informazioni tra le più attendibili su tutti i come e i perché della costruzione di Machu Picchu.

Da ricordare: per visitare Machu Picchu vanno calzate scarpe comode e antiscivolo, nonché occhiali da sole, creme solari, cappello, repellente per le zanzare, impermeabile, pantaloni lunghi di cotone, una maglia. Per entrare nel Santuario ci sono orari precisi, dalle 6 alle 16. È possibile acquistare in anticipo il biglietto elettronico per visitare il sito, consultando la disponibilità su internet all'indirizzo www.machupicchu.gob.pe.

Operazione utile se si viaggia senza l’ausilio di tour operator, visto che la capacità massima di visitatori al giorno è di 2.500 persone. Dalla stazione di Aguas Calientes proveniente da Cusco ci sono bus (il primo parte alle ore 5,30 del mattino) o muli, per un viaggio decisamente d’altri tempi.

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