Trujillo: la guida completa e aggiornata
Guida Trujillo, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Costa settentrionale del Perù, riva destra del fiume Moche: ecco Trujillo, capoluogo della regione de La Libertad. Neanche un milione di abitanti per questo luogo che ospita diverse testimonianze precolombiane e che è chiamato la Ciudad de la Eterna Primavera, ovvero la città dell’eterna primavera, poiché è baciata da un clima secco e soleggiato, tutto l’anno, con temperature che in inverno non vanno mai sotto i 14 °C e in estate possono arrivare ai 30-32 °C.
Numerosi i siti archeologici del territorio di Trujillo, risalenti a diverse culture che si sono espresse in zona prima dell’arrivo degli Spagnoli: si parla ad esempio della civiltà Moche (che prende il nome dal fiume e dalla valle omonima), risalente a un periodo stimato tra il I e il VII secolo dopo Cristo, sostituita successivamente dal grande impero Chimu, come mostrano le rovine dell’antica capitale Chan Chan, che anche gli Inca cercano di conquistare e che si sviluppa fino al XV secolo.
La zona è conquistata nel 1500 dagli spagnoli e la città è fondata nel 1534 da Diego de Almagro, che la chiama così in onore di un altro famoso conquistador, Francisco Pizarro, nato nell'omonima città spagnola dell’Estremadura. A Trujillo va forte il turismo storico, archeologico e balneare e rimane un grosso centro commerciale, industriale e agricolo.
Tra gli eventi più seguiti a Trujillo, in gennaio si svolge il Festival della Marinera, uno dei balli di coppia tradizionali del Perù: i danzatori (lui con poncho e cappello come se cavalcasse, lei in costume tipico regionale) eseguono una serie di passi caratteristici battendo un fazzoletto bianco.
Tra febbraio e marzo c’è la Festa di San José che ricorda le tradizioni spagnole: tra l’altro, si fanno cavalcate di cavalli peruviani da passo, si lasciano libere le vacche come a Pamplona, si organizzano un festival taurino e danze flamenche. Tra settembre e ottobre, grande presenza per il Festival internazionale di Primavera, con sfilate di carri allegorici presieduti dalla Regina della Primavera. Inoltre, in questo periodo c’è il Concorso Nazionale del caballo de paso, i famosi cavalli peruviani le cui origini risalgono a 300 anni fa dagli incroci tra cavalli spagnoli e berberi.
A dicembre, tra il 12 e il 15, si svolge la Festa della Vergine della Porta, la Mamita de la Puerta, santa dei malati e degli indifesi: la statua, con una lunga tunica e gioielli, posta su una mezzaluna in argento e metalli preziosi, esce dalla chiesa scendendo dall'alto con un ingegnoso dispositivo ed è quindi portata in processione.
La cucina di Trujillo è sia di mare sia di terra. Da assaggiare il cebiche, filetto di pesce tagliato a pezzi e cotto con limone, cipolla e peperoncino, che si può presentare anche come un misto di pesci vari, molluschi, frutti di mare con patate dolci e mais. Un tipo particolare è il chinguirito, a base di carne secca salata del pesce chitarra.
Vanno molto anche lo stufato di capretto reso molto saporito da una generosa presenza di spezie, il seco de chabelo, carne di manzo cotta alla griglia presentata con una banana tagliuzzata arrosto, e il riso con l'anatra, aromatizzato con birra scura. Tacchino, patate, latte, formaggio, pane, huacatay (una pianta che è una specie di tageta) e burro per la sopa teóloga. Ancora tacchino con riso, mais tenero macinato, coriandolo e peperoncino per la pepián de pava. Soprattutto il lunedì si serve lo shambar, zuppa di grano con cotica di maiale e prosciutto affumicato, accompagnata da mais tostato. Per i dolci, le jaleas di mele cotogne e il King Kong, cioè due biscotti uniti da un ripieno di marmellata di ananas o altre varianti. Da bere, birra e chicha de jora, una bevanda derivata da mais fermentato.
La zona di Trujillo è un territorio che presenta tante declinazioni di visita, dalla città con le sue case coloniali alle tante ricchezze lasciate dalle genti del passato che hanno vissuto qui con gran successo prima dell’arrivo degli spagnoli, alle spiagge della costa del nord, dove giungere per rilassarsi e dedicarsi a numerose attività sportive.



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